S. Martini Papæ et Martyris ~ Semiduplex
Scriptura: Feria II infra Hebdomadam V post Epiphaniam III. Novembris

Ad Matutinum    11-12-2018

Ante Divinum officium
Incipit
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.
Ave María, grátia plena; Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui Jesus. Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.
Credo in Deum, Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ.
Et in Jesum Christum, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum: qui concéptus est de Spíritu Sancto, natus ex María Vírgine, passus sub Póntio Piláto, crucifíxus, mórtuus, et sepúltus: descéndit ad ínferos; tértia die resurréxit a mórtuis; ascéndit ad cælos; sedet ad déxteram Dei Patris omnipoténtis: inde ventúrus est judicáre vivos et mórtuos.
Credo in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, vitam ætérnam. Amen.
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Deus in adjutórium meum inténde.
R. Dómine, ad adjuvándum me festína.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Allelúja.
Inizio
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Io Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Provvedi, o Dio, al mio soccorso.
R. Signore, affrettati ad aiutarmi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
Invitatorium {Antiphona ex Commune aut Festo}
Ant. Regem Mártyrum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Ant. Regem Mártyrum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Veníte, exsultémus Dómino, jubilémus Deo, salutári nostro: præoccupémus fáciem ejus in confessióne, et in psalmis jubilémus ei.
Ant. Regem Mártyrum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Quóniam Deus magnus Dóminus, et Rex magnus super omnes deos, quóniam non repéllet Dóminus plebem suam: quia in manu ejus sunt omnes fines terræ, et altitúdines móntium ipse cónspicit.
Ant. Veníte, adorémus.
Quóniam ipsíus est mare, et ipse fecit illud, et áridam fundavérunt manus ejus (genuflectitur) veníte, adorémus, et procidámus ante Deum: plorémus coram Dómino, qui fecit nos, quia ipse est Dóminus, Deus noster; nos autem pópulus ejus, et oves páscuæ ejus.
Ant. Regem Mártyrum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Hódie, si vocem ejus audiéritis, nolíte obduráre corda vestra, sicut in exacerbatióne secúndum diem tentatiónis in desérto: ubi tentavérunt me patres vestri, probavérunt et vidérunt ópera mea.
Ant. Veníte, adorémus.
Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas: quibus jurávi in ira mea; Si introíbunt in réquiem meam.
Ant. Regem Mártyrum Dóminum, * Veníte, adorémus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Veníte, adorémus.
Ant. Regem Mártyrum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Invitatorio {Antifona dal Comune o Festa}
Ant. Il Signore, re dei martiri, * venite, adoriamo.
Ant. Il Signore, re dei martiri, * venite, adoriamo.
Venite, esultiamo davanti al Signore, con giubilo acclamiamo a Dio, nostro salvatore: presentiamoci a lui con inni di lode, e con salmi di gioia onoriamolo.
Ant. Il Signore, re dei martiri, * venite, adoriamo.
Poiché un Dio grande è il Signore, e un Re grande sopra tutti gli dei: poiché il Signore non rigetterà il suo popolo: poichè nella sua mano sono tutti i confini della terra, e le sommità dei monti gli appartengono.
Ant. venite, adoriamo.
Poiché suo è il mare, ed egli l'ha fatto, e le sue mani hanno formato i continenti: (si genuflette) venite, adoriamo, e prostriamoci in faccia a Dio: piangiamo davanti al Signore che ci ha creati, perché egli è il Signore nostro Dio; e noi siamo il suo popolo, e le pecorelle del suo pascolo.
Ant. Il Signore, re dei martiri, * venite, adoriamo.
Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori, come allorché fui provocato a sdegno nel giorno della tentazione nel deserto: dove i padri vostri mi tentarono, mi misero alla prova e videro le opere mie.
Ant. venite, adoriamo.
Per quarant'anni fui vicino a questa generazione [per punirla] e dissi; costoro sono sempre perversi di cuore; essi non hanno conosciuto le mie vie: ond'io giurai nell'ira mia: essi più non entreranno nel mio riposo.
Ant. Il Signore, re dei martiri, * venite, adoriamo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. venite, adoriamo.
Ant. Il Signore, re dei martiri, * venite, adoriamo.
Hymnus {ex Commune aut Festo}
Deus tuórum mílitum
Sors, et córona, prǽmium,
Laudes canéntes Mártyris
Absólve nexu críminis.

Hic nempe mundi gáudia,
Et blanda fraudum pábula
Imbúta felle députans,
Pervénit ad cæléstia.

Pœnas cucúrrit fórtiter,
Et sústulit viríliter,
Fundénsque pro te sánguinem,
Ætérna dona póssidet.

Ob hoc precátu súpplici
Te póscimus, piíssime;
In hoc triúmpho Mártyris
Dimítte noxam sérvulis.

* Laus et perénnis glória
Patri sit, atque Fílio,
Sancto simul Paráclito,
In sempitérna sǽcula.
Amen.
Inno {dal Comune o Festa}
O Dio, sorte, corona
e premio dei tuoi soldati,
sciogli dai lacci della colpa
coloro che cantano le lodi del Martire.

Egli infatti giunse
al regno celeste, reputando
insidiosi e pieni di fiele
le gioie del mondo e i molli suoi pascoli.

Da forte corse incontro alle pene
e le sostenne virilmente
e, versando il sangue per Te,
ora possiede i premi eterni.

Perciò con umil prece
ti preghiamo, o pietosissimo:
in questo trionfo del Martire
rimetti le colpe ai servi.

* Sia lode e gloria perenne
al Padre e al Figlio
insieme con lo Spirito Santo,
per tutti i secoli.
Amen.
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ ex Psalterio secundum tempora}
Nocturn I.
Ant. Dóminus de cælo
Psalmus 13 [1]
13:1 Dixit insípiens in corde suo: * non est Deus.
13:1 Corrúpti sunt, et abominábiles facti sunt in stúdiis suis: * non est qui fáciat bonum, non est usque ad unum.
13:2 Dóminus de cælo prospéxit super fílios hóminum, * ut vídeat si est intéllegens, aut requírens Deum.
13:3 Omnes declinavérunt, simul inútiles facti sunt: * non est qui fáciat bonum, non est usque ad unum.
13:3 Sepúlcrum patens est guttur eórum: linguis suis dolóse agébant * venénum áspidum sub lábiis eórum.
13:3 Quorum os maledictióne et amaritúdine plenum est: * velóces pedes eórum ad effundéndum sánguinem.
13:3 Contrítio et infelícitas in viis eórum, et viam pacis non cognovérunt: * non est timor Dei ante óculos eórum.
13:4 Nonne cognóscent omnes qui operántur iniquitátem, * qui dévorant plebem meam sicut escam panis?
13:5 Dóminum non invocavérunt, * illic trepidavérunt timóre, ubi non erat timor.
13:6 Quóniam Dóminus in generatióne justa est, consílium ínopis confudístis: * quóniam Dóminus spes ejus est.
13:7 Quis dabit ex Sion salutáre Israël? * cum avérterit Dóminus captivitátem plebis suæ, exsultábit Jacob, et lætábitur Israël.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Dóminus de cælo prospéxit super fílios hóminum.
Salmi con letture {Antifone dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Nocturn I.
Ant. Il Signore dal cielo
Salmo 13 [1]
13:1 L'insensato ha detto in cuor, suo: * Dio non c'è.
13:1 Sono corrotti, commettono abominevoli azioni; * non c'è chi faccia il bene, nemmeno uno!
13:2 Il Signore dal cielo osserva i figli degli uomini, * per vedere se ce n'è uno saggio e che cerchi Dio.
13:3 Tutti sono traviati, tutti egualmente pervertiti; * non v'è chi faccia il bene, nemmeno uno!
13:3 È come sepolcro spalancato la loro bocca; la lingua loro tesse inganni; * le loro labbra distillano il veleno dell'aspide.
13:3 La loro bocca è piena di maledizione e di amarezza; * i loro piedi sono veloci quando si tratta di spargere sangue.
13:3 Sui loro sentieri seminano afflizione e desolazione; non conoscono la via della pace; * non hanno davanti agli occhi il timor di Dio.
13:4 Così insensati sono tutti quelli che commettono l'iniquità * e che divorano il mio popolo come un pezzo di pane?
13:5 Non invocano il Signore * e tremano quando non v'è ragione di tremare.
13:6 Il Signore è col ceto dei giusti. Voi sprezzate il consiglio del povero, * ma il Signore è il suo asilo.
13:7 Quando uscirà da Sion il salvatore d'Israele? * Allorché il Signore ricondurrà il suo popolo dalla schiavitù, esulterà Giacobbe e Israele si rallegrerà.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il Signore dal cielo riguarda i figli degli uomini.
Ant. Qui operátur justítiam
Psalmus 14 [2]
14:1 Dómine, quis habitábit in tabernáculo tuo? * aut quis requiéscet in monte sancto tuo?
14:2 Qui ingréditur sine mácula, * et operátur justítiam:
14:3 Qui lóquitur veritátem in corde suo, * qui non egit dolum in lingua sua:
14:3 Nec fecit próximo suo malum, * et oppróbrium non accépit advérsus próximos suos.
14:4 Ad níhilum dedúctus est in conspéctu ejus malígnus: * timéntes autem Dóminum gloríficat:
14:5 Qui jurat próximo suo, et non décipit, * qui pecúniam suam non dedit ad usúram, et múnera super innocéntem non accépit.
14:5 Qui facit hæc: * non movébitur in ætérnum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Qui operátur justítiam requiéscet in monte sancto tuo, Dómine.
Ant. Chi opera secondo giustizia,
Salmo 14 [2]
14:1 Signore, chi abiterà nel tuo tabernacolo * o chi riposerà sul tuo santo monte?
14:2 Colui che vive senza macchia, * e pratica la giustizia:
14:3 Colui che dice la verità nel suo cuore, * e non ha ordito frode con la sua lingua:
14:3 Non ha fatto del male al suo prossimo * e non ha accolto maldicenza contro i suoi simili.
14:4 Ai suoi occhi il maligno è un niente, * ma egli onora quelli che temono il Signore.
14:5 Colui che giura al suo prossimo e non lo inganna. * Non dà il suo denaro ad usura, e non riceve regali contro l'innocente:
14:5 Chi fa tali cose * non sarà smosso in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Chi opera secondo giustizia, riposerà sul tuo santo monte, Signore.
Ant. Inclína, Dómine,
Psalmus 16 [3]
16:1 Exáudi, Dómine, justítiam meam: * inténde deprecatiónem meam.
16:1 Áuribus pércipe oratiónem meam, * non in lábiis dolósis.
16:2 De vultu tuo judícium meum pródeat: * óculi tui vídeant æquitátes.
16:3 Probásti cor meum, et visitásti nocte: * igne me examinásti, et non est invénta in me iníquitas.
16:4 Ut non loquátur os meum ópera hóminum: * propter verba labiórum tuórum ego custodívi vias duras.
16:5 Pérfice gressus meos in sémitis tuis: * ut non moveántur vestígia mea.
16:6 Ego clamávi, quóniam exaudísti me, Deus: * inclína aurem tuam mihi, et exáudi verba mea.
16:7 Mirífica misericórdias tuas, * qui salvos facis sperántes in te.
16:8 A resisténtibus déxteræ tuæ custódi me, * ut pupíllam óculi.
16:9 Sub umbra alárum tuárum prótege me: * a fácie impiórum qui me afflixérunt.
16:10 Inimíci mei ánimam meam circumdedérunt, ádipem suum conclusérunt: * os eórum locútum est supérbiam.
16:11 Proiciéntes me nunc circumdedérunt me: * óculos suos statuérunt declináre in terram.
16:12 Suscepérunt me sicut leo parátus ad prædam: * et sicut cátulus leónis hábitans in ábditis.
16:13 Exsúrge, Dómine, prǽveni eum, et supplánta eum: * éripe ánimam meam ab ímpio, frámeam tuam ab inimícis manus tuæ.
16:14 Dómine, a paucis de terra dívide eos in vita eórum: * de abscónditis tuis adimplétus est venter eórum.
16:14 Saturáti sunt fíliis: * et dimisérunt relíquias suas párvulis suis.
16:15 Ego autem in justítia apparébo conspéctui tuo: * satiábor cum apparúerit glória tua.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Inclína, Dómine, aurem tuam mihi, et exáudi verba mea.
Ant. Porgimi
Salmo 16 [3]
16:1 Ascolta, o Signore, la mia giustizia, * sii attento alla mia supplica.
16:1 Porgi l'orecchio alla mia preghiera * che viene da labbra non ingannatrici.
16:2 Dal tuo cospetto venga il mio giudizio, * vedano i tuoi occhi l'equità.
16:3 Hai provato il mio cuore, e lo hai visitato la notte. * Mi hai esaminato col fuoco e non si è trovato in me iniquità.
16:4 Affinché la mia bocca non parli secondo l'uso degli uomini: * per riguardo alle parole delle tue labbra ho battuto vie faticose.
16:5 Rendi fermi i miei passi nei tuoi sentieri, * affinché i piedi miei non vacillino.
16:6 Io gridai, perché tu mi esaudisti, o Dio: * inclina verso di me l'orecchio e ascolta le mie parole.
16:7 Fa risplendere le tue misericordie, * o tu che salvi coloro che sperano in te.
16:8 Da quelli che resistono alla tua destra difendimi * come la pupilla dell'occhio.
16:9 Sotto l'ombra delle tue ali proteggimi: * dalla faccia degli empi che mi hanno afflitto.
16:10 I miei nemici hanno circondato l'anima mia. Hanno chiuse le loro viscere: * la loro bocca ha parlato con arroganza.
16:11 Dopo avermi scacciato, adesso mi hanno circondato: * fissano i loro occhi per gettarmi a terra.
16:12 Guardano a me come un leone intento alla preda, * e come un leoncello che sta in agguato nella macchia.
16:13 Levati su, o Signore, previenilo, gettalo a terra: * libera l'anima mia dall'empio, la tua spada dai nemici della tua mano.
16:14 O Signore, nella loro vita separali da quelli pochi della terra: * il loro ventre è ripieno dei tuoi beni nascosti.
16:14 Hanno figli in abbondanza, * e lasciano i loro avanzi ai loro bambini.
16:15 Ma io nella giustizia comparirò al tuo cospetto: * sarò sazio all'apparire della tua gloria.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Porgimi il tuo orecchio, o Signore, ed esaudisci le mie preghiere.
V. Mirífica Dómine misericórdias tuas.
R. Qui salvos facis sperántes in te.
V. Fa risplendere o Signore, la tua misericordia.
R. Tu, che salvi coloro che sperano in te.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Exáudi, Dómine Jesu Christe, preces servórum tuórum, et miserére nobis: Qui cum Patre et Spíritu Sancto vivis et regnas in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Esaudisci, Signore Gesù Cristo, le preghiere dei tuoi servi, ed abbi pietà di noi: tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Benedictióne perpétua benedícat nos Pater ætérnus. Amen.

Lectio 1
De Daniéle Prophéta
Dan 2:31-35
31 Tu, rex, vidébas, et ecce quasi státua una grandis: státua illa magna, et statúra sublimis stábat contra te, et intúitus ejus erat terríbilis.
32 Hujus státuæ caput ex auro óptimo erat, pectus autem et brácchia de argénto, porro venter et fémora ex ære,
33 Tíbiæ autem férreæ: pedum quædam pars erat férrea, quædam autem fíctilis.
34 Vidébas ita, donec abscíssus est lapis de monte sine mánibus: et percússit státuam in pédibus ejus férreis et fictílibus, et commínuit eos.
35 Tunc contríta sunt páriter ferrum, testa, æs, argéntum et aurum et redácta quasi in favíllam æstívæ áreæ, quæ rapta sunt vento, nullusque locus invéntus est eis; lapis autem, qui percússerat státuam, factus est mons magnus, et implévit univérsam terram.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Redémit pópulum suum et liberávit eum, et vénient et exsultábunt in monte Sion et gaudébunt de bonis Dómini super fruménto, vino et oleo,
* Et ultra non esúrient.
V. Erítque ánima eórum quasi hortus irríguus.
R. Et ultra non esúrient.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Con una benedizione perpetua ci benedica l'eterno Padre. Amen.

Lettura 1
Dal Profeta Daniele
Dan 2:31-35
31 Tu, o re, hai avuto una visione, ed ecco come una grande statua: una statua grande e dalla forma colossale ti si presentò davanti, e che a vederla faceva paura.
32 Il capo di questa statua era d'oro finissimo, il petto poi e le braccia d'argento, ma il ventre e le cosce di bronzo,
33 Le gambe di ferro, dei piedi una certa parte era di ferro, un'altra parte di creta.
34 Questo stavi osservando, quando non per mano dì alcuno si staccò una pietra dal monte e percosse la statua nei piedi ch'eran di ferro e d'argilla e li spezzò.
35 Allora andarono in frantumi pure il ferro, la creta, il bronzo, l'argento e l'oro, e si ridussero come il tritume d'un'aia nell'estate, che viene disperso dal vento e non rimase più nulla di essi; ma la pietra che aveva percosso la statua, diventò un monte si grande che riempi la terra.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Egli ha redento il suo popolo e lo ha liberato, e verranno ed esulteranno sul monte Sion e godranno dei beni del Signore del frumento, del vino e dell'olio.
* E non avranno più fame.
V. E l'anima loro sarà come un orto irrigato.
R. E non avranno più fame.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Unigénitus Dei Fílius nos benedícere et adjuváre dignétur. Amen.

Lectio 2
Dan 2:36-40
36 Hoc est sómnium. Interpretatiónem quoque ejus dicémus coram te, rex.
37 Tu rex regum es: et Deus cæli regnum, et fortitúdinem, et impérium, et glóriam dedit tibi:
38 Et ómnia, in quibus hábitant fílii hóminum, et béstiæ agri: vólucres quoque cæli dedit in manu tua, et sub dicióne tua univérsa constítuit; tu es ergo caput áureum.
39 Et post te consúrget regnum áliud minus te argenteum: et regnum tértium aliud æreum, quod imperábit univérsæ terræ,
40 Et regnum quartum erit velut ferrum. Quómodo ferrum commínuit, et domat ómnia, sic commínuet, et cónteret ómnia hæc.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Angústiæ mihi sunt úndique, et quid éligam ígnoro;
* Mélius est mihi incídere in manus hóminum, quam derelínquere legem Dei mei.
V. Si enim hoc égero, mors mihi est; si autem non égero, non effúgiam manus vestras.
R. Mélius est mihi incídere in manus hóminum, quam derelínquere legem Dei mei.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'unigenito Figlio di Dio si degni di benedirci e di aiutarci. Amen.

Lettura 2
Dan 2:36-40
36 Questo è il sogno. Ed ora ne daremo l'interpretazione dinanzi a te, o re.
37 Tu sei il re dei re, e il Dio del cielo t'ha dato il regno e la forza, il dominio e la gloria,
38 E tutti i luoghi dove abitano i figli degli uomini e le bestie della campagna e gli uccelli dell'aria ha posto nella tua mano e tutto ha collocato sotto il tuo dominio; tu sei dunque il capo d'oro.
39 E dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo, d'argento, e poi un altro terzo regno, di bronzo, che comanderà a tutta quanta la terra,
40 E il quarto regno sarà come il ferro. E come il ferro stritola e doma ogni cosa, così questo regno stritolerà e ridurrà in polvere tutte queste cose.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Son messo alle strette da ogni parte, e non so che mi scegliere:
* E meglio per me cadere nelle mani degli uomini che abbandonare la legge del mio Dio.
V. Se farò questo, morrò; se non lo farò, non sfuggirò dalle vostre mani.
R. E meglio per me cadere nelle mani degli uomini che abbandonare la legge del mio Dio.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Spíritus Sancti grátia illúminet sensus et corda nostra. Amen.

Lectio 3
Dan 2:41-44
41 Porro, quia vidísti pedum, et digitórum partem testæ fíguli, et partem férream, regnum divísum erit; quod tamen de plantário ferri oriétur, secúndum quod vidísti ferrum mistum testæ ex luto.
42 Et dígitos pedum ex parte férreos, et ex parte fíctiles, ex parte regnum erit sólidum, et ex parte contrítum.
43 Quod autem vidísti ferrum mistum testæ ex luto, commiscebúntur quidem humáno sémine; sed non adhærébunt sibi, sícuti ferrum miscéri non potest testæ.
44 In diébus autem regnórum illórum suscitábit Deus cæli regnum, quod in ætérnum non dissipábitur, et regnum ejus álteri pópulo non tradétur: commínuet autem, et consúmet univérsa regna hæc, et ipsum stabit in ætérnum.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Misit Dóminus Angelum suum et conclúsit ora leónum,
* Et non contaminavérunt, quia coram eo injustítia invénta non est in me.
V. Misit Deus misericórdiam suam et veritátem suam: ánimam meam erípuit de médio catulórum leónum.
R. Et non contaminavérunt, quia coram eo injustítia invénta non est in me.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Et non contaminavérunt: quia coram eo injustítia invénta non est in me.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La grazia dello Spirito Santo illumini i nostri sensi e i nostri cuori. Amen.

Lettura 3
Dan 2:41-44
41 Ma quanto a ciò che hai visto dei piedi e delle dita che una parte era di creta e una parte di ferro significa che il regno, sebbene abbia origine dal ferro, sarà diviso secondo che hai visto il ferro mescolato colla creta.
42 E le dita dei piedi parte di ferro e parte di creta (indicano) che il regno in parte sarà saldo e in parte fragile.
43 E ciò che hai visto del ferro mescolato colla terracotta di creta significa che ci saranno sì mescolanze di razze umane, ma non faran lega tra loro, come il ferro non può far lega colla terracotta.
44 Ma nei giorni di quei regni il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà distrutto mai in eterno, e il suo regno non passerà ad altro popolo, ma farà in pezzi e consumerà tutti questi regni ed esso durerà in eterno.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il Signore mandò il suo Angelo, e chiuse le bocche dei leoni,
* E non mi fecero male, perché dinanzi a lui non si trovò ingiustizia in me.
V. Iddio mandò la sua misericordia e la sua verità: e strappò l'anima mia di mezzo ai giovani leoni.
R. E non mi fecero male, perché dinanzi a lui non si trovò ingiustizia in me.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E non mi fecero male, perché dinanzi a lui non si trovò ingiustizia in me.
Nocturn II.
Ant. Díligam te,
Psalmus 17(2-16) [4]
17:2 Díligam te, Dómine, fortitúdo mea: * Dóminus firmaméntum meum, et refúgium meum, et liberátor meus.
17:3 Deus meus adjútor meus, * et sperábo in eum.
17:3 Protéctor meus, et cornu salútis meæ, * et suscéptor meus.
17:4 Laudans invocábo Dóminum: * et ab inimícis meis salvus ero.
17:5 Circumdedérunt me dolóres mortis: * et torréntes iniquitátis conturbavérunt me.
17:6 Dolóres inférni circumdedérunt me: * præoccupavérunt me láquei mortis.
17:7 In tribulatióne mea invocávi Dóminum, * et ad Deum meum clamávi.
17:7 Et exaudívit de templo sancto suo vocem meam: * et clamor meus in conspéctu ejus, introívit in aures ejus.
17:8 Commóta est, et contrémuit terra: * fundaménta móntium conturbáta sunt, et commóta sunt, quóniam irátus est eis.
17:9 Ascéndit fumus in ira ejus: et ignis a fácie ejus exársit: * carbónes succénsi sunt ab eo.
17:10 Inclinávit cælos, et descéndit: * et calígo sub pédibus ejus.
17:11 Et ascéndit super Chérubim, et volávit: * volávit super pennas ventórum.
17:12 Et pósuit ténebras latíbulum suum, in circúitu ejus tabernáculum ejus: * tenebrósa aqua in núbibus áëris.
17:13 Præ fulgóre in conspéctu ejus nubes transiérunt, * grando et carbónes ignis.
17:14 Et intónuit de cælo Dóminus, et Altíssimus dedit vocem suam: * grando et carbónes ignis.
17:15 Et misit sagíttas suas, et dissipávit eos: * fúlgura multiplicávit, et conturbávit eos.
17:16 Et apparuérunt fontes aquárum, * et reveláta sunt fundaménta orbis terrárum:
17:16 Ab increpatióne tua, Dómine, * ab inspiratióne spíritus iræ tuæ.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Díligam te, Dómine, virtus mea.
Nocturn II.
Ant. Ti amerò io,
Salmo 17(2-16) [4]
17:2 Ti amerò io, o Signore, mia forza. * Il Signore è il mio fermo appoggio, e il mio rifugio, e il mio liberatore.
17:3 Il mio Dio è il mio aiuto, * e spererò in lui.
17:3 Il mio protettore, il mio corno di salvezza, * il mio difensore.
17:4 Lodandolo invocherò il Signore, * e sarò salvo dai miei nemici.
17:5 I dolori della morte mi circondarono: * e i torrenti dell'iniquità mi atterrirono.
17:6 I dolori dell'inferno mi accerchiarono; * i lacci della morte mi impigliarono.
17:7 Nella mia tribolazione invocai il Signore, * e alzai le mie grida al mio Dio.
17:7 Ed egli dal suo santo tempio udì la mia voce, * e il mio gridar dinanzi a lui arrivò alle sue orecchie.
17:8 Si commosse, e tremò la terra: * furono scosse le fondamenta dei monti e traballarono, perché egli era sdegnato con essi.
17:9 Nella sua ira saliva fumo e dalla sua faccia ardeva fuoco, * da lui furono accesi carboni.
17:10 Abbassò i cieli e discese, * e la caligine era sotto i suoi piedi.
17:11 E salì sopra i cherubini, e sciolse il suo volo: * si slanciò sull'ali dei venti.
17:12 Pose le tenebre per suo nascondiglio, è attorno a lui qual padiglione * l'acqua tenebrosa delle nubi dell'aria.
17:13 Al fulgore della sua presenza si sciolsero le nubi, * e ne venne grandine e carboni di fuoco.
17:14 E il Signore tuonò dal cielo e l'Altissimo mandò la sua voce: * grandine e carboni di fuoco.
17:15 E scagliò le sue saette, e li disperse, * moltiplicò le folgori e li atterrì.
17:16 Apparvero allora le sorgenti delle acque * e furono messi a nudo i fondamenti della terra:
17:16 Alla tua minaccia, o Signore, * al soffiare impetuoso dell'ira tua.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Ti amerò io, o Signore, mia forza.
Ant. Retríbuet mihi Dóminus
Psalmus 17(17-35) [5]
17:17 Misit de summo, et accépit me: * et assúmpsit me de aquis multis.
17:18 Erípuit me de inimícis meis fortíssimis, et ab his qui odérunt me: * quóniam confortáti sunt super me.
17:19 Prævenérunt me in die afflictiónis meæ: * et factus est Dóminus protéctor meus.
17:20 Et edúxit me in latitúdinem: * salvum me fecit, quóniam vóluit me.
17:21 Et retríbuet mihi Dóminus secúndum justítiam meam: * et secúndum puritátem mánuum meárum retríbuet mihi:
17:22 Quia custodívi vias Dómini, * nec ímpie gessi a Deo meo.
17:23 Quóniam ómnia judícia ejus in conspéctu meo: * et justítias ejus non répuli a me.
17:24 Et ero immaculátus cum eo: * et observábo me ab iniquitáte mea.
17:25 Et retríbuet mihi Dóminus secúndum justítiam meam: * et secúndum puritátem mánuum meárum in conspéctu oculórum ejus.
17:26 Cum sancto sanctus eris, * et cum viro innocénte ínnocens eris:
17:27 Et cum elécto eléctus eris: * et cum pervérso pervertéris.
17:28 Quóniam tu pópulum húmilem salvum fácies: * et óculos superbórum humiliábis.
17:29 Quóniam tu illúminas lucérnam meam, Dómine: * Deus meus, illúmina ténebras meas.
17:30 Quóniam in te erípiar a tentatióne, * et in Deo meo transgrédiar murum.
17:31 Deus meus, impollúta via ejus: elóquia Dómini igne examináta: * protéctor est ómnium sperántium in se.
17:32 Quóniam quis Deus præter Dóminum? * aut quis Deus præter Deum nostrum?
17:33 Deus, qui præcínxit me virtúte: * et pósuit immaculátam viam meam.
17:34 Qui perfécit pedes meos tamquam cervórum, * et super excélsa státuens me.
17:35 Qui docet manus meas ad prǽlium: * et posuísti, ut arcum ǽreum, brácchia mea.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Retríbuet mihi Dóminus secúndum justítiam meam.
Ant. Il Signore mi ricompenserà
Salmo 17(17-35) [5]
17:17 Stese dall'alto la mano e mi prese: * e mi trasse dalle grandi acque.
17:18 Mi liberò dai miei potentissimi nemici e da quelli che mi odiavano: * perché più forti di me.
17:19 Mi assalirono per primi nel giorno della mia sventura: * ma il Signore si fece mio protettore.
17:20 Mi trasse fuori al largo; * mi fece salvo, perché mi amò.
17:21 E il Signore mi retribuirà secondo la mia giustizia, * mi compenserà secondo la purezza delle mie mani:
17:22 Perché io ho osservato le vie del Signore, * e non operai empiamente volgendomi dal mio Dio.
17:23 Perché ho davanti agli occhi tutti i suoi giudizi, * non ho respinto da me i suoi precetti.
17:24 E sarò senza macchia dinanzi a lui, * e mi guarderò dalla mia iniquità.
17:25 E il Signore mi retribuirà secondo la mia giustizia, * e secondo la purezza delle mani mie, presente ai suoi occhi.
17:26 Col santo tu sarai santo, * coll'uomo innocente sarai innocente:
17:27 Coll'uomo sincero sarai sincero: * e con chi mal fa tu sarai mal facente.
17:28 Poiché tu salverai il popolo umile, * e umilierai gli occhi dei superbi.
17:29 Poichè tu, o Signore, dai luce alla mia lampada; * Dio mio, illumina le mie tenebre.
17:30 Poiché per te sarò tratto fuori dalla tentazione, * e col mio Dio sormonterò le mura.
17:31 La via del mio Dio è senza macchia e le parole del Signore sono provate col fuoco; * egli è protettore di quanti sperano in lui.
17:32 Chi infatti è Dio fuor del Signore? * e chi è Dio fuorché il nostro Dio?
17:33 Il Dio che mi cinse di forza: * e rendette immacolata la mia via.
17:34 Che fece i miei piedi come quelli dei cervi, * e mi ha collocato nelle alture.
17:35 Che addestra le mie mani alla battaglia, * e tu rendesti le mie braccia come un arco di bronzo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il Signore mi ricompenserà secondo la mia giustizia.
Ant. Vivit Dóminus
Psalmus 17(36-51) [6]
17:36 Et dedísti mihi protectiónem salútis tuæ: * et déxtera tua suscépit me:
17:36 Et disciplína tua corréxit me in finem: * et disciplína tua ipsa me docébit.
17:37 Dilatásti gressus meos subtus me: * et non sunt infirmáta vestígia mea:
17:38 Pérsequar inimícos meos et comprehéndam illos: * et non convértar, donec defíciant.
17:39 Confríngam illos, nec póterunt stare: * cadent subtus pedes meos.
17:40 Et præcinxísti me virtúte ad bellum: * et supplantásti insurgéntes in me subtus me.
17:41 Et inimícos meos dedísti mihi dorsum, * et odiéntes me disperdidísti.
17:42 Clamavérunt, nec erat qui salvos fáceret ad Dóminum: * nec exaudívit eos.
17:43 Et commínuam illos, ut púlverem ante fáciem venti: * ut lutum plateárum delébo eos.
17:44 Erípies me de contradictiónibus pópuli: * constítues me in caput géntium.
17:45 Pópulus quem non cognóvi servívit mihi: * in audítu auris obedívit mihi.
17:46 Fílii aliéni mentíti sunt mihi, * fílii aliéni inveteráti sunt, et claudicavérunt a sémitis suis.
17:47 Vivit Dóminus, et benedíctus Deus meus: * et exaltétur Deus salútis meæ.
17:48 Deus, qui das vindíctas mihi, et subdis pópulos sub me: * liberátor meus de inimícis meis iracúndis.
17:49 Et ab insurgéntibus in me exaltábis me: * a viro iníquo erípies me.
17:50 Proptérea confitébor tibi in natiónibus, Dómine: * et nómini tuo psalmum dicam.
17:51 Magníficans salútes Regis ejus, et fáciens misericórdiam Christo suo David: * et sémini ejus usque in sǽculum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Vivit Dóminus et benedíctus Deus salútis meæ.
Ant. Vive il Signore,
Salmo 17(36-51) [6]
17:36 E mi desti la protezione della tua salute, * e la tua destra mi sostenne.
17:36 E la tua disciplina mi corresse in ogni tempo, * e la tua disciplina stessa mi istruirà.
17:37 Tu allargasti le vie ai miei passi, * e non vacillarono le mie piante.
17:38 Inseguirò i miei nemici e li raggiungerò, * e non tornerò indietro finché siano distrutti.
17:39 Li abbatterò, e non potranno più reggersi: * cadranno sotto i miei piedi.
17:40 E tu mi cingesti di forza per la guerra, * e facesti cadere sotto di me quelli che insorgevano contro di me.
17:41 Hai fatto voltar le spalle ai miei nemici, * hai disperso coloro che mi odiano.
17:42 Hanno gridato e non vi era chi li salvasse: hanno gridato al Signore * e non li esaudì.
17:43 Li stritolerò come polvere dinanzi al vento, * li calpesterò come il fango delle strade.
17:44 Tu mi libererai dalle contraddizioni del popolo: * mi stabilirai capo delle nazioni.
17:45 Un popolo, che io non conoscevo, mi ha servito: * appena udì con le orecchie, mi ha ubbidito.
17:46 I figli stranieri mi hanno mentito; * i figli stranieri sono invecchiati, e zoppicando van fuori dei loro sentieri.
17:47 Viva il Signore, e sia benedetto il mio Dio * e sia esaltato il Dio della mia salvezza.
17:48 Dio che fai le mie vendette, e mi sottometti i popoli * e mi liberi dai miei nemici furiosi.
17:49 Tu mi innalzerai sopra coloro che insorgono contro di me, * mi libererai dall'uomo iniquo.
17:50 Per quésto, o Signore, ti confesserò tra le nazioni * e canterò salmi al tuo nome,
17:51 Che esalta le vittorie del suo re, e fa misericordia al suo Cristo Davide * alla sua stirpe in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Vive il Signore, e benedetto è il Dio della mia salvezza.
V. Confitébor tibi in natiónibus, Dómine.
R. Et nómini tuo psalmum dicam.
V. Ti confesserò, o Signore, tra le nazioni.
R. E canterò salmi al tuo nome.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Ipsíus píetas et misericórdia nos ádjuvet, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Ci soccorra la bontà e la misericordia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Deus Pater omnípotens sit nobis propítius et clemens. Amen.

Lectio 4
Martinus, Tuderti in Umbria natus, inítio pontificatus, et litteris et legatiónibus missis operam dedit, ut Paulum Constantinopolitanum patriarcham a nefaria hæresi ad catholicæ fidei veritátem revocaret. Qui, Constante imperatóre hæretico fretus, eo améntiæ progréssus fuerat, ut Sedis apostolicæ legatos varie in insulas relegarit. Quo ejus scélere commótus Pontifex, coacto Romæ concílio centum quinque episcopórum, eum condemnávit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Honéstum fecit illum Dóminus, et custodívit eum ab inimícis, et a seductóribus tutávit illum:
* Et dedit illi claritátem ætérnam.
V. Descendítque cum illo in fóveam, et in vínculis non derelíquit eum.
R. Et dedit illi claritátem ætérnam.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio Padre onnipotente ci sia benigno e clemente. Amen.

Lettura 4
Martino, nato a Todi nell'Umbria, fin dal principio del suo pontificato si sforzò, con inviare lettere e legati, di ricondurre dai funesti errori dell'eresia alla verità della fede cattolica Paolo patriarca di Costantinopoli. Il quale, sostenuto dall'eretico Imperatore Costante, era giunto a tale eccesso di follia, da relegare in diverse isole i legati della Sede apostolica. Il Papa indignato di siffatto delitto, lo condannò in un concilio di centocinquanta vescovi radunato a Roma.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il Signore lo fece ricco, lo guardò dai nemici e lo protesse da coloro che lo insidiavano
* e gli procurò eterna gloria.
V. Con lui discese nella fossa e anche nelle catene non lo abbandonò.
R. E gli procurò eterna gloria .
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Christus perpétuæ det nobis gáudia vitæ. Amen.

Lectio 5
Quæ causa fuit Constanti mitténdi in Italiam Olympium exarchum, ut Martinum Pontificem interficiéndum aut ad se perducéndum curaret. Igitur Olympius, Romam veniens, lictori mandat ut Pontificem, dum in basilica sanctæ Maríæ ad Præsepe Missárum solemnia celebraret, occíderet. Quod ubi lictor aggréditur, cæcus repénte factus est.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Desidérium ánimæ ejus tribuísti ei Dómine,
* Et voluntáte labiórum ejus non fraudásti eum.
V. Quóniam prævenísti eum in benedictiónibus dulcédinis: posuísti in cápite ejus corónam de lápide pretióso.
R. Et voluntáte labiórum ejus non fraudásti eum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Cristo ci doni le gioie della vita eterna. Amen.

Lettura 5
Ciò fu causa che Costante inviasse in Italia l'esarca Olimpio, con ordine di far uccidere Papa Martino o di condurlo a lui. Pertanto Olimpia, giunto a Roma, comandò a un soldato di uccidere il Papa mentre celebrava la Messa nella basilica di Santa Maria al Presepio. Ma il soldato nel tentare il colpo, rimase cieco all'istante.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Hai esaudito, o Signore, il desiderio della sua anima,
* e non hai respinto la domanda delle sue labbra.
V. Poiché lo hai prevenuto con le più dolci benedizioni, hai posto sul suo capo una corona di pietre preziose.
R. E non hai respinto la domanda delle sue labbra.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ignem sui amóris accéndat Deus in córdibus nostris. Amen.

Lectio 6
Constanti autem imperatóri ex eo témpore multæ calamitátes incidérunt; quibus níhilo mélior factus, Theodórum Callíopam ad Urbem mittens, imperat ut Pontifici manus injíciat. A quo per fraudem captus Martinus et Constantinopolim perductus, deinde in Chersonesum relegátus; ibi ob catholicam fidem ærumnis confectus, sextodecimo Kalendas Octobris cessit e vita, clarus miraculis. Cujus corpus, Romam póstea translátum, in ecclésia conditum est, quæ sanctórum Silvestri et Martini nómine dedicáta erat. Præfuit Ecclésiæ annos sex, mensem unum, dies viginti sex. Habuit ordinatiónes duas mense Decembri, quibus creávit presbyteros undecim, diaconos quinque, episcopos per diversa loca trigínta tres.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Stola jucunditátis índuit eum Dóminus:
* Et corónam pulchritúdinis pósuit super caput ejus.
V. Cibávit illum Dóminus pane vitæ et intelléctus: et aqua sapiéntiæ salutáris potávit illum.
R. Et corónam pulchritúdinis pósuit super caput ejus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Et corónam pulchritúdinis pósuit super caput ejus.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio accenda nei nostri cuori il fuoco del suo amore. Amen.

Lettura 6
Da questo momento molte sventure piombarono sull'imperatore Costante; ma lungi dal ravvedersi, inviò a Roma Teodoro Calliopa, coll'ordine d'impadronirsi del Papa. Martino, preso con inganno da colui e condotto a Costantinopoli, fu di poi relegato nel Chersoneso; dove affranto dai mali sofferti per la fede cattolica, cessò di vivere il 15 Novembre, illustre per miracoli. Il suo corpo trasportato poi a Roma, fu riposto nella chiesa ch'era stata dedicata a Dio sotto i nomi dei Santi Silvestro e Martino. Egli governò la Chiesa tre anni, un mese e ventitre giorni. Tenne due ordinazioni nel mese di Dicembre, in cui creò undici preti, cinque diaconi, trentatre vescovi per luoghi diversi.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il Signore lo ha coperto col manto della gioia
* e sul suo capo ha posto una corona meravigliosa.
V. Il Signore lo ha nutrito col pane della vita e dell'intelligenza e lo ha dissetato con l'acqua salutare della sapienza.
R. E sul suo capo ha posto una corona meravigliosa.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E sul suo capo ha posto una corona meravigliosa.
Nocturn III.
Ant. Exáudiat te
Psalmus 19 [7]
19:2 Exáudiat te Dóminus in die tribulatiónis: * prótegat te nomen Dei Jacob.
19:3 Mittat tibi auxílium de sancto: * et de Sion tueátur te.
19:4 Memor sit omnis sacrifícii tui: * et holocáustum tuum pingue fiat.
19:5 Tríbuat tibi secúndum cor tuum: * et omne consílium tuum confírmet.
19:6 Lætábimur in salutári tuo: * et in nómine Dei nostri magnificábimur.
19:7 Ímpleat Dóminus omnes petitiónes tuas: * nunc cognóvi quóniam salvum fecit Dóminus Christum suum.
19:7 Exáudiet illum de cælo sancto suo: * in potentátibus salus déxteræ ejus.
19:8 Hi in cúrribus, et hi in equis: * nos autem in nómine Dómini, Dei nostri invocábimus.
19:9 Ipsi obligáti sunt, et cecidérunt: * nos autem surréximus et erécti sumus.
19:10 Dómine, salvum fac regem: * et exáudi nos in die, qua invocavérimus te.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Exáudiat te Dóminus in die tribulatiónis.
Nocturn III.
Ant. Ti esaudisca
Salmo 19 [7]
19:2 Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, * ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
19:3 Ti mandi aiuto dal luogo santo: * e ti sostenga da Sion.
19:4 Sia memore di tutti i tuoi sacrifici, * gli sia gradito il tuo olocausto.
19:5 Ti dia quello che brama il tuo cuore: * e adempia tutti i tuoi disegni.
19:6 Esulteremo per la tua salvezza * e trionferemo nel nome del nostro Dio.
19:7 Adempia il Signore tutte le tue richieste: * adesso ho conosciuto che il Signore ha salvato il suo Cristo.
19:7 Lo esaudirà dal cielo, suo santuario: * nella potenza della sua destra sta la salute.
19:8 Quelli [confidano] nei carri e questi nei cavalli: * ma noi invochiamo il nome del Signore nostro Dio.
19:9 Essi furono presi al laccio e caddero, * ma noi ci alzammo e stemmo in piedi.
19:10 Signore, salva il re, * ed esaudiscici nel giorno che ti invochiamo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione.
Ant. Dómine,
Psalmus 20 [8]
20:2 Dómine, in virtúte tua lætábitur rex: * et super salutáre tuum exsultábit veheménter.
20:3 Desidérium cordis ejus tribuísti ei: * et voluntáte labiórum ejus non fraudásti eum.
20:4 Quóniam prævenísti eum in benedictiónibus dulcédinis: * posuísti in cápite ejus corónam de lápide pretióso.
20:5 Vitam pétiit a te: * et tribuísti ei longitúdinem diérum in sǽculum, et in sǽculum sǽculi.
20:6 Magna est glória ejus in salutári tuo: * glóriam et magnum decórem impónes super eum.
20:7 Quóniam dabis eum in benedictiónem in sǽculum sǽculi: * lætificábis eum in gáudio cum vultu tuo.
20:8 Quóniam rex sperat in Dómino: * et in misericórdia Altíssimi non commovébitur.
20:9 Inveniátur manus tua ómnibus inimícis tuis: * déxtera tua invéniat omnes, qui te odérunt.
20:10 Pones eos ut clíbanum ignis in témpore vultus tui: * Dóminus in ira sua conturbábit eos, et devorábit eos ignis.
20:11 Fructum eórum de terra perdes: * et semen eórum a fíliis hóminum.
20:12 Quóniam declinavérunt in te mala: * cogitavérunt consília, quæ non potuérunt stabilíre.
20:13 Quóniam pones eos dorsum: * in relíquiis tuis præparábis vultum eórum.
20:14 Exaltáre, Dómine, in virtúte tua: * cantábimus et psallémus virtútes tuas.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Dómine, in virtúte tua lætábitur rex.
Ant. Signore,
Salmo 20 [8]
20:2 Signore, della tua potenza si rallegrerà il re * ed esulterà grandemente per la salvezza accordatagli.
20:3 Tu hai adempiuto il desiderio del suo cuore, * e non hai resi vani i voti delle sue labbra.
20:4 Poiché lo hai prevenuto con le più dolci benedizioni: * gli hai posto in capo una corona di pietre preziose.
20:5 Ti domandò la vita, * e gli hai dato lunghezza di giorni per i secoli e per i secoli dei secoli.
20:6 Grande è la sua gloria per la salvezza da te avuta, * lo ammanterai di gloria e di grande splendore.
20:7 Poiché lo farai benedizione per tutti i secoli, * lo riempirai di gioia con la tua presenza.
20:8 Perché il re spera nel Signore, * e per la misericordia dell'Altissimo non vacillerà.
20:9 La tua mano raggiunga tutti i tuoi nemici: * la tua destra raggiunga tutti coloro che ti odiano.
20:10 Li renderai come fornace ardente nel tempo che apparirà il tuo volto: * il Signore nell'ira sua li conquiderà [soggiogherà], il fuoco li divorerà.
20:11 Sterminerai il loro frutto dalla terra: * e il loro seme di mezzo ai figli degli uomini.
20:12 Perché tramarono mali contro di te: * ordirono disegni che non poterono eseguire.
20:13 Poiché tu farai loro voltare le spalle: * e a quelli che restano preparerai la faccia [alle tue saette].
20:14 Innalzati, o Signore, con la tua potenza, * noi canteremo e celebreremo con inni le tue meraviglie.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Signore, della tua potenza si rallegrerà il re.
Ant. Exaltábo te,
Psalmus 29 [9]
29:2 Exaltábo te, Dómine, quóniam suscepísti me: * nec delectásti inimícos meos super me.
29:3 Dómine, Deus meus, clamávi ad te, * et sanásti me.
29:4 Dómine, eduxísti ab inférno ánimam meam: * salvásti me a descendéntibus in lacum.
29:5 Psállite Dómino, sancti ejus: * et confitémini memóriæ sanctitátis ejus.
29:6 Quóniam ira in indignatióne ejus: * et vita in voluntáte ejus.
29:6 Ad vésperum demorábitur fletus: * et ad matutínum lætítia.
29:7 Ego autem dixi in abundántia mea: * Non movébor in ætérnum.
29:8 Dómine, in voluntáte tua, * præstitísti decóri meo virtútem.
29:8 Avertísti fáciem tuam a me, * et factus sum conturbátus.
29:9 Ad te, Dómine, clamábo: * et ad Deum meum deprecábor.
29:10 Quæ utílitas in sánguine meo, * dum descéndo in corruptiónem?
29:10 Numquid confitébitur tibi pulvis, * aut annuntiábit veritátem tuam?
29:11 Audívit Dóminus, et misértus est mei: * Dóminus factus est adjútor meus.
29:12 Convertísti planctum meum in gáudium mihi: * conscidísti saccum meum, et circumdedísti me lætítia:
29:13 Ut cantet tibi glória mea, et non compúngar: * Dómine, Deus meus, in ætérnum confitébor tibi.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Exaltábo te, Dómine, quóniam suscepísti me.
Ant. Io ti esalterò,
Salmo 29 [9]
29:2 Io ti esalterò, o Signore, perché tu mi hai sollevato, * e non hai rallegrati i miei nemici sopra di me.
29:3 Signore Dio mio, io ho gridato a te * e tu mi hai guarito.
29:4 Signore, tu hai tratto dall'inferno l'anima mia: * mi salvasti di mezzo a quelli che scendono nella fossa.
29:5 Cantate inni al Signore, o suoi santi; * e confessate la memoria della sua santità.
29:6 Poiché nella sua indignazione c'è l'ira: * nella sua volontà, la vita.
29:6 Alla sera dimora il pianto, * e al mattino la gioia.
29:7 Ma io dissi nella mia abbondanza: * non sarò scosso in eterno.
29:8 Signore nella tua volontà, * hai concesso vigoria al mio onore.
29:8 Hai allontanato da me la tua faccia, * ed io restai confuso.
29:9 A te, o Signore, griderò: * e al mio Dio supplicherò.
29:10 Qual vantaggio nel mio sangue, * mentre scendo nella corruzione [della sepoltura]?
29:10 Forse la polvere confesserà le tue lodi, * od annunzierà la tua verità?
29:11 Il Signore mi ha ascoltato, ed ha avuto pietà di me: * il Signore si è fatto mio aiuto.
29:12 Hai cambiato in gioia il mio pianto: * hai fatto in pezzi il mio sacco, e mi cingesti di allegrezza:
29:13 Affinché la mia gloria ti canti: ed io non sia più afflitto; * Signore Dio mio ti loderò in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Io ti esalterò, o Signore, perché tu mi hai sollevato.
V. Psállite Dómino sancti ejus.
R. Et confitémini memóriæ sanctitátis ejus.
V. Cantate inni al Signore, o santi suoi.
R. E celebrate il ricordo della sua santità.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. A vínculis peccatórum nostrórum absólvat nos omnípotens et miséricors Dóminus. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Il Signore onnipotente e misericordioso ci sciolga dal legame dei nostri peccati. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Evangélica léctio sit nobis salus et protéctio. Amen.

Lectio 7
Léctio sancti Evangélii secúndum Matthǽum
Matt 16:13-19
In illo témpore: Venit Jesus in partes Cæsaréæ Philíppi, et interrogábat discipulos suos, dicens: Quem dicunt hómines esse Fílium hóminis? Et réliqua.

Homilía sancti Leónis Papæ.
Sermo 2 in anniversari assumptionis suæ ante medium
Cum, sicut evangelica lectióne reserátum est, interrogasset Dóminus discipulos, quem ipsum (multis diversa opinántibus) crederent; respondissétque beátus Petrus, dicens: Tu es Christus Fílius Dei vivi; Dóminus ait: Beátus es, Simon Bar-Jona, quia caro et sanguis non revelávit tibi, sed Pater meus, qui in cælis est: et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam, et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam. Et tibi dabo claves regni cælórum: et quodcúmque ligáveris super terram, erit ligátum et in cælis: et quodcúmque solveris super terram, erit solutum et in cælis. Manet ergo disposítio veritátis, et beátus Petrus, in accepta fortitúdine petræ persevérans, suscepta Ecclésiæ gubernácula non relíquit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Coróna áurea super caput ejus,
* Expréssa signo sanctitátis, glória honóris, et opus fortitúdinis.
V. Quóniam prævenísti eum in benedictiónibus dulcédinis, posuísti in cápite ejus corónam de lápide pretióso.
R. Expréssa signo sanctitátis, glória honóris, et opus fortitúdinis.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La lettura del Vangelo ci sia di salvezza e protezione. Amen.

Lettura 7
Dal santo Vangelo secondo Matteo
Matt 16:13-19
In quel tempo Gesù, venuto nella zona di Cesarea di Filippo, interrogava i suoi discepoli: "Chi dicono che sia il Figlio dell uomo?". Eccetera

Omelia di s. Leone papa
Sermone 2, nell'anniversario della sua ascesa, prima di metà
Come ci riferisce la lettura evangelica. Gesù lui interrogò i discepoli che cosa pensassero di in mezzo a tanti pareri diversi. E san Pietro rispose: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". Allora il Signore gli disse: "Beato te, o Simone, figlio di Giona, perché questo non ti è stato rivelato dalla carne o dal sangue, ma dal Padre mio che sta nei cieli. Perciò io ti dico che tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell'inferno non prevarranno mai contro di essa. E a te darò le chiavi del regno dei cieli, e qualunque cosa avrai legata sulla terra, sarà legata anche nei cieli, e qualun que cosa avrai sciolta sulla terra, sarà sciolta anche nei cieli". L"ordine stabilito da Gesù Cristo rimane ancora; e san Pietro, che ha conservato fino ad oggi la solidità della pietra, non abbandonò mai il governo della Chiesa di cui fu incaricato.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ha una corona d'oro sul suo capo,
* con impresso il nome di santità, magnifico ornamento, prezioso lavoro.
V. Poiché l'hai prevenuto con le più dolci benedizioni, hai posto sul suo capo una corona di pietre preziose.
R. Con impresso il nome di santità, magnifico ornamento, prezioso lavoro.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Cujus festum cólimus, ipse intercédat pro nobis ad Dóminum. Amen.

Lectio 8
In univérsa namque Ecclésia, Tu es Christus Fílius Dei vivi, quotídie Petrus dicit; et omnis lingua, quæ confitétur Dóminum, magisterio hujus vocis imbuitur. Hæc fides diabolum vincit et captivórum ejus víncula dissolvit. Hæc érutos mundo, ínserit cælo, et portæ ínferi advérsus eam prævalere non possunt. Tanta enim divinitus soliditate muníta est, ut eam neque hæretica umquam corrumpere pravitas, nec pagána potúerit superare perfidia. His itaque modis, dilectíssimi, rationábile obsequio celebrétur hodiérna festívitas: ut in persona humilitátis meæ ille intelligátur, ille honorétur, in quo et ómnium pastórum sollicitudo, cum commendatárum sibi óvium custódia persevérat, et cujus étiam dignitas in indigno heréde non déficit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Dómine, prævenísti eum in benedictiónibus dulcédinis:
* Posuísti in cápite ejus corónam de lápide pretióso.
V. Vitam pétiit a te, et tribuísti ei longitúdinem diérum in sæculum sæculi.
R. Posuísti in cápite ejus corónam de lápide pretióso.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Posuísti in cápite ejus corónam de lápide pretióso.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Colui del quale celebriamo la festa, interceda per noi presso il Signore. Amen.

Lettura 8
Nella Chiesa intera, infatti, ogni giorno Pietro dice: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente"; ed ogni lingua che riconosce il Signore viene istruita col magistero di tale voce. Tale fede sconfigge il diavolo e scioglie i legami di coloro che egli tiene prigionieri. Essa fa entrare nel cielo coloro che ha strappato alla terra e le porte dell'inferno non possono prevalere contro di essa. È stata infatti per potenza divina munita di una tale saldezza che mai la potrà corrompere la malvagità degli eretici né la potrà superare la perfidia dei pagani. Con tali disposizioni dunque, dilettissimi, e con razionale ossequio si celebri la festività odierna: affinché nell'umiltà della mia persona venga riconosciuto e onoralo colui, nel quale continua la cura che tutti i pastori hanno nella custodia delle pecore loro affidate e la cui dignità non viene meno per l'indegnità dell'erede.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Signore, lo hai prevenuto con le più dolci benedizioni,
* hai posto sul suo capo una corona di pietre preziose.
V. Egli ti chiese la vita, e tu gli hai dato longevità nei secoli.
R. Hai posto sul suo capo una corona di pietre preziose.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Hai posto sul suo capo una corona di pietre preziose.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ad societátem cívium supernórum perdúcat nos Rex Angelórum. Amen.

Lectio 9
Cum ergo cohortatiónes nostras áuribus vestræ sanctitátis adhibemus, ipsum vobis, cujus vice fungimur, loqui crédite: quia et illíus vos afféctu monémus, et non aliud vobis, quam quod docuit, prædicámus; obsecrántes, ut succincti lumbos mentis vestræ, castam et sobriam vitam in Dei timóre ducatis. Corona mea, sicut Apóstolus ait, et gáudium vos estis, si fides vestra, quæ ab inítio Evangélii in universo mundo prædicáta est, in dilectióne et sanctitáte permanserit. Nam licet omnem Ecclésiam, quæ in toto est orbe terrárum, cunctis oporteat florere virtútibus; vos tamen præcipue inter ceteros pópulos decet meritis pietátis excellere, quos in ipsa apostolicæ petræ arce fundatos, et Dóminus noster Jesus Christus cum ómnibus redémit, et beátus Apóstolus Petrus præ ómnibus erudívit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.


Te Deum
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem * omnis terra venerátur.
Tibi omnes Ángeli, * tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:
Tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia) Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * majestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
Te Prophetárum * laudábilis númerus,
Te Mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ majestátis;
Venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu Rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.

Fit reverentia
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem: * non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Judex créderis * esse ventúrus.

Sequens versus dicitur flexis genibus
Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te.

Fit reverentia, secundum consuetudinem
Et laudámus nomen tuum in sǽculum, * et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Il Re degli angeli ci conduca all'assemblea degli abitanti del cielo. Amen.

Lettura 9
Mentre dunque rivolgiamo le nostre esortazioni all'orecchio della vostra santità, pensate che vi parli colui, del quale facciamo le veci: sia perché vi esortiamo con lo stesso suo affetto, sia perché nient'altro predichiamo a voi se non quello che egli ha insegnato, scongiurandovi a vivere una vita casta e sobria e timorata di Dio, avendo cinto i fianchi del vostro spirito. Come dice l'Apostolo, siete mia gioia e mia corona, se la vostra fede, che dall'inizio del Vangelo è stata predicata in tutto il mondo, rimarrà nell'amore e nella santità. Infatti anche se è necessario che tutta la Chiesa, che è presente in tutta la terra, fiorisca di ogni virtù; tuttavia è conveniente che vi segnaliate tra gli altri popoli per i meriti della vostra pietà, perché voi, fondati sulla stessa roccia della pietra apostolica, siete stati redenti assieme agli altri dal Signore nostro Gesù Cristo, e siete stati istruiti più di tutti dal beato apostolo Pietro.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.


Te Deum
Ti lodiamo, o Dio: * ti confessiamo, o Signore.
Te, eterno Padre, * venera tutta la terra.
A te gli Angeli tutti, * a te i Cieli e tutte quante le Potestà:
A te i Cherubini e i Serafini * con incessante voce acclamano:

(chiniamo il capo) Santo, Santo, Santo * è il Signore Dio degli eserciti.

I cieli e la terra sono pieni * della maestà della tua gloria.
Te degli Apostoli * il glorioso coro,
Te dei Profeti * il lodevole numero,
Te dei Martiri * il candido esercito esalta.
Te per tutta la terra * la santa Chiesa proclama,
Padre * d'immensa maestà;
L'adorabile tuo vero * ed unico Figlio;
E anche il Santo * Spirito Paraclito.
Tu, o Cristo, * sei il Re della gloria.
Tu, del Padre * sei l'eterno Figlio.

Chiniamo il capo:
Tu incarnandoti per salvare l'uomo, * non disdegnasti il seno di una Vergine.

Tu, spezzando il pungolo della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu sei assiso alla destra di Dio, * nella gloria del Padre.
Noi crediamo che ritornerai * qual Giudice.

Il seguente Versetto si dice in ginocchio.
Te quindi supplichiamo, soccorri i tuoi servi, * che hai redento col prezioso tuo sangue.

Fa' che siamo annoverati coi tuoi Santi * nell'eterna gloria.
Fa' salvo il tuo popolo, o Signore, * e benedici la tua eredità.
E reggili * e innalzali fino alla vita eterna.
Ogni giorno * ti benediciamo;
Chiniamo il capo, se è la consuetudine del luogo.
E lodiamo il tuo nome nei secoli, * e nei secoli dei secoli.

Degnati, o Signore, di preservarci * in questo giorno dal peccato.
Abbi pietà di noi, o Signore, * abbi pietà di noi.
Scenda sopra di noi la tua misericordia, * come abbiamo sperato in te.
Ho sperato in te, o Signore: * non sarò confuso in eterno.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Si salta il resto, a meno che si preghino le Lodi separatamente.
Oratio {ex Proprio Sanctorum}
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
Orémus
Gregem tuum, Pastor ætérne, placátus inténde: et per beátum Martínum Mártyrem tuum atque Summum Pontíficem perpétua protectióne custódi; quem totíus Ecclésiæ præstitísti esse pastórem.
Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.

Orazione {dal Proprio dei Santi}
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
Preghiamo
O Signore, Pastore eterno, mostrati misericordioso verso di noi che siamo il tuo gregge e per intercessione di San Martino, tuo martire e Sommo Pontefice, che hai voluto porre a capo di tutta la Chiesa, aiutaci sempre con la tua protezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Conclusio
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
V. Benedicámus Dómino.
R. Deo grátias.
V. Fidélium ánimæ per misericórdiam Dei requiéscant in pace.
R. Amen.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.
Conclusione
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
V. Benediciamo il Signore.
R. Grazie a Dio.
V. Le anime dei Fedeli per la misericordia di Dio riposino in pace.
R. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Post Divinum officium

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