Feria Quinta in Cena Domini ~ Duplex I. classis


Ad Matutinum    04-18-2019

Incipit{omittitur}
Inizio{si omette}
Invitatorium{omittitur}
Invitatorio{si omette}
Hymnus{omittitur}
Inno{si omette}
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ et Psalmi ex Proprio de Tempore}
Nocturn I.
Ant. Zelus domus tuæ * comédit me, et oppróbria exprobrántium tibi cecidérunt super me.
Psalmus 68 [1]
68:2 Salvum me fac, Deus: * quóniam intravérunt aquæ usque ad ánimam meam.
68:3 Infíxus sum in limo profúndi: * et non est substántia.
68:3 Veni in altitúdinem maris: * et tempéstas demérsit me.
68:4 Laborávi clamans, raucæ factæ sunt fauces meæ: * defecérunt óculi mei, dum spero in Deum meum.
68:5 Multiplicáti sunt super capíllos cápitis mei, * qui odérunt me gratis.
68:5 Confortáti sunt qui persecúti sunt me inimíci mei injúste: * quæ non rápui, tunc exsolvébam.
68:6 Deus, tu scis insipiéntiam meam: * et delícta mea a te non sunt abscóndita.
68:7 Non erubéscant in me qui exspéctant te, Dómine, * Dómine virtútum.
68:7 Non confundántur super me * qui quǽrunt te, Deus Israël.
68:8 Quóniam propter te sustínui oppróbrium: * opéruit confúsio fáciem meam.
68:9 Extráneus factus sum frátribus meis, * et peregrínus fíliis matris meæ.
68:10 Quóniam zelus domus tuæ comédit me: * et oppróbria exprobrántium tibi cecidérunt super me.
68:11 Et opérui in jejúnio ánimam meam: * et factum est in oppróbrium mihi.
68:12 Et pósui vestiméntum meum cilícium: * et factus sum illis in parábolam.
68:13 Advérsum me loquebántur, qui sedébant in porta: * et in me psallébant qui bibébant vinum.
68:13 Ego vero oratiónem meam ad te, Dómine: * tempus benepláciti, Deus.
68:14 In multitúdine misericórdiæ tuæ exáudi me, * in veritáte salútis tuæ:
68:15 Éripe me de luto, ut non infígar: * líbera me ab iis, qui odérunt me, et de profúndis aquárum.
68:16 Non me demérgat tempéstas aquæ, neque absórbeat me profúndum: * neque úrgeat super me púteus os suum.
68:17 Exáudi me, Dómine, quóniam benígna est misericórdia tua: * secúndum multitúdinem miseratiónum tuárum réspice in me.
68:18 Et ne avértas fáciem tuam a púero tuo: * quóniam tríbulor, velóciter exáudi me.
68:19 Inténde ánimæ meæ, et líbera eam: * propter inimícos meos éripe me.
68:20 Tu scis impropérium meum, et confusiónem meam, * et reveréntiam meam.
68:21 In conspéctu tuo sunt omnes qui tríbulant me: * impropérium exspectávit cor meum, et misériam.
68:21 Et sustínui qui simul contristarétur, et non fuit: * et qui consolarétur, et non invéni.
68:22 Et dedérunt in escam meam fel: * et in siti mea potavérunt me acéto.
68:23 Fiat mensa eórum coram ipsis in láqueum, * et in retributiónes, et in scándalum.
68:24 Obscuréntur óculi eórum ne vídeant: * et dorsum eórum semper incúrva.
68:25 Effúnde super eos iram tuam: * et furor iræ tuæ comprehéndat eos.
68:26 Fiat habitátio eórum desérta: * et in tabernáculis eórum non sit qui inhábitet.
68:27 Quóniam quem tu percussísti, persecúti sunt: * et super dolórem vúlnerum meórum addidérunt.
68:28 Appóne iniquitátem super iniquitátem eórum: * et non intrent in justítiam tuam.
68:29 Deleántur de libro vivéntium: * et cum justis non scribántur.
68:30 Ego sum pauper et dolens: * salus tua, Deus, suscépit me.
68:31 Laudábo nomen Dei cum cántico: * et magnificábo eum in laude:
68:32 Et placébit Deo super vítulum novéllum: * córnua producéntem et úngulas.
68:33 Vídeant páuperes et læténtur: * quǽrite Deum, et vivet ánima vestra.
68:34 Quóniam exaudívit páuperes Dóminus: * et vinctos suos non despéxit.
68:35 Laudent illum cæli et terra, * mare et ómnia reptília in eis.
68:36 Quóniam Deus salvam fáciet Sion: * et ædificabúntur civitátes Juda.
68:36 Et inhabitábunt ibi, * et hereditáte acquírent eam.
68:37 Et semen servórum ejus possidébit eam: * et qui díligunt nomen ejus, habitábunt in ea.
Gloria omittitur

Ant. Zelus domus tuæ comédit me, et oppróbria exprobrántium tibi cecidérunt super me.
Salmi con letture {Antifone e salmi dal Proprio del tempo}
Nocturn I.
Ant. Lo zelo della tua casa * m'ha divorato, e gl'insulti di coloro che t'insultavano son ricaduti su di me.
Salmo 68 [1]
68:2 Salvami, o Dio, * perché le acque sono penetrate sino all'anima mia.
68:3 Sono immerso in un profondo pantano, * che non ha consistenza.
68:3 Sono arrivato in fondo al mare, * e la tempesta mi ha sommerso.
68:4 Sono stanco di gridare, le mie fauci sono inaridite: * si sono consumati i miei occhi, mentre io spero nel mio Dio.
68:5 Sono divenuti più numerosi dei capelli della mia testa * coloro che mi odiano senza ragione.
68:5 Sono divenuti più forti i miei nemici che mi perseguitano ingiustamente: * io dovetti restituire ciò che non avevo rubato.
68:6 Dio, tu conosci la mia stoltezza: * e i miei peccati non ti sono nascosti.
68:7 Non abbiano ad arrossire per causa mia, quelli che sperano in te, o Signore * Dio degli eserciti.
68:7 Non siano confusi per causa mia * coloro che cercano te, o Dio d'Israele.
68:8 Poiché per causa tua ho sofferta ignominia; * e di confusione è stato coperto il mio volto.
68:9 Sono divenuto uno straniero per i miei fratelli, * e un ignoto per i figli di mia madre.
68:10 Perché lo zelo della tua casa mi ha divorato, * e gli insulti di quelli che ti oltraggiavano sono ricaduti sopra di me.
68:11 E col digiuno afflissi l'anima mia: * e questo si è volto per me in obbrobrio.
68:12 E presi per mia veste un cilicio, * e divenni la loro favola.
68:13 Parlavano contro di me quelli che sedevano alla porta: * e mi canzonavano i bevitori di vino.
68:14 Ma io, o Signore, rivolgo a te la mia preghiera. * È questo, o Dio, un tempo di favore.
68:14 Ascoltami nella grandezza della tua misericordia, * nella verità della tua salute.
68:15 Cavami dal fango affinché io non, vi affondi: * liberami da quelli che mi odiano, e dal profondo delle acque.
68:16 Non mi sommerga l'onda in tempesta, e non mi inghiotta l'abisso: * né il pozzo chiuda sopra di me la sua bocca.
68:17 Ascoltami, o Signore, perché la tua misericordia è benigna; * volgiti a me secondo la Tua molta pietà.
68:18 E non voltare la faccia dal tuo servo; * poiché sono tribolato, esaudiscimi presto.
68:19 Poni occhio all'anima mia, e salvala: * liberami a cagione dei miei nemici.
68:20 Tu conosci il mio obbrobrio, la mia confusione, * e la mia ignominia.
68:21 Sotto i tuoi occhi sono tutti quelli che mi tormentano: * il mio cuore si aspettò obbrobri e miserie.
68:21 E aspettai chi si rattristasse con me e non vi fu: * e chi mi consolasse, e non lo trovai.
68:22 E mi hanno dato per nutrimento del fiele, * e nella mia sete mi hanno abbeverato con aceto.
68:23 La loro mensa diventi per essi un laccio, * un giusto castigo, una pietra di inciampo.
68:24 Si offuschino i loro occhi, sicché non vedano: * e fa sempre incurvare il loro dorso.
68:25 Versa su di loro la tua ira, * e li colga il furore della tua collera.
68:26 La loro abitazione diventi deserta; * e non vi sia chi abiti nelle loro tende.
68:27 Poiché hanno perseguitato uno che tu avevi percosso: * e aggiunsero dolore al dolore delle mie piaghe.
68:28 Aggiungi iniquità alla loro iniquità; * e non entrino nella tua giustizia.
68:29 Siano cancellati dal libro dei viventi, * e non siano iscritti con i giusti.
68:30 Io per me sono povero e sofferente, * la tua salute, o Dio, mi ha sostenuto.
68:31 Loderò il nome di Dio con un cantico: * e lo glorificherò con un inno di lode.
68:32 E ciò sarà più gradito a Dio che un giovane vitello, * che butta le corna e le unghie.
68:33 Vedano ciò i poveri e si rallegrino: * Cercate Dio, e l'anima vostra vivrà.
68:34 Perché il Signore ha esaudito i poveri, * e non ha disprezzato i suoi in catene.
68:35 Gli diano lode i cieli e la terra: * e il mare e tutto ciò che in essi si muove.
68:36 Poiché Dio salverà Sion; * e saranno edificate le città di Giuda.
68:36 E vi abiteranno * e l'acquisteranno per eredità.
68:37 E la discendenza dei suoi servi l'avrà in retaggio, * e quelli che amano il suo nome vi abiteranno.
si omette il Gloria

Ant. Lo zelo della tua casa m'ha divorato, e gl'insulti di coloro che t'insultavano son ricaduti su di me.
Ant. Avertántur retrórsum, * et erubéscant, qui cógitant mihi mala.
Psalmus 69 [2]
69:2 Deus, in adjutórium meum inténde: * Dómine, ad adjuvándum me festína.
69:3 Confundántur et revereántur, * qui quǽrunt ánimam meam.
69:4 Avertántur retrórsum, et erubéscant, * qui volunt mihi mala.
69:4 Avertántur statim erubescéntes, * qui dicunt mihi: Euge, euge.
69:5 Exsúltent et læténtur in te omnes qui quǽrunt te, * et dicant semper: Magnificétur Dóminus: qui díligunt salutáre tuum.
69:6 Ego vero egénus, et pauper sum: * Deus, ádjuva me.
69:6 Adjútor meus, et liberátor meus es tu: * Dómine, ne moréris.
Gloria omittitur

Ant. Avertántur retrórsum, et erubéscant, qui cógitant mihi mala.
Ant. Siano volti in fuga, * e arrossiscano quelli che mi vogliono male.
Salmo 69 [2]
69:2 Vieni, o Dio, in mio soccorso: * Signore, affrettati ad aiutarmi.
69:3 Siano confusi e svergognati, * quelli che cercano l'anima mia.
69:4 Siano volti in fuga ed arrossiscano, * quelli che mi vogliono male.
69:4 Siano volti in fuga subito e svergognati, * quelli che mi dicono: Bene, bene.
69:5 Esultino e si rallegrino in te tutti quelli che ti cercano: * e quanti bramano da te la salute dicano sempre: Il Signore sia glorificato.
69:6 Io per me sono povero e bisognoso: o Dio, * aiutami.
69:6 Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore: * Signore, non tardare.
si omette il Gloria

Ant. Siano volti in fuga, e arrossiscano quelli che mi vogliono male.
Ant. Deus meus, * éripe me de manu peccatóris.
Psalmus 70 [3]
70:1 In te, Dómine, sperávi, non confúndar in ætérnum: * in justítia tua líbera me, et éripe me.
70:2 Inclína ad me aurem tuam, * et salva me.
70:3 Esto mihi in Deum protectórem, et in locum munítum: * ut salvum me fácias,
70:3 Quóniam firmaméntum meum, * et refúgium meum es tu.
70:4 Deus meus, éripe me de manu peccatóris, * et de manu contra legem agéntis et iníqui:
70:5 Quóniam tu es patiéntia mea, Dómine: * Dómine, spes mea a juventúte mea.
70:6 In te confirmátus sum ex útero: * de ventre matris meæ tu es protéctor meus.
70:7 In te cantátio mea semper: * tamquam prodígium factus sum multis: et tu adjútor fortis.
70:8 Repleátur os meum laude, ut cantem glóriam tuam: * tota die magnitúdinem tuam.
70:9 Ne proícias me in témpore senectútis: * cum defécerit virtus mea, ne derelínquas me.
70:10 Quia dixérunt inimíci mei mihi: * et qui custodiébant ánimam meam, consílium fecérunt in unum.
70:11 Dicéntes: Deus derelíquit eum, persequímini, et comprehéndite eum: * quia non est qui erípiat.
70:12 Deus, ne elongéris a me: * Deus meus, in auxílium meum réspice.
70:13 Confundántur, et defíciant detrahéntes ánimæ meæ: * operiántur confusióne, et pudóre qui quǽrunt mala mihi.
70:14 Ego autem semper sperábo: * et adíciam super omnem laudem tuam.
70:15 Os meum annuntiábit justítiam tuam: * tota die salutáre tuum.
70:16 Quóniam non cognóvi litteratúram, introíbo in poténtias Dómini: * Dómine, memorábor justítiæ tuæ solíus.
70:17 Deus, docuísti me a juventúte mea: * et usque nunc pronuntiábo mirabília tua.
70:18 Et usque in senéctam et sénium: * Deus, ne derelínquas me,
70:18 Donec annúntiem brácchium tuum * generatióni omni, quæ ventúra est:
70:19 Poténtiam tuam, et justítiam tuam, Deus, usque in altíssima, quæ fecísti magnália: * Deus, quis símilis tibi?
70:20 Quantas ostendísti mihi tribulatiónes multas et malas: et convérsus vivificásti me: * et de abýssis terræ íterum reduxísti me:
70:21 Multiplicásti magnificéntiam tuam: * et convérsus consolátus es me.
70:22 Nam et ego confitébor tibi in vasis psalmi veritátem tuam: * Deus, psallam tibi in cíthara, Sanctus Israël.
70:23 Exsultábunt lábia mea cum cantávero tibi: * et ánima mea, quam redemísti.
70:24 Sed et lingua mea tota die meditábitur justítiam tuam: * cum confúsi et revériti fúerint, qui quærunt mala mihi.
Gloria omittitur

Ant. Deus meus, éripe me de manu peccatóris.
Ant. Mio Dio, * salvami dalla mano del peccatore.
Salmo 70 [3]
70:1 In te, o Signore, ho posta la mia speranza; che io non sia confuso in eterno. * Nella tua giustizia liberami, e salvami,
70:2 Piega il tuo orecchio verso di me, * e mettimi in salvo.
70:3 Sii per me un Dio protettore, e una roccaforte, * al fine di farmi salvo;
70:3 Perché tu sei il mio sostegno, * e il mio rifugio.
70:4 Dio mio, liberami dalla mano del peccatore, * e dalla mano del violatore della legge e dell'iniquo:
70:5 Perché tu sei, o Signore, la mia attesa; * o Signore, tu la mia speranza fin dalla mia giovinezza.
70:6 Su te mi sono appoggiato dal primo esistere; * dal seno di mia madre tu sei il mio protettore.
70:7 A te di continuo è volta la mia lode. * Sono divenuto per molti un prodigio: ma tu sei il mio valido aiuto.
70:8 La mia bocca sia piena di lode, affinché io canti la tua gloria: * e per tutto il giorno la tua grandezza.
70:9 Non rigettarmi nel tempo della mia vecchiaia: * non abbandonarmi quando verrà meno la mia forza.
70:10 Poiché i miei nemici hanno parlato contro di me: * e quelli che insidiavano alla mia vita, tennero insieme consiglio.
70:11 Dicendo: Iddio lo ha abbandonato; inseguitelo e afferratelo, * perché non c'è chi lo liberi.
70:12 Dio, non allontanarti da me: * Dio mio, volgiti ad aiutarmi.
70:13 Siano confusi, e vengano meno i detrattori dell'anima mia: * siano coperti di confusione e di vergogna, quelli che cercano il mio male.
70:14 Ma io spererò sempre: * e aggiungerò lode a ogni tua lode.
70:15 La mia bocca annunzierà la tua giustizia: * e tutto il giorno la salute da te ricevuta.
70:16 Poiché io non conosco scienza vana, entrerò a dire dei prodigi del Signore; * o Signore, mi ricorderò della sola tua giustizia.
70:17 O Dio, tu mi hai ammaestrato fin dalla mia giovinezza: * e fino a quest'ora io proclamerò le tue meraviglie.
70:18 E fino alla alla vecchiaia, e alla canizie, * o Dio, non mi abbandonare,
70:18 Finché io annunzi la tua forza * a tutta la generazione che verrà:
70:19 E la tua potenza, e la tua giustizia, che si elevano sino ai cieli, e le grandi cose che tu hai fatte. * O Dio, chi è simile a te?
70:20 Quante numerose e acerbe tribolazioni mi facesti provare! Ma poi, voltata a me la faccia, mi ridonasti la vita, * e dagli abissi della terra mi facesti di nuovo tornare.
70:21 Tu moltiplicasti la tua magnificenza, * e di nuovo mi hai consolato.
70:22 Perciò io pure al suono di strumenti celebrerò te e la tua verità: * o Dio, a te inneggerò sulla cetra, o santo d'Israele.
70:23 Quando inneggerò a te, esulteranno le mie labbra, * e la mia anima che tu hai riscattata.
70:24 Anche la mia lingua ridirà ogni giorno la tua giustizia: * allorché saranno confusi e svergognati, quelli che cercano il mio male,
si omette il Gloria

Ant. Mio Dio, salvami dalla mano del peccatore.
V. Avertántur retrórsum, et erubéscant.
R. Qui cógitant mihi mala.
V. Siano volti in fuga, e arrossiscano.
R. Quelli che mi vogliono male.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.


Lectio 1
Incipit Lamentátio Jeremíæ Prophétæ
Lam 1:1-5
1 Aleph. Quómodo sedet sola cívitas plena pópulo: facta est quasi vídua dómina géntium: princeps provinciárum facta est sub tribúto.
2 Beth. Plorans plorávit in nocte, et lácrimæ ejus in máxillis ejus: non est qui consolétur eam ex ómnibus caris ejus: omnes amíci ejus sprevérunt eam, et facti sunt ei inimíci.
3 Ghimel. Migrávit Judas propter afflictiónem, et multitúdinem servitútis: habitávit inter gentes, nec invénit réquiem: omnes persecutóres ejus apprehendérunt eam inter angústias.
4 Daleth. Viæ Sion lugent eo quod non sint qui véniant ad solemnitátem: omnes portæ ejus destrúctæ: sacerdótes ejus geméntes: vírgines ejus squálidæ, et ipsa oppréssa amaritúdine.
5 He. Facti sunt hostes ejus in cápite, inimíci ejus locupletáti sunt: quia Dóminus locútus est super eam propter multitúdinem iniquitátum ejus: párvuli ejus ducti sunt in captivitátem, ante fáciem tribulántis.
Jerúsalem, Jerúsalem, convértere ad Dóminum Deum tuum.

R. In monte Olivéti orávit ad Patrem: Pater, si fíeri potest, tránseat a me calix iste:
* Spíritus quidem promptus est, caro autem infírma.
V. Vigiláte, et oráte, ut non intrétis in tentatiónem.
R. Spíritus quidem promptus est, caro autem infírma.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Lettura 1
Incomincia la Lamentazione del Profeta Geremia
Lam 1:1-5
1 Alef. Come mai siede solitaria la città già piena di popolo: è diventata come vedova la signora delle Genti: la regina delle Provincie è obbligata al tributo.
2 Bet. Ella piange inconsolabilmente durante la notte, e le sue lacrime scorrono sulle sue guancie: non c'è più chi la consoli tra tutti i suoi cari: tutti gli amici suoi l'han disprezzata, e le son diventati nemici.
3 Ghimel. Giuda emigrò per (fuggir) l'afflizione e la molteplice servitù: abitò fra le Genti, e non trovò riposo: tutti i suoi persecutori la strinsero d'ogni parte.
4 Dalet. Le vie di Sion sono in lutto perché nessuno accorre più alle solennità: le sue porte son tutte distrutte: i suoi sacerdoti gementi: le sue vergini squallide, ed ella oppressa dall'amarezza.
5 E. I suoi avversari la signoreggiano, i suoi nemici si sono arricchiti: perché il Signore s'è pronunziato contro di lei per la moltitudine delle sue iniquità: i suoi fanciulli sono stati condotti in ischiavitù, sotto la faccia dell'oppressore.
Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Dio tuo.

R. Sul monte Oliveta pregò il Padre: Padre, s'è possibile, si allontani da me questo calice:
* Lo spirito, sì, è pronto, ma la carne è debole.
V. Vegliate e pregate per non cadere nella tentazione.
R. Lo spirito, sì, è pronto, ma la carne è debole.

Lectio 2
Lam 1:6-9
6 Vau. Et egréssus est a fília Sion omnis decor ejus: facti sunt príncipes ejus velut aríetes non inveniéntes páscua: et abiérunt absque fortitúdine ante fáciem subsequéntis.
7 Zain. Recordáta est Jerúsalem diérum afflictiónis suæ, et prævaricatiónis ómnium desiderabílium suórum, quæ habúerat a diébus antíquis, cum cáderet pópulus ejus in manu hostíli, et non esset auxiliátor: vidérunt eam hostes, et derisérunt sábbata ejus.
8 Heth. Peccátum peccávit Jerúsalem, proptérea instábilis facta est: omnes, qui glorificábant eam, sprevérunt illam, quia vidérunt ignomíniam ejus: ipsa autem gemens convérsa est retrórsum.
9 Teth. Sordes ejus in pédibus ejus, nec recordáta est finis sui: depósita est veheménter, non habens consolatórem: vide, Dómine, afflictiónem meam, quóniam eréctus est inimícus.
Jerúsalem, Jerúsalem, convértere ad Dóminum Deum tuum.

R. Trístis est ánima mea usque ad mortem: sústinete hic, et vigiláte mecum: nunc vidébitis turbam, quæ circúmdabit me:
* Vos fugam capiétis, et ego vadam immolári pro vobis.
V. Ecce appropínquat hora, et Fílius hóminis tradétur in manus peccatórum.
R. Vos fugam capiétis, et ego vadam immolári pro vobis.

Lettura 2
Lam 1:6-9
6 Vau. È sparito dalla figlia di Sion tutto il suo splendore: i suoi principi son diventati simili ad arieti che non trovano pascoli: e sono fuggiti privi di forza davanti alla faccia del persecutore.
7 Zain. Gerusalemme s'è ricordata dei giorni della sua afflizione e della sua prevaricazione, e di tutte le sue cose più care ch'ebbe fin dai tempi antichi, ora che il suo popolo è caduto in mano nemica, senza chi l'aiutasse: la videro i nemici, e si risero dei suoi sabbati.
8 Et. Grandemente ha peccato Gerusalemme, onde non trova più fermezza: tutti coloro che la glorificarono, l'han disprezzata, perché han visto la sua ignominia: ella perciò geme, e si torce indietro (nascondendo la faccia).
9 Tet. Le sue immondezze son fin nei suoi piedi, né s'è ricordata del suo fine: è altamente depressa, e non ha chi la consoli: mira, Signore, la mia afflizione, perché il nemico è diventato insolente.
Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Dio tuo.

R. L'anima mia è oppressa da tristezza mortale: restate qui e vegliate con me: ora vedrete la sbirraglia che mi circonderà:
* Voi prenderete la fuga, ed io andrò ad essere immolato per voi.
V. Ecco che si appressa l'ora, e il Figlio dell'uomo sarà dato nelle mani dei peccatori.
R. Voi prenderete la fuga, ed io andrò ad essere immolato per voi.

Lectio 3
Lam 1:10-14
10 Jod. Manum suam misit hostis ad ómnia desiderabília ejus: quia vidit gentes ingréssas sanctuárium suum, de quibus præcéperas ne intrárent in ecclésiam tuam.
11 Caph. Omnis pópulus ejus gemens, et quærens panem: dedérunt pretiósa quæque pro cibo ad refocillándam ánimam. Vide, Dómine, et consídera, quóniam facta sum vilis.
12 Lamed. O vos omnes, qui transítis per viam, atténdite, et vidéte, si est dolor sicut dolor meus: quóniam vindemiávit me, ut locútus est Dóminus in die iræ furóris sui.
13 Mem. De excélso misit ignem in óssibus meis, et erudívit me: expándit rete pédibus meis, convértit me retrórsum: pósuit me desolátam, tota die mæróre conféctam.
14 Nun. Vigilávit jugum iniquitátum meárum: in manu ejus convolútæ sunt, et impósitæ collo meo: infirmáta est virtus mea: dedit me Dóminus in manu, de qua non pótero súrgere.
Jerúsalem, Jerúsalem, convértere ad Dóminum Deum tuum.

R. Ecce vídimus eum non habéntem spéciem, neque decórem: aspéctus ejus in eo non est: hic peccáta nostra portávit, et pro nobis dolet: ipse autem vulnerátus est propter iniquitátes nostras:
* Cujus livóre sanáti sumus.
V. Vere languóres nostros ipse tulit, et dolóres nostros ipse portávit.
R. Cujus livóre sanáti sumus.
Gloria omittitur
R. Ecce vídimus eum non habéntem spéciem, neque decórem: aspéctus ejus in eo non est: hic peccáta nostra portávit, et pro nobis dolet: ipse autem vulnerátus est propter iniquitátes nostras: * Cujus livóre sanáti sumus.

Lettura 3
Lam 1:10-14
10 Jod. L'avversario ha steso la mano su tutte le sue cose più care: perché ella ha visto entrare nel suo santuario i Gentili, cui tu avevi ordinato che non entrassero nella tua adunanza.
11 Caf. Tutto il tuo popolo geme e domanda pane: han dato le cose più preziose per aver cibo da ristorar le forze. Mira, o Signore, e considera in quale avvilimento son ridotta.
12 Lamed. O voi tutti che passate per la via, guardate e vedete se c'è dolore simile al mio dolore: perché il Signore m'ha vendemmiata, come aveva detto, nel dì della sua ira furibonda.
13 Mem. Dall'alto mandò un fuoco nelle mie ossa e mi castigò: tese una rete ai miei piedi e mi rovesciò all'indietro: m'ha ridotto desolata, a disfarmi tutto il giorno nel dolore.
14 Nun. S'è svegliato il giogo delle mie iniquità: egli l'ha ravvolte in sua mano ed ora imposte sul mio collo: è venuta meno la mia forza: il Signore m'ha abbandonata a tale mano da cui non potrò risollevarmi.
Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Dio tuo.

R. Ecco, l'abbiam visto che non avea né forma, né bellezza: non si riconosce più: egli s'è addossato i nostri peccati e soffre per noi: egli è stato ferito per le nostre iniquità:
* Per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
V. Veramente egli ha preso sopra di sé i nostri languori, ed ha portato i nostri dolori.
R. Per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
si omette il Gloria
R. Ecco, l'abbiam visto che non avea né forma, né bellezza: non si riconosce più: egli s'è addossato i nostri peccati e soffre per noi: egli è stato ferito per le nostre iniquità: * Per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Nocturn II.
Ant. Liberávit Dóminus * páuperem a poténte, et ínopem, cui non erat adjútor.
Psalmus 71 [4]
71:2 Deus, judícium tuum regi da: * et justítiam tuam fílio regis:
71:2 Judicáre pópulum tuum in justítia, * et páuperes tuos in judício.
71:3 Suscípiant montes pacem pópulo: * et colles justítiam.
71:4 Judicábit páuperes pópuli, et salvos fáciet fílios páuperum: * et humiliábit calumniatórem.
71:5 Et permanébit cum sole, et ante lunam, * in generatióne et generatiónem.
71:6 Descéndet sicut plúvia in vellus: * et sicut stillicídia stillántia super terram.
71:7 Oriétur in diébus ejus justítia, et abundántia pacis: * donec auferátur luna.
71:8 Et dominábitur a mari usque ad mare: * et a flúmine usque ad términos orbis terrárum.
71:9 Coram illo prócident Æthíopes: * et inimíci ejus terram lingent.
71:10 Reges Tharsis, et ínsulæ múnera ófferent: * reges Árabum et Saba dona addúcent.
71:11 Et adorábunt eum omnes reges terræ: * omnes gentes sérvient ei:
71:12 Quia liberábit páuperem a poténte: * et páuperem, cui non erat adjútor.
71:13 Parcet páuperi et ínopi: * et ánimas páuperum salvas fáciet.
71:14 Ex usúris et iniquitáte rédimet ánimas eórum: * et honorábile nomen eórum coram illo.
71:15 Et vivet, et dábitur ei de auro Arábiæ, et adorábunt de ipso semper: * tota die benedícent ei.
71:16 Et erit firmaméntum in terra in summis móntium, superextollétur super Líbanum fructus ejus: * et florébunt de civitáte sicut fænum terræ.
71:17 Sit nomen ejus benedíctum in sǽcula: * ante solem pérmanet nomen ejus.
71:17 Et benedicéntur in ipso omnes tribus terræ: * omnes gentes magnificábunt eum.
71:18 Benedíctus Dóminus, Deus Israël, * qui facit mirabília solus:
71:19 Et benedíctum nomen majestátis ejus in ætérnum: * et replébitur majestáte ejus omnis terra: fiat, fiat.
Gloria omittitur

Ant. Liberávit Dóminus páuperem a poténte, et ínopem, cui non erat adjútor.
Nocturn II.
Ant. Il Signore ha liberato * il povero dal potente, e il miserabile che non aveva aiuto.
Salmo 71 [4]
71:2 Dio, dà il tuo giudizio al re, * e la tua giustizia al figlio del re:
71:2 Affinché giudichi il tuo popolo con giustizia, * ed tuoi poveri con equità.
71:3 Ricevano i monti la pace per il popolo; * e i colli la giustizia.
71:4 Egli giudicherà i poveri del popolo: e salverà i figli dei poveri * e umilierà il calunniatore.
71:5 E sussisterà quanto il sole, e quanto la luna, * di generazione in generazione.
71:6 Scenderà come pioggia sul vello di lana: * e come acqua che cade a stille sopra la terra.
71:7 Nei suoi giorni si avrà la giustizia, e l'abbondanza della pace, * sinché sia distrutta la luna.
71:8 Egli dominerà da un mare sino all'altro: * e dal fiume sino alle estremità della terra.
71:9 Dinanzi a lui si prostreranno gli Etiopi, * e i suoi nemici baceranno la terra.
71:10 Re di Tharsis e le isole gli offriranno presenti; * i re di Arabia e di Saba gli porteranno doni.
71:11 E tutti i re della terra lo adoreranno: * e tutte le genti gli serviranno.
71:12 Perché libererà il povero dal potente: * e l'infelice che non aveva chi lo aiutasse.
71:13 Avrà pietà del povero e del bisognoso: * e farà salve le anime dei poveri.
71:14 Affrancherà le loro anime dalle usure e dalle iniquità: * e il loro nome sarà in onore davanti a lui.
71:15 Ed egli vivrà, e gli sarà dato dell'oro dall'Arabia; e lo adoreranno di continuo * tutto il giorno, e lo benediranno.
71:16 E vi sarà sulla terra frumento in cima delle montagne, e il suo frutto si alzerà più del Libano: * e gli abitanti della città fioriranno come l'erba della terra.
71:17 Sia benedetto il suo nome nei secoli: * il suo nome sussiste prima del sole.
71:17 E in lui saranno benedette tutte le tribù della terra: * tutte le genti lo glorificheranno.
71:18 Sia benedetto il Signore Dio d'Israele, * il solo che fa cose mirabili:
71:19 E sia benedetto il nome della sua maestà in eterno: * e tutta la terra sarà ripiena della sua maestà. Così sia, Così sia.
si omette il Gloria

Ant. Il Signore ha liberato il povero dal potente, e il miserabile che non aveva aiuto.
Ant. Cogitavérunt ímpii, * et locúti sunt nequítiam: iniquitátem in excélso locúti sunt.
Psalmus 72 [5]
72:1 Quam bonus Israël Deus, * his, qui recto sunt corde!
72:2 Mei autem pæne moti sunt pedes: * pæne effúsi sunt gressus mei.
72:3 Quia zelávi super iníquos, * pacem peccatórum videns.
72:4 Quia non est respéctus morti eórum: * et firmaméntum in plaga eórum.
72:5 In labóre hóminum non sunt, * et cum homínibus non flagellabúntur:
72:6 Ídeo ténuit eos supérbia, * opérti sunt iniquitáte et impietáte sua.
72:7 Pródiit quasi ex ádipe iníquitas eórum: * transiérunt in afféctum cordis.
72:8 Cogitavérunt, et locúti sunt nequítiam: * iniquitátem in excélso locúti sunt.
72:9 Posuérunt in cælum os suum: * et lingua eórum transívit in terra.
72:10 Ídeo convertétur pópulus meus hic: * et dies pleni inveniéntur in eis.
72:11 Et dixérunt: Quómodo scit Deus, * et si est sciéntia in excélso?
72:12 Ecce, ipsi peccatóres, et abundántes in sǽculo, * obtinuérunt divítias.
72:13 Et dixi: Ergo sine causa justificávi cor meum, * et lavi inter innocéntes manus meas:
72:14 Et fui flagellátus tota die, * et castigátio mea in matutínis.
72:15 Si dicébam: Narrábo sic: * ecce, natiónem filiórum tuórum reprobávi.
72:16 Existimábam ut cognóscerem hoc, * labor est ante me:
72:17 Donec intrem in Sanctuárium Dei: * et intéllegam in novíssimis eórum.
72:18 Verúmtamen propter dolos posuísti eis: * dejecísti eos dum allevaréntur.
72:19 Quómodo facti sunt in desolatiónem, súbito defecérunt: * periérunt propter iniquitátem suam.
72:20 Velut sómnium surgéntium, Dómine, * in civitáte tua imáginem ipsórum ad níhilum rédiges.
72:21 Quia inflammátum est cor meum, et renes mei commutáti sunt: * et ego ad níhilum redáctus sum, et nescívi.
72:23 Ut juméntum factus sum apud te: * et ego semper tecum.
72:24 Tenuísti manum déxteram meam: et in voluntáte tua deduxísti me, * et cum glória suscepísti me.
72:25 Quid enim mihi est in cælo? * et a te quid vólui super terram?
72:26 Defécit caro mea, et cor meum: * Deus cordis mei, et pars mea Deus in ætérnum.
72:27 Quia ecce, qui elóngant se a te, períbunt: * perdidísti omnes, qui fornicántur abs te.
72:28 Mihi autem adhærére Deo bonum est: * pónere in Dómino Deo spem meam:
72:28 Ut annúntiem omnes prædicatiónes tuas, * in portis fíliæ Sion.
Gloria omittitur

Ant. Cogitavérunt ímpii, et locúti sunt nequítiam: iniquitátem in excélso locúti sunt.
Ant. Gli empi pensarono, * e parlarono malvagità: dall'alto parlarono d'iniquità.
Salmo 72 [5]
72:1 Quanto è buono Dio con Israele, * con quelli che sono di retto cuore.
72:2 Eppure, per poco non sdrucciolavano i miei piedi, * mancava poco che i miei passi non vacillassero;
72:3 Perché portai invidia agli iniqui, * vedendo la pace dei peccatori.
72:4 Perché non pensano alla loro morte; * e non sono di durata le loro piaghe.
72:5 Non hanno parte, alle afflizioni degli uomini, * e non sono flagellati come gli altri uomini.
72:6 Perciò la superbia li prese: * sono ricoperti della loro iniquità e della loro empietà.
72:7 La loro iniquità è uscita fuori come dal loro grasso; * si sono abbandonati agli affetti del loro cuore.
72:8 Pensano e parlano con malvagità: * parlano dall'alto con iniquità.
72:9 Hanno messa contro il cielo la loro bocca: * e la loro lingua scorre la terra.
72:10 Per questa il mio popolo si volge a quella parte: * e si trovano in essi giorni pieni.
72:11 E hanno detto: Come Dio lo sa? * e l'Altissimo ne ha notizia?
72:12 Ecco, i peccatori medesimi, e i fortunati del secolo * hanno acquistato [nuove] ricchezze.
72:13 E dissi: Dunque inutilmente purificai il mio cuore, * e lavai le mie mani tra gli innocenti:
72:14 Poiché sono tribolato tutto il giorno, * e il mio castigo é di ogni mattina.
72:15 Se io pensassi di ragionare cosi: * ecco che io condannerei la nazione dei tuoi figli.
72:16 Mi studiavo d'intender questo: * una grande fatica è davanti a me.
72:17 Sino a che io entri nel santuario di Dio: * e intenda qual sia la loro ultima sorte.
72:18 Per altro a causa delle loro frodi, li hai posti [tra i lacci]: * li hai gettati a terra nell'atto che si alzavano.
72:19 Come sono essi caduti nella desolazione? Sono venuti meno in un attimo: * sono periti per la loro iniquità.
72:20 Come un sogno di quelli che si svegliano, o Signore, * ridurrai al nulla nella tua città la loro immagine.
72:21 Ma perché il mio cuore si infiammò, e i miei reni furono sconvolti, * anch'io fui ridotto al nulla, e non ebbi conoscenza,
72:23 E divenni dinanzi a te come un giumento: * ma starò sempre con te.
72:24 Tu mi prendesti per la mia destra: e mi guidasti secondo la tua volontà: * e mi accogliesti nella gloria.
72:25 Poiché qual cosa vi ha mai per me nel cielo? * e qual cosa volli da te sopra la terra?
72:26 Venne meno la mia carne e il mio cuore: * o Dio del mio cuore, e mia porzione, e Dio in eterno.
72:27 Poiché ecco, quelli che si allontaneranno da te periranno: * tu manderai in perdizione tutti quelli che ti rompono fede.
72:28 Ma per me il mio bene è starmene vicino a Dio; * nel porre nel Signore Iddio la mia speranza:
72:28 Al fine di celebrare tutte le tue lodi * presso le porte della figlia di Sion.
si omette il Gloria

Ant. Gli empi pensarono, e parlarono malvagità: dall'alto parlarono d'iniquità.
Ant. Exsúrge, Dómine, * et júdica causam meam.
Psalmus 73 [6]
73:1 Ut quid, Deus, repulísti in finem: * irátus est furor tuus super oves páscuæ tuæ?
73:2 Memor esto congregatiónis tuæ, * quam possedísti ab inítio.
73:2 Redemísti virgam hereditátis tuæ: * mons Sion, in quo habitásti in eo.
73:3 Leva manus tuas in supérbias eórum in finem: * quanta malignátus est inimícus in sancto!
73:4 Et gloriáti sunt qui odérunt te: * in médio solemnitátis tuæ.
73:5 Posuérunt signa sua, signa: * et non cognovérunt sicut in éxitu super summum.
73:6 Quasi in silva lignórum secúribus excidérunt jánuas ejus in idípsum: * in secúri et áscia dejecérunt eam.
73:7 Incendérunt igni Sanctuárium tuum: * in terra polluérunt tabernáculum nóminis tui.
73:8 Dixérunt in corde suo cognátio eórum simul: * Quiéscere faciámus omnes dies festos Dei a terra.
73:9 Signa nostra non vídimus, jam non est prophéta: * et nos non cognóscet ámplius.
73:10 Úsquequo, Deus, improperábit inimícus: * irrítat adversárius nomen tuum in finem?
73:11 Ut quid avértis manum tuam, et déxteram tuam, * de médio sinu tuo in finem?
73:12 Deus autem Rex noster ante sǽcula: * operátus est salútem in médio terræ.
73:13 Tu confirmásti in virtúte tua mare: * contribulásti cápita dracónum in aquis.
73:14 Tu confregísti cápita dracónis: * dedísti eum escam pópulis Æthíopum.
73:15 Tu dirupísti fontes, et torréntes: * tu siccásti flúvios Ethan.
73:16 Tuus est dies, et tua est nox: * tu fabricátus es auróram et solem.
73:17 Tu fecísti omnes términos terræ: * æstátem et ver tu plasmásti ea.
73:18 Memor esto hujus, inimícus improperávit Dómino: * et pópulus insípiens incitávit nomen tuum.
73:19 Ne tradas béstiis ánimas confiténtes tibi, * et ánimas páuperum tuórum ne obliviscáris in finem.
73:20 Réspice in testaméntum tuum: * quia repléti sunt, qui obscuráti sunt terræ dómibus iniquitátum.
73:21 Ne avertátur húmilis factus confúsus: * pauper et inops laudábunt nomen tuum.
73:22 Exsúrge, Deus, júdica causam tuam: * memor esto improperiórum tuórum, eórum quæ ab insipiénte sunt tota die.
73:23 Ne obliviscáris voces inimicórum tuórum: * supérbia eórum, qui te odérunt, ascéndit semper.
Gloria omittitur

Ant. Exsúrge, Dómine, et júdica causam meam.
Ant. Sorgi, o Signore, e sostieni la mia causa.
Salmo 73 [6]
73:1 Perché, o Dio, ci hai rigettati per sempre, * si è infiammato il tuo sdegno contro le pecore della tua pastura?
73:2 Ricordati della tua comunità, * che fu tuo possesso fin da principio.
73:2 Tu riscattasti lo scettro della tua eredità: * il monte Sion fu il luogo della tua abitazione.
73:3 Alza per sempre il tuo braccio contro la loro superbia: * quanti mali il nemico ha commesso nel santuario!
73:4 E quelli che ti odiano se ne vantarono * in mezzo alla tua solennità.
73:5 Hanno posto le loro insegne come insegne: * [e non compresero] sia all'uscita [della città], come sulla sommità [del Tempio].
73:6 Come in una selva di alberi con le scuri, hanno spezzato d'accordo le sue porte: * con la scure e coll'ascia lo hanno atterrato.
73:7 Misero a fuoco il tuo santuario: * profanarono in terra il tabernacolo del tuo nome.
73:8 Dissero in cuor loro, essi e i loro alleati: * Facciamo cessare sulla terra tutte le feste di Dio!
73:9 Noi non vediamo più le nostre insegne; non vi è più alcun profeta: * e nessuno ci riconoscerà più.
73:10 E fino a quando, o Dio, il nemico insulterà, * l'avversario bestemmierà di continuo il tuo nome?
73:11 Perché ritiri la tua mano, e la tua destra * per sempre dal tuo seno?
73:12 Ma Dio, nostro re da prima dei secoli, * ha operato la salute nel mezzo della terra.
73:13 Tu col tuo potere desti consistenza al mare: * tu rompesti le teste dei dragoni nelle acque.
73:14 Tu schiacciasti le teste del dragone: * lo gettasti in preda ai popoli dell'Etiopia.
73:15 Tu facesti sgorgare fontane e torrenti: * tu asciugasti fiumi perenni.
73:16 Tuo è il giorno, e tua è la notte: * tu creasti l'aurora e il sole.
73:17 Tu fissasti i termini della terra: * tu facesti l'estate e la primavera.
73:18 Ricordati di questo: il nemico ha oltraggiato il Signore; * e un popolo stolto ha bestemmiato il tuo nome.
73:19 Non gettare alle fiere le anime che ti onorano: * e non dimenticare per sempre le anime dei tuoi poveri.
73:20 Volgi lo sguardo alla tua alleanza: * perché gli uomini più oscuri della terra hanno copia di case di iniquità.
73:21 L'umile non torni indietro confuso: * il povero e l'indigente loderanno il tuo nome.
73:22 Levati, o Dio, giudica la tua causa: * ricordati degli oltraggi ricevuti, di quelli che un insensato ti fa tutto il giorno.
73:23 Non dimenticare le voci dei tuoi nemici: * la superbia di quelli che ti odiano sale sempre.
si omette il Gloria

Ant. Sorgi, o Signore, e sostieni la mia causa.
V. Deus meus, éripe me de manu peccatóris.
R. Et de manu contra legem agéntis et iníqui.
V. Dio mio, salvami dalla mano del peccatore.
R. E dalla mano del violator della legge e dell'iniquo.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.


Lectio 4
Ex tractátu sancti Augustíni Epíscopi super Psalmos
In Psalmum 54 ad 1 versum
Exáudi, Deus, oratiónem meam, et ne despéxeris deprecatiónem meam: inténde mihi, et exáudi me. Satagéntis, sollíciti, in tribulatióne pósiti, verba sunt ista. Orat multa pátiens, de malo liberári desíderans. Súperest ut videámus in quo malo sit: et cum dícere cœ́perit, agnoscámus ibi nos esse: ut communicáta tribulatióne, conjungámus oratiónem. Contristátus sum, inquit, in exercitatióne mea, et conturbátus sum. Ubi contristátus? ubi conturbátus? In exercitatióne mea, inquit. Hómines malos, quos pátitur, commemorátus est: eandémque passiónem malórum hóminum exercitatiónem suam dixit. Ne putétis grátis esse malos in hoc mundo, et nihil boni de illis ágere Deum. Omnis malus aut ídeo vivit, ut corrigátur; aut ídeo vivit, ut per illum bonus exerceátur.

R. Amicus meus ósculi me trádidit signo: Quem osculátus fúero, ipse est, tenéte eum: hoc malum fecit signum, qui per ósculum adimplévit homicídium.
* Infélix prætermísit prétium sánguinis, et in fine láqueo se suspéndit.
V. Bonum erat ei, si natus non fuísset homo ille.
R. Infélix prætermísit prétium sánguinis, et in fine láqueo se suspéndit.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Lettura 4
Dal Trattato di sant'Agostino Vescovo sui Salmi
Sul Salmo 54, al 1 verso
«Esaudisci, o Dio, la mia preghiera, e non disprezzare la mia supplica: dammi retta, ed esaudiscimi» Ps. 54,2. Son queste le parole d'un (uomo) turbato, angustiato, immerso nella tribolazione. Egli soffre molto e prega, desideroso d'essere liberato dal male (che l'opprime). Vediamo ora in che consista questo male: e, appena avrà incominciato a parlarne, riconosceremo che anche noi siamo nello stesso stato : affinché come partecipiamo alla sua tribolazione, così ci uniamo alla sua orazione. «Mi sono rattristato, egli dice, nella mia prova, e son rimasto conturbato». Dove rattristato? dove conturbato? «Nella mia prova», dice. Egli parla dei cattivi uomini che lo fan soffrire: e dichiara che la persecuzione di questi cattivi uomini è la sua prova. Non crediate che i cattivi ci siano per niente in questo mondo, e che Dio non ritragga alcun bene da essi. Ogni cattivo vive o perché si corregga, o perché per esso il buono sia esercitato.

R. L'amico mio mi tradì col segno d'un bacio: Colui che bacerò, è lui, afferratelo: tale il perfido segnale che diede chi con un bacio consumò l'omicidio.
* Infelice! non guardò al prezzo del sangue, e alla fine s'appiccò con un laccio.
V. Assai meglio per lui che non fosse mai nato quell'uomo.
R. Infelice! non guardò al prezzo del sangue, e alla fine s'appiccò con un laccio.

Lectio 5
Utinam ergo qui nos modo exércent, convertántur, et nobíscum exerceántur: tamen quámdiu ita sunt ut exérceant, non eos odérimus: quia in eo quod malus est quis eórum, utrum usque in finem perseveratúrus sit, ignorámus. Et plerúmque cum tibi vidéris odísse inimícum, fratrem odísti, et nescis. Diábolus, et ángeli ejus in Scripturis sanctis manifestáti sunt nobis, quod ad ignem ætérnum sint destináti. Ipsórum tantum desperánda est corréctio, contra quos habémus occúltam luctam: ad quam luctam nos armat Apóstolus, dicens: Non est nobis colluctátio advérsus carnem et sánguinem: id est, non advérsus hómines, quos vidétis, sed advérsus príncipes, et potestátes, et rectóres mundi, tenebrárum harum. Ne forte cum dixísset, mundi, intellégeres dæmónes esse rectóres cæli et terræ. Mundi dixit, tenebrárum harum: mundi dixit, amatórum mundi: mundi dixit, impiórum et iniquórum: mundi dixit, de quo dicit Evangélium: Et mundus eum non cognóvit.

R. Judas mercátor péssimus ósculo pétiit Dóminum: ille ut agnus ínnocens non negávit Judæ ósculum:
* Denariórum número Christum Judǽis trádidit.
V. Mélius illi erat, si natus non fuísset.
R. Denariórum número Christum Judǽis trádidit.

Lettura 5
Voglia Dio dunque che quanti ora ci tengono in esercizio, si convertano e siano esercitati insieme con noi: tuttavia finché restano tali e ci esercitano, guardiamoci dall'odiarli: perché noi non sappiamo chi di essi persevererà nel male sino alla fine. E spesso avviene che mentre ti sembrava di odiare un nemico, odii un fratello senza saperlo. Dalle sacre Scritture è manifesto che solo il diavolo e gli angeli suoi sono condannati al fuoco eterno. Dell'emenda solo di costoro si deve disperare, contro cui sosteniamo una lotta occulta: lotta alla quale l'Apostolo ci arma dicendo: «Non abbiam noi da lottare contro la carne e il sangue» Epf. 6,12i, cioè non contro gli uomini che vediamo, ma contro i prìncipi e le potestà e i dominatori di questo mondo di tenebre. E perché, dicendo «del mondo» tu non intendessi i demoni essere i reggitori del cielo e della terra, disse: «Di questo mondo di tenebre», cioè, degli amatori del mondo: «del mondo», cioè degli empi ed iniqui: di questo mondo di cui dice il Vangelo: «E il mondo non lo conobbe» Joann. 1,10.

R. Giuda, pessimo mercante, s'appressò al Signore con un bacio: egli come agnello innocente, non ricusò il bacio di Giuda:
* Il quale per pochi denari consegnò Cristo ai Giudei.
V. Era meglio per lui che non fosse mai nato.
R. Il quale per pochi denari consegnò Cristo ai Giudei.

Lectio 6
Quóniam vidi iniquitátem, et contradictiónem in civitáte. Atténde glóriam crucis ipsíus. Jam in fronte regum crux illa fixa est, cui inimíci insultavérunt. Efféctus probávit virtútem: dómuit orbem non ferro, sed ligno. Lignum crucis contuméliis dignum visum est inimícis, et ante ipsum lignum stántes caput agitábant, et dicébant: Si Fílius Dei est, descéndat de cruce. Extendébat ille manus suas ad pópulum non credéntem, et contradicéntem. Si enim justus est, qui ex fide vivit; iníquus est, qui non habet fidem. Quod ergo hic ait, iniquitátem: perfidiam intéllege. Vidébat ergo Dóminus in civitáte iniquitátem et contradictiónem, et extendébat manus suas ad pópulum non credéntem et contradicéntem: et tamen et ipsos exspéctans dicébat: Pater, ignósce illis, quia nésciunt quid fáciunt.

R. Unus ex discípulis meis tradet me hódie: Væ illi per quem tradar ego:
* Mélius illi erat, si natus non fuísset.
V. Qui intíngit mecum manum in parópside, hic me traditúrus est in manus peccatórum.
R. Mélius illi erat, si natus non fuísset.
Gloria omittitur
R. Unus ex discípulis meis tradet me hódie: Væ illi per quem tradar ego: * Mélius illi erat, si natus non fuísset.

Lettura 6
Ché ho visto l'iniquità e la discordia nella città» Ps. 54,10. Considera però la gloria della croce di lui. Quella croce, cui insultavano i nemici, ora brilla sulla fronte dei re. L'effetto ne ha provata la virtù: egli ha conquistato il mondo non col ferro, ma col legno. Il legno della croce sembrò degno di disprezzo ai nemici, e mentre stavano davanti a questo stesso legno scrollavano la testa e dicevano: «S'egli è il Figlio di Dio, discenda dalla croce» Matth. 27,40. Egli intanto stendeva le sue mani verso il popolo incredulo e ribelle. Se infatti «il giusto» è chi «vive di fede» Rom. 1,17; l'iniquo è chi non ha fede. Onde ciò che qui chiamasi iniquità, devesi intendere infedeltà. Vedeva dunque il Signore nella città l'iniquità e la discordia, e «stendeva le sue mani verso il popolo incredulo e ribelle» Rom. 10,21: e nonostante, aspettandoli, diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che si fanno» Luc. 23,34.

R. Uno dei miei discepoli oggi mi tradirà: Guai a colui per cui sarò tradito:
* Era meglio per lui che non fosse mai nato.
V. Colui che mette con me la mano nel piatto, questi mi darà nelle mani dei peccatori.
* Era meglio per lui che non fosse mai nato.
si omette il Gloria
R. Uno dei miei discepoli oggi mi tradirà: Guai a colui per cui sarò tradito: * Era meglio per lui che non fosse mai nato.
Nocturn III.
Ant. Dixi iníquis: * Nolíte loqui advérsus Deum iniquitátem.
Psalmus 74 [7]
74:2 Confitébimur tibi, Deus: * confitébimur, et invocábimus nomen tuum.
74:3 Narrábimus mirabília tua: * cum accépero tempus, ego justítias judicábo.
74:4 Liquefácta est terra, et omnes qui hábitant in ea: * ego confirmávi colúmnas ejus.
74:5 Dixi iníquis: Nolíte iníque ágere: * et delinquéntibus: Nolíte exaltáre cornu:
74:6 Nolíte extóllere in altum cornu vestrum: * nolíte loqui advérsus Deum iniquitátem.
74:7 Quia neque ab Oriénte, neque ab Occidénte, neque a desértis móntibus: * quóniam Deus judex est.
74:8 Hunc humíliat, et hunc exáltat: * quia calix in manu Dómini vini meri plenus misto.
74:9 Et inclinávit ex hoc in hoc: verúmtamen fæx ejus non est exinaníta: * bibent omnes peccatóres terræ.
74:10 Ego autem annuntiábo in sǽculum: * cantábo Deo Jacob.
74:11 Et ómnia córnua peccatórum confríngam: * et exaltabúntur córnua justi.
Gloria omittitur

Ant. Dixi iníquis: Nolíte loqui advérsus Deum iniquitátem.
Nocturn III.
Ant. Ho detto agli iniqui: * Non vogliate parlare contro Dio iniquamente.
Salmo 74 [7]
74:2 Ti daremo lode, o Dio,* ti daremo lode, e invocheremo il tuo nome.
74:3 Racconteremo le tue meraviglie. * Quando io avrò preso il tempo, io giudicherò con giustizia.
74:4 Si è disciolta la terra con tutti i suoi abitanti: * ma io ho rassodato le sue colonne.
74:5 Ho detto agl'iniqui: Non vogliate agire iniquamente: * e ai peccatori: Non vogliate alzar le corna:
74:6 Non vogliate alzar in alto le vostre corna: * non vogliate proferir iniquità contro Dio.
74:7 Poiché né da oriente, né da occidente, né dalle montagne deserte [verrà l'aiuto]. * Giacchè Dio è il giudice.
74:8 Egli umilia l'uno, e esalta l'altro. * Perché nella mano del Signore è un calice di vino puro pieno di mistura.
74:9 E da questo ne versò da una e dall'altra parte: ma la feccia di esso non è consumata: * ne berranno tutti i peccatori della terra.
74:10 Ma io per tutti i secoli annunzierò queste cose; * e canterò al Dio di Giacobbe.
74:11 Ed io spezzerò tutta la potenza dei peccatori: * ma la potenza dei giusti sarà esaltata.
si omette il Gloria

Ant. Ho detto agli iniqui: Non vogliate parlare contro Dio iniquamente.
Ant. Terra trémuit * et quiévit, dum exsúrgeret in judício Deus.
Psalmus 75 [8]
75:2 Notus in Judǽa Deus: * in Israël magnum nomen ejus.
75:3 Et factus est in pace locus ejus: * et habitátio ejus in Sion.
75:4 Ibi confrégit poténtias árcuum, * scutum, gládium, et bellum.
75:5 Illúminans tu mirabíliter a móntibus ætérnis: * turbáti sunt omnes insipiéntes corde.
75:6 Dormiérunt somnum suum: * et nihil invenérunt omnes viri divitiárum in mánibus suis.
75:7 Ab increpatióne tua, Deus Jacob, * dormitavérunt qui ascendérunt equos.
75:8 Tu terríbilis es, et quis resístet tibi? * ex tunc ira tua.
75:9 De cælo audítum fecísti judícium: * terra trémuit et quiévit,
75:10 Cum exsúrgeret in judícium Deus, * ut salvos fáceret omnes mansuétos terræ.
75:11 Quóniam cogitátio hóminis confitébitur tibi: * et relíquiæ cogitatiónis diem festum agent tibi.
75:12 Vovéte, et réddite Dómino, Deo vestro: * omnes, qui in circúitu ejus affértis múnera.
75:13 Terríbili et ei qui aufert spíritum príncipum, * terríbili apud reges terræ.
Gloria omittitur

Ant. Terra trémuit et quiévit, dum exsúrgeret in judício Deus.
Ant. La terra tremò e si tacque, allorché Dio risuscitò per far giustizia.
Salmo 75 [8]
75:2 Dio è conosciuto nella Giudea: * il suo nome è grande in Israele.
75:3 Il suo luogo di soggiorno è nella [Città della] pace; * e la sua abitazione è in Sion.
75:4 Ivi spezzò la forza degli archi, * lo scudo, la spada, e la guerra.
75:5 Tu spandi una luce meravigliosa dall'alto dei monti eterni. * Furono turbati tutti gli stolti di cuore.
75:6 Dormirono il loro sonno: * e tutti gli uomini della ricchezza non trovarono nulla nelle loro mani.
75:7 Alla tua minaccia, o Dio di Giacobbe, * si assopirono quelli che erano montati a cavallo.
75:8 Tu sei terribile, e chi potrà resistere a te * nel momento della tua ira?
75:9 Dal cielo facesti udire la sentenza: * la terra tremò, e si tacque.
75:10 Allorché Dio si levò per il giudizio, * per salvare tutti i mansueti della terra.
75:11 Anche il pensiero dell'uomo ti darà lode: * e il ricordo del pensiero ti farà festa.
75:12 Fate voti e scioglieteli al Signore Dio vostro: * voi tutti, che, standogli intorno, presentate doni a lui,
75:13 Il Terribile, a lui che toglie lo spirito ai principi, * che è terribile ai re della terra.
si omette il Gloria

Ant. La terra tremò e si tacque, allorché Dio risuscitò per far giustizia.
Ant. In die tribulatiónis * meæ Deum exquisívi mánibus meis.
Psalmus 76 [9]
76:2 Voce mea ad Dóminum clamávi: * voce mea ad Deum, et inténdit mihi.
76:3 In die tribulatiónis meæ Deum exquisívi, mánibus meis nocte contra eum: * et non sum decéptus.
76:4 Rénuit consolári ánima mea, * memor fui Dei, et delectátus sum, et exercitátus sum: et defécit spíritus meus.
76:5 Anticipavérunt vigílias óculi mei: * turbátus sum, et non sum locútus.
76:6 Cogitávi dies antíquos: * et annos ætérnos in mente hábui.
76:7 Et meditátus sum nocte cum corde meo, * et exercitábar, et scopébam spíritum meum.
76:8 Numquid in ætérnum proíciet Deus: * aut non appónet ut complacítior sit adhuc?
76:9 Aut in finem misericórdiam suam abscíndet, * a generatióne in generatiónem?
76:10 Aut obliviscétur miseréri Deus? * aut continébit in ira sua misericórdias suas?
76:11 Et dixi: Nunc cœpi: * hæc mutátio déxteræ Excélsi.
76:12 Memor fui óperum Dómini: * quia memor ero ab inítio mirabílium tuórum.
76:13 Et meditábor in ómnibus opéribus tuis: * et in adinventiónibus tuis exercébor.
76:14 Deus, in sancto via tua: quis Deus magnus sicut Deus noster? * tu es Deus qui facis mirabília.
76:15 Notam fecísti in pópulis virtútem tuam: * redemísti in brácchio tuo pópulum tuum, fílios Jacob et Joseph.
76:17 Vidérunt te aquæ, Deus, vidérunt te aquæ: * et timuérunt, et turbátæ sunt abýssi.
76:18 Multitúdo sónitus aquárum: * vocem dedérunt nubes.
76:18 Étenim sagíttæ tuæ tránseunt: * vox tonítrui tui in rota.
76:19 Illuxérunt coruscatiónes tuæ orbi terræ: * commóta est, et contrémuit terra.
76:20 In mari via tua, et sémitæ tuæ in aquis multis: * et vestígia tua non cognoscéntur.
76:21 Deduxísti sicut oves pópulum tuum, * in manu Móysi et Aaron.
Gloria omittitur

Ant. In die tribulatiónis meæ Deum exquisívi mánibus meis.
Ant. Nel giorno della mia tribolazione cercai Dio colle mie mani.
Salmo 76 [9]
76:2 Alzai la mia voce al Signore e gridai: * alzai la mia voce a Dio ed egli mi ascoltò.
76:3 Nel giorno della mia tribolazione cercai Dio; la notte stesi verso di lui le mie mani: * e non restai deluso.
76:4 L'anima mia non volle essere consolata. * Mi ricordai di Dio, e fui pieno di gioia; mi esercitai nella meditazione; e il mio spirito venne meno.
76:5 I miei occhi prevennero le veglie; * io fui turbato e non proferii parola.
76:6 Ripensai ai giorni antichi: * ed ebbi in mente gli anni eterni.
76:7 E meditai la notte nel mio cuore, * e ponderavo e scrutavo il mio spirito.
76:8 Forse che Dio ci rigetterà in eterno: * o non vorrà più esserci propizio?
76:9 Toglierà per sempre la sua misericordia * di generazione in generazione?
76:10 O si dimenticherà Dio di aver pietà, * o nella sua ira arresterà le sue misericordie?
76:11 Ed io dissi: Adesso comincio: * questo cambiamento [vien] dalla destra dell'Altissimo.
76:12 Mi sono ricordato delle opere del Signore: * anzi mi ricorderò di tutte le sue meraviglie fin da principio.
76:13 E mediterò su tutte le tue opere: * e andrò investigando i tuoi consigli.
76:14 O Dio, la tua via è santa: qual Dio è grande come il nostro Dio? * Tu sei il Dio che opera meraviglie.
76:15 Tu hai fatta manifesta la tua potenza ai popoli. * Col tuo braccio hai riscattato il tuo popolo, i figli di Giacobbe e di Giuseppe.
76:17 Ti videro le acque, o Dio, ti videro le acque * e tremarono; e gli abissi furono sconvolti.
76:18 Vi fu un gran rumore di acque: * le nuvole mandarono fuori la loro voce,
76:18 Poiché le tue saette guizzavano. * La voce del tuo tuono scoppiò tutto intorno.
76:19 I tuoi lampi illuminarono tutto l'universo: * la terra si commosse e tremò.
76:20 Nel mare fu la tua via, e nelle molte acque i tuoi sentieri: * e non saranno conosciute le tue orme.
76:21 Guidasti come un gregge il tuo popolo, * per mano di Mosè e di Aronne.
si omette il Gloria

Ant. Nel giorno della mia tribolazione cercai Dio colle mie mani.
V. Exsúrge, Dómine.
R. Et júdica causam meam.
V. Sorgi, o Signore.
R. E sostieni la mia causa.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.


Lectio 7
De Epístola prima beáti Pauli Apóstoli ad Corínthios
1 Cor 11:17-22
17 Hoc autem præcípio: non laudans quod non in mélius, sed in detérius convenítis.
18 Primum quidem conveniéntibus vobis in Ecclésiam, áudio scissúras esse inter vos, et ex parte credo.
19 Nam opórtet et hǽreses esse, ut et qui probáti sunt, manifésti fiant in vobis.
20 Conveniéntibus ergo vobis in unum, jam non est Domínicam cenam manducáre.
21 Unusquísque enim suam cenam præsúmit ad manducándum. Et álius quidem ésurit, álius autem ébrius est.
22 Numquid domos non habétis ad manducándum et bibéndum? aut Ecclésiam Dei contémnitis, et confúnditis eos, qui non habent? Quid dicam vobis? Laudo vos? In hoc non laudo.

R. Eram quasi agnus ínnocens: ductus sum ad immolándum, et nesciébam: consílium fecérunt inimíci mei advérsum me, dicéntes:
* Veníte, mittámus lignum in panem ejus, et eradámus eum de terra vivéntium.
V. Omnes inimíci mei advérsum me cogitábant mala mihi: verbum iníquum mandavérunt advérsum me, dicéntes.
R. Veníte, mittámus lignum in panem ejus, et eradámus eum de terra vivéntium.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Lettura 7
Dalla prima Lettera dell'Apostolo san Paolo ai Corinti
1 Cor 11:17-22
17 Di questo poi vi avverto, e non per lodarvi, che cioè vi radunate non per il meglio, ma per far peggio.
18 Prima di tutto sento dire che quando vi radunate in Chiesa vi sono tra voi delle scissioni, e in parte lo credo.
19 Perché è necessario che vi siano anche delle eresie, affinché si palesino quelli che sono tra voi di buona fede.
20 Quando dunque vi radunate insieme, non è più la cena del Signore quella che voi celebrate.
21 Perché ognuno comincia a mangiare la cena che s'è portata. Così che uno patisce la fame, e l'altro si ubbriaca.
22 Ma non avete delle case per mangiare e bere? o volete fare un disprezzo alla Chiesa di Dio e un affronto a quelli che non han nulla? Che vi dirò? Vi loderò? In questo non vi lodo.

R. Ero come agnello innocente: fui condotto ad essere immolato, e non lo sapevo: i miei nemici congiurarono contro di me, dicendo:
* Venite, mettiamo del legno nel suo pane, e sterminiamolo dalla terra dei viventi.
V. Tutti i miei nemici congiurarono del male contro di me: lanciarono contro di me una parola iniqua, dicendo.
R. Venite, mettiamo del legno nel suo pane, e sterminiamolo dalla terra dei viventi.

Lectio 8
1 Cor 11:23-26
23 Ego enim accépi a Dómino quod et trádidi vobis, quóniam Dóminus Jesus, in qua nocte tradebátur, accépit panem,
24 Et grátias agens fregit, et dixit: Accípite, et manducáte: hoc est corpus meum, quod pro vobis tradétur: hoc fácite in meam commemoratiónem.
25 Simíliter et cálicem, postquam cœnávit, dicens: Hic calix novum testaméntum est in meo sánguine: hoc fácite, quotiescúmque bibétis, in meam commemoratiónem.
26 Quotiescúmque enim manducábitis panem hunc, et cálicem bibétis, mortem Dómini annuntiábitis donec véniat.

R. Una hora non potuístis vigiláre mecum, qui exhortabámini mori pro me?
* Vel Judam non vidétis, quómodo non dormit, sed festínat trádere me Judǽis.
V. Quid dormítis? súrgite, et oráte, ne intrétis in tentatiónem.
R. Vel Judam non vidétis, quómodo non dormit, sed festínat trádere me Judǽis.

Lettura 8
1 Cor 11:23-26
23 Infatti io ho appreso dal Signore, e ve l'ho anche trasmesso, che il Signore Gesù, la notte che fu tradito, prese del pane,
24 E, dopo aver fatto il ringraziamento, lo spezzò e disse: Prendete e mangiate: questo è il mio corpo che sarà immolato per voi: fate questo in memoria di me.
25 Similmente, dopo d'aver cenato, prese anche il calice, dicendo: Questo calice è la nuova alleanza fatta col mio sangue: fate questo, tutte le volte che lo berrete, in memoria di me.
26 Poiché tutte le volte che mangerete questo pane e berrete questo calice, annunzierete la morte del Signore finché egli venga.

R. Non avete potuto vegliare un'ora con me, voi che vi esortavate a morire per me?
* E non vedete Giuda che non dorme, ma si affretta a consegnarmi ai Giudei?
V. Perché dormite? alzatevi e pregate per non cadere in tentazione.
R. E non vedete Giuda che non dorme, ma si affretta a consegnarmi ai Giudei?

Lectio 9
1 Cor 11:27-34
27 Itaque quicúmque manducáverit panem hunc, vel bíberit cálicem Dómini indígne, reus erit córporis et sánguinis Dómini.
28 Probet autem seípsum homo: et sic de pane illo edat, et de cálice bibat.
29 Qui enim mandúcat et bibit indígne, judícium sibi mandúcat et bibit, non dijúdicans corpus Dómini.
30 Ideo inter vos multi infírmi et imbecílles, et dórmiunt multi.
31 Quod, si nosmetípsos dijudicarémus, non útique judicarémur.
32 Dum judicámur autem, a Dómino corrípimur, ut non cum hoc mundo damnémur.
33 Itaque, fratres mei, cum convenítis ad manducándum, ínvicem exspectáte.
34 Si quis ésurit, domi mandúcet: ut non in judícium convéniatis. Cétera autem, cum vénero, dispónam.

R. Senióres pópuli consílium fecérunt,
* Ut Jesum dolo tenérent, et occíderent: cum gládiis et fústibus exiérunt tamquam ad latrónem.
V. Collegérunt pontífices et pharisǽi concílium.
R. Ut Jesum dolo tenérent, et occíderent: cum gládiis et fústibus exiérunt tamquam ad latrónem.
Gloria omittitur
R. Senióres pópuli consílium fecérunt, * Ut Jesum dolo tenérent, et occíderent: cum gládiis et fústibus exiérunt tamquam ad latrónem.

Lettura 9
1 Cor 11:27-34
27 Perciò chiunque mangerà questo pane o berrà il calice del Signore indegnamente, si rende colpevole del corpo e del sangue del Signore.
28 Perciò ciascuno esamini se stesso: e poi mangi di questo pane e beva di questo calice.
29 Perché chi ne mangia e ne beve indegnamente, mangia e beve la propria condanna perché non distingue il corpo del Signore.
30 Ecco perché tra voi sono molti gli infermi e i deboli, e numerosi i morti.
31 Or, se giudicassimo noi stessi, non saremmo certo giudicati.
32 Ma per noi il giudizio del Signore è un monito, per non essere condannati insieme con questo mondo.
33 Onde, fratelli miei, allorché vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altri.
34 Se uno ha fame, mangi a casa, onde non vi raduniate per esser condannati. Le altre cose poi le regolerò quando verrò.

R. Gli anziani del popolo fecero complotto
* Per impadronirsi con inganno di Gesù e ucciderlo: andarono con spade e bastoni come per prendere un assassino.
V. I capi sacerdoti e i farisei radunarono il consiglio.
R. Per impadronirsi con inganno di Gesù e ucciderlo: andarono con spade e bastoni come per prendere un assassino.
si omette il Gloria
R. Gli anziani del popolo fecero complotto * Per impadronirsi con inganno di Gesù e ucciderlo: andarono con spade e bastoni come per prendere un assassino.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Si salta il resto, a meno che si preghino le Lodi separatamente.
Oratio {ex Proprio de Tempore}
Réspice, quǽsumus, Dómine, super hanc famíliam tuam, pro qua Dóminus noster Jesus Christus non dubitávit mánibus tradi nocéntium, et crucis subíre torméntum:
Et sub silentio concluditur
Qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.
Orazione {dal Proprio del tempo}
Signore, riguarda su questa tua famiglia, per la quale nostro Signore Gesù Cristo non esitò di darsi nelle mani dei carnefici, e subire il supplizio della croce:
E si conclude in silenzio
Lui che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen
Conclusio{omittitur}
Conclusione{si omette}

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