Dominica in Sexagesima ~ Semiduplex II. classis

Divinum Officium  Tridentine 1910

02-16-2020

Ad Matutinum

Ante Divinum officium
Incipit
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.
Ave María, grátia plena; Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui Jesus. Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.
Credo in Deum, Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ.
Et in Jesum Christum, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum: qui concéptus est de Spíritu Sancto, natus ex María Vírgine, passus sub Póntio Piláto, crucifíxus, mórtuus, et sepúltus: descéndit ad ínferos; tértia die resurréxit a mórtuis; ascéndit ad cælos; sedet ad déxteram Dei Patris omnipoténtis: inde ventúrus est judicáre vivos et mórtuos.
Credo in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, vitam ætérnam. Amen.
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Deus in adjutórium meum inténde.
R. Dómine, ad adjuvándum me festína.
Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Laus tibi, Dómine, Rex ætérnæ glóriæ.
Inizio
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Io Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Provvedi, o Dio, al mio soccorso.
R. Signore, affrettati ad aiutarmi.
Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Lode a te o Signore, Re di eterna gloria.
Invitatorium {Antiphona ex Proprio de Tempore}
Ant. Præoccupémus fáciem Dómini: * Et in psalmis jubilémus ei.
Ant. Præoccupémus fáciem Dómini: * Et in psalmis jubilémus ei.
Veníte, exsultémus Dómino, jubilémus Deo, salutári nostro
Ant. Præoccupémus fáciem Dómini: * Et in psalmis jubilémus ei.
Quóniam Deus magnus Dóminus, et Rex magnus super omnes deos, quóniam non repéllet Dóminus plebem suam: quia in manu ejus sunt omnes fines terræ, et altitúdines móntium ipse cónspicit.
Ant. Et in psalmis jubilémus ei.
Quóniam ipsíus est mare, et ipse fecit illud, et áridam fundavérunt manus ejus (genuflectitur) veníte, adorémus, et procidámus ante Deum: plorémus coram Dómino, qui fecit nos, quia ipse est Dóminus, Deus noster; nos autem pópulus ejus, et oves páscuæ ejus.
Ant. Præoccupémus fáciem Dómini: * Et in psalmis jubilémus ei.
Hódie, si vocem ejus audiéritis, nolíte obduráre corda vestra, sicut in exacerbatióne secúndum diem tentatiónis in desérto: ubi tentavérunt me patres vestri, probavérunt et vidérunt ópera mea.
Ant. Et in psalmis jubilémus ei.
Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas: quibus jurávi in ira mea; Si introíbunt in réquiem meam.
Ant. Præoccupémus fáciem Dómini: * Et in psalmis jubilémus ei.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Et in psalmis jubilémus ei.
Ant. Præoccupémus fáciem Dómini: * Et in psalmis jubilémus ei.
Invitatorio {Antifona dal Proprio del tempo}
Ant. Presentiamoci al cospetto del Signore: * e con inni a lui plaudiamo.
Ant. Presentiamoci al cospetto del Signore: * e con inni a lui plaudiamo.
Venite, esultiamo davanti al Signore, con giubilo acclamiamo a Dio, nostro salvatore:
Ant. Presentiamoci al cospetto del Signore: * e con inni a lui plaudiamo.
Poiché un Dio grande è il Signore, e un Re grande sopra tutti gli dei: poiché il Signore non rigetterà il suo popolo: poichè nella sua mano sono tutti i confini della terra, e le sommità dei monti gli appartengono.
Ant. e con inni a lui plaudiamo.
Poiché suo è il mare, ed egli l'ha fatto, e le sue mani hanno formato i continenti: (si genuflette) venite, adoriamo, e prostriamoci in faccia a Dio: piangiamo davanti al Signore che ci ha creati, perché egli è il Signore nostro Dio; e noi siamo il suo popolo, e le pecorelle del suo pascolo.
Ant. Presentiamoci al cospetto del Signore: * e con inni a lui plaudiamo.
Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori, come allorché fui provocato a sdegno nel giorno della tentazione nel deserto: dove i padri vostri mi tentarono, mi misero alla prova e videro le opere mie.
Ant. e con inni a lui plaudiamo.
Per quarant'anni fui vicino a questa generazione [per punirla] e dissi; costoro sono sempre perversi di cuore; essi non hanno conosciuto le mie vie: ond'io giurai nell'ira mia: essi più non entreranno nel mio riposo.
Ant. Presentiamoci al cospetto del Signore: * e con inni a lui plaudiamo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. e con inni a lui plaudiamo.
Ant. Presentiamoci al cospetto del Signore: * e con inni a lui plaudiamo.
Hymnus {ex Psalterio secundum tempora}
Primo die, quo Trínitas
Beáta mundum cóndidit,
Vel quo resúrgens Cónditor
Nos, morte victa, líberat:

Pulsis procul torpóribus,
Surgámus omnes ócius,
Et nocte quærámus Deum,
Prophéta sicut prǽcipit:

Nostras preces ut áudiat
Suámque dextram pórrigat,
Et expiátos sórdibus
Reddat polórum sédibus:

Ut, quique sacratíssimo
Hujus diéi témpore
Horis quiétis psállimus,
Donis beátis múneret.

Jam nunc, patérna cláritas,
Te postulámus áffatim:
Absint faces libídinis,
Et omnis actus nóxius.

Ne fœda sit, vel lúbrica
Compágo nostri córporis,
Ob cujus ignes ígnibus
Avérnus urat ácrius.

Mundi Redémptor, quǽsumus,
Tu probra nostra díluas;
Nobísque largus cómmoda
Vitæ perénnis cónferas.

Præsta, Pater piíssime,
Patríque compar Únice,
Cum Spíritu Paráclito
Regnans per omne sǽculum.
Amen.
Inno {dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Il primo giorno in cui la Trinità
beata compì la creazione,
e il giorno in cui risorgendo, il Creatore ,
sconfìtta la morte, libera gli uomini:

respinti lontano i torpori,
sorgiamo solleciti
e nella notte ricerchiamo Dio,
come comanda il Profeta:

perché ascolti le nostre preghiere,
ci porga la sua destra
e a chi ha espiato la colpa
offra il celeste soggiorno.

E ciascuno che nel sacro
spazio di questo giorno
abbia pregato nelle ore quiete,
rimuneri Dio con beati doni.

Ed ora, o splendore del Padre,
te invochiamo istantemente
di tenerci lontani dalle azioni impure
e da ogni atto nocivo.

Nessun peccato macchi
le membra del nostro corpo,
affinché l'inferno non ci bruci
con le sue fiamme più atrocemente.

Redentore del mondo, ti preghiamo,
tu cancella le nostre colpe;
e a noi generoso concedi
i doni della vita eterna.

Esaudiscici, o Padre piissimo,
e anche tu, Unigenito uguale al Padre,
che con lo Spirito Paraclito
regni per tutti i secoli.
Amen.
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ ex Psalterio secundum tempora}
Nocturn I.
Ant. Servíte Dómino
Psalmus 1 [1]
1:1 Beátus vir, qui non ábiit in consílio impiórum, et in via peccatórum non stetit, * et in cáthedra pestiléntiæ non sedit:
1:2 Sed in lege Dómini volúntas ejus, * et in lege ejus meditábitur die ac nocte.
1:3 Et erit tamquam lignum, quod plantátum est secus decúrsus aquárum, * quod fructum suum dabit in témpore suo:
1:3 Et fólium ejus non défluet: * et ómnia quæcúmque fáciet, prosperabúntur.
1:4 Non sic ímpii, non sic: * sed tamquam pulvis, quem proícit ventus a fácie terræ.
1:5 Ídeo non resúrgent ímpii in judício: * neque peccatóres in concílio justórum.
1:6 Quóniam novit Dóminus viam justórum: * et iter impiórum períbit.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Salmi con letture {Antifone dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Nocturn I.
Ant. Servite al Signore
Salmo 1 [1]
1:1 Beato l'uomo che non permane nel consiglio degli empi, e non si ferma nella via dei peccatori, * né si pone a sedere sulla cattedra di pestilenza:
1:2 Ma il suo diletto è nella legge del Signore, * e nella legge di lui medita giorno e notte.
1:3 Egli sarà come un albero piantato lungo correnti d'acqua, * che darà il suo frutto a suo tempo;
1:3 E la cui foglia non avvizzirà, * e tutto quello che egli farà prospererà.
1:4 Non così gli empi, non cosi: * ma saranno come la pula che il vento disperde dalla superficie della terra.
1:5 Perciò gli empi, non risorgeranno nel giudizio, * né i peccatori nel consesso dei giusti;
1:6 Poiché il Signore conosce la via dei giusti; * e la via degli empi finirà nella perdizione.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 2 [2]
2:1 Quare fremuérunt gentes: * et pópuli meditáti sunt inánia?
2:2 Astitérunt reges terræ, et príncipes convenérunt in unum * advérsus Dóminum, et advérsus Christum ejus.
2:3 Dirumpámus víncula eórum: * et proiciámus a nobis jugum ipsórum.
2:4 Qui hábitat in cælis, irridébit eos: * et Dóminus subsannábit eos.
2:5 Tunc loquétur ad eos in ira sua, * et in furóre suo conturbábit eos.
2:6 Ego autem constitútus sum Rex ab eo super Sion montem sanctum ejus, * prǽdicans præcéptum ejus.
2:7 Dóminus dixit ad me: * Fílius meus es tu, ego hódie génui te.
2:8 Póstula a me, et dabo tibi gentes hereditátem tuam, * et possessiónem tuam términos terræ.
2:9 Reges eos in virga férrea, * et tamquam vas fíguli confrínges eos.
2:10 Et nunc, reges, intellégite: * erudímini, qui judicátis terram.
2:11 Servíte Dómino in timóre: * et exsultáte ei cum tremóre.
2:12 Apprehéndite disciplínam, nequándo irascátur Dóminus, * et pereátis de via justa.
2:13 Cum exárserit in brevi ira ejus: * beáti omnes qui confídunt in eo.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Salmo 2 [2]
2:1 Perché fremono le genti, * e i popoli tramano vani disegni?
2:2 I re della terra si levano e i principi si collegano insieme * contro il Signore e contro il suo Cristo.
2:3 Rompiamo i loro legami, * e scrolliamo da noi il loro giogo.
2:4 Colui che abita nei cieli ne ride * e il Signore si beffa di loro.
2:5 Poi parla loro nella sua ira, * e li atterrisce nel suo furore.
2:6 Ma io sono stato da lui costituito re sopra Sion, il suo santo monte, * e promulgo il suo decreto.
2:7 Il Signore mi ha detto: * Tu sei il mio Figlio; Io oggi ti ho generato.
2:8 Chiedimi, e io ti darò in tua eredità le genti, * e in tuo dominio i confini della terra.
2:9 Li governerai con uno scettro di ferro, * e li stritolerai come un vaso di creta.
2:10 Or dunque, o re, fate senno, * ravvedetevi, o giudici della terra.
2:11 Servite al Signore con timore, * ed esultate in lui con tremore.
2:12 Abbracciate la dottrina, affinché il Signore non si adiri, * e voi non periate fuori della retta via.
2:13 Allorché quando avvamperà la sua ira, * beati tutti coloro che confidano in lui.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 3 [3]
3:2 Dómine, quid multiplicáti sunt qui tríbulant me? * multi insúrgunt advérsum me.
3:3 Multi dicunt ánimæ meæ: * Non est salus ipsi in Deo ejus.
3:4 Tu autem, Dómine, suscéptor meus es, * glória mea, et exáltans caput meum.
3:5 Voce mea ad Dóminum clamávi: * et exaudívit me de monte sancto suo.
3:6 Ego dormívi, et soporátus sum: * et exsurréxi, quia Dóminus suscépit me.
3:7 Non timébo míllia pópuli circumdántis me: * exsúrge, Dómine, salvum me fac, Deus meus.
3:8 Quóniam tu percussísti omnes adversántes mihi sine causa: * dentes peccatórum contrivísti.
3:9 Dómini est salus: * et super pópulum tuum benedíctio tua.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Salmo 3 [3]
3:2 Signore, perché si sono moltiplicati quelli che mi perseguitano? * Sono molti quelli che insorgono contro di me.
3:3 Molti dicono all'anima mia: * Per lui non vi è salute nel suo Dio.
3:4 Ma tu, o Signore, tu sei il mio scudo, * la mia gloria, e colui che rialza il mio capo.
3:5 Gridai con la mia voce al Signore, * ed egli mi esaudì dal suo monte santo.
3:6 Io dormii, e presi sonno, * e mi svegliai, perchè il Signore mi sostenne.
3:7 Non temerò le migliaia del popolo che mi circonda: * Levati, o Signore, salvami, o Dio mio.
3:8 Poiché tu hai percosso tutti coloro che senza ragione mi sono avversi: * hai spezzati i denti dei peccatori.
3:9 Del Signore è la salvezza: * e sul tuo popolo la tua benedizione.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 6 [4]
6:2 Dómine, ne in furóre tuo árguas me, * neque in ira tua corrípias me.
6:3 Miserére mei, Dómine, quóniam infírmus sum: * sana me, Dómine, quóniam conturbáta sunt ossa mea.
6:4 Et ánima mea turbáta est valde: * sed tu, Dómine, úsquequo?
6:5 Convértere, Dómine, et éripe ánimam meam: * salvum me fac propter misericórdiam tuam.
6:6 Quóniam non est in morte qui memor sit tui: * in inférno autem quis confitébitur tibi?
6:7 Laborávi in gémitu meo, lavábo per síngulas noctes lectum meum: * lácrimis meis stratum meum rigábo.
6:8 Turbátus est a furóre óculus meus: * inveterávi inter omnes inimícos meos.
6:9 Discédite a me, omnes, qui operámini iniquitátem: * quóniam exaudívit Dóminus vocem fletus mei.
6:10 Exaudívit Dóminus deprecatiónem meam, * Dóminus oratiónem meam suscépit.
6:11 Erubéscant, et conturbéntur veheménter omnes inimíci mei: * convertántur et erubéscant valde velóciter.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Servíte Dómino in timóre, et exsultáte ei cum tremóre.

Salmo 6 [4]
6:2 Signore, non mi riprendere nel tuo furore, * e non mi rimproverare nell'ira tua.
6:3 Abbi pietà di me, o Signore, perché sono senza forze: * risanami, o Signore, perché le mie ossa tremano.
6:4 E l'anima mia è grandemente turbata: * ma tu, o Signore, fino a quando?.
6:5 Volgiti, o Signore, e libera l'anima mia: * salvami per la tua misericordia.
6:6 Poiché nella morte non è chi di te si ricordi: * e nell'inferno chi mai ti confesserà?
6:7 Sono stanco nel mio gemito, ogni notte bagnerò [di pianto] il mio letto, * irrigherò con le mie lacrime il mio giaciglio.
6:8 Il mio occhio è turbato per l'indignazione: * sono invecchiato in mezzo a tutti i miei nemici.
6:9 Allontanatevi da me, voi tutti che operate l'iniquità, * perché il Signore ha esaudito la voce del mio pianto.
6:10 Il Signore ha esaudito la mia supplica, * ha accolto la mia preghiera.
6:11 Siano confusi e conturbati grandemente tutti i miei nemici; * voltino le spalle e siano confusi in un attimo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Servite al Signore con timore, ed esultate in lui con tremore.
Ant. Deus judex
Psalmus 7 [5]
7:2 Dómine, Deus meus, in te sperávi: * salvum me fac ex ómnibus persequéntibus me, et líbera me.
7:3 Nequándo rápiat ut leo ánimam meam, * dum non est qui rédimat, neque qui salvum fáciat.
7:4 Dómine, Deus meus, si feci istud, * si est iníquitas in mánibus meis:
7:5 Si réddidi retribuéntibus mihi mala, * décidam mérito ab inimícis meis inánis.
7:6 Persequátur inimícus ánimam meam, et comprehéndat, et concúlcet in terra vitam meam, * et glóriam meam in púlverem dedúcat.
7:7 Exsúrge, Dómine, in ira tua: * et exaltáre in fínibus inimicórum meórum.
7:7 Et exsúrge, Dómine, Deus meus, in præcépto quod mandásti: * et synagóga populórum circúmdabit te.
7:8 Et propter hanc in altum regrédere: * Dóminus júdicat pópulos.
7:9 Júdica me, Dómine, secúndum justítiam meam, * et secúndum innocéntiam meam super me.
7:10 Consumétur nequítia peccatórum, et díriges justum, * scrutans corda et renes, Deus.
7:11 Justum adjutórium meum a Dómino, * qui salvos facit rectos corde.
7:12 Deus judex justus, fortis, et pátiens: * numquid iráscitur per síngulos dies?
7:13 Nisi convérsi fuéritis, gládium suum vibrábit: * arcum suum teténdit, et parávit illum.
7:14 Et in eo parávit vasa mortis: * sagíttas suas ardéntibus effécit.
7:15 Ecce, partúriit injustítiam: * concépit dolórem, et péperit iniquitátem.
7:16 Lacum apéruit, et effódit eum: * et íncidit in fóveam quam fecit.
7:17 Convertétur dolor ejus in caput ejus: * et in vérticem ipsíus iníquitas ejus descéndet.
7:18 Confitébor Dómino secúndum justítiam ejus: * et psallam nómini Dómini altíssimi.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Dio è un giudice
Salmo 7 [5]
7:2 Signore, mio Dio, ho sperato in te: * salvami da tutti quelli che mi perseguitano e liberami.
7:3 Affinché qual leone non rapisca l'anima mia * se non vi sia chi mi liberi e mi salvi.
7:4 Signore, mio Dio, se ho fatta tal cosa, * se v'è iniquità nelle mie mani.
7:5 Se ho reso male a quelli che a me ne facevano, * cada io giustamente senza difesa davanti ai miei nemici.
7:6 Perseguiti il nemico la mia anima * e la raggiunga, calpesti a terra la mia vita, e trascini nella polvere la mia gloria.
7:7 Sorgi, o Signore, nell'ira tua, * ed esaltati in mezzo ai miei nemici.
7:7 Sorgi, o Signore, mio Dio, secondo il precetto che tu hai stabilito: * e l'assemblea dei popoli ti circonderà.
7:8 E a motivo di essa tu ritorna in alto: * Il Signore giudica i popoli.
7:9 Giudicami, o Signore, secondo la mia giustizia, * e secondo l'innocenza che è in me.
7:10 La malvagità dei peccatori avrà fine, e tu guiderai il giusto, * tu, o Dio, che scruti i cuori e i reni.
7:11 Il mio giusto soccorso [verrà] dal Signore, * che salva i retti di cuore.
7:12 Dio è un giudice giusto, forte e paziente, * si adira egli forse ogni giorno?
7:13 Se voi non vi convertirete, egli brandirà la sua spada: * ha teso il suo arco, e lo tien pronto.
7:14 E con esso, ha preparato strumenti di morte, * ha rese infuocate le sue frecce.
7:15 Ecco ha partorito l'ingiustizia, * ha concepito dolore ed ha partorito l'iniquità.
7:16 Ha aperta una fossa e l'approfondì, * ed è caduto nella fossa che aveva fatta.
7:17 Il suo dolore gli ricadrà sul capo, * e la sua iniquità discenderà sulla sua testa.
7:18 Io loderò il Signore per la sua giustizia, * e inneggerò al nome del Signore altissimo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 8 [6]
8:2 Dómine, Dóminus noster, * quam admirábile est nomen tuum in univérsa terra!
8:2 Quóniam eleváta est magnificéntia tua, * super cælos.
8:3 Ex ore infántium et lacténtium perfecísti laudem propter inimícos tuos, * ut déstruas inimícum et ultórem.
8:4 Quóniam vidébo cælos tuos, ópera digitórum tuórum: * lunam et stellas, quæ tu fundásti.
8:5 Quid est homo quod memor es ejus? * aut fílius hóminis, quóniam vísitas eum?
8:6 Minuísti eum paulo minus ab Ángelis, glória et honóre coronásti eum: * et constituísti eum super ópera mánuum tuárum.
8:8 Ómnia subjecísti sub pédibus ejus, * oves et boves univérsas: ínsuper et pécora campi.
8:9 Vólucres cæli, et pisces maris, * qui perámbulant sémitas maris.
8:10 Dómine, Dóminus noster, * quam admirábile est nomen tuum in univérsa terra!
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Salmo 8 [6]
8:2 Signore, Signor nostro, * quanto è ammirabile il tuo nome su tutta la terra!
8:2 Poiché la tua maestà si eleva * sopra dei cieli.
8:3 Dalla bocca dei fanciulli e dei lattanti cavi perfetta lode contro i tuoi nemici, * per distruggere il nemico e il vendicativo.
8:4 Or io contemplo i tuoi cieli, opera delle tue dita, * la luna e le stelle che vi hai disposto.
8:5 Che cosa è l'uomo che tu ti ricordi di lui? * o il figlio dell'uomo, che tu lo visiti?
8:6 Lo hai fatto per poco inferiore agli angeli, lo hai coronato di gloria e di onore: * E lo hai costituito sopra le opere delle tue mani.
8:8 Hai posto tutte le cose sotto i suoi piedi; * le pecore e i buoi tutti quanti e anche gli animali del campo;
8:9 Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, * che percorrono i sentieri del mare.
8:10 O Signore, Signor nostro, * quanto è ammirabile il tuo nome su tutta la terra!
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 9 [7]
9:2 Confitébor tibi, Dómine, in toto corde meo: * narrábo ómnia mirabília tua.
9:3 Lætábor et exsultábo in te: * psallam nómini tuo, Altíssime.
9:4 In converténdo inimícum meum retrórsum: * infirmabúntur, et períbunt a fácie tua.
9:5 Quóniam fecísti judícium meum et causam meam: * sedísti super thronum, qui júdicas justítiam.
9:6 Increpásti gentes, et périit ímpius: * nomen eórum delésti in ætérnum, et in sǽculum sǽculi.
9:7 Inimíci defecérunt frámeæ in finem: * et civitátes eórum destruxísti.
9:8 Périit memória eórum cum sónitu: * et Dóminus in ætérnum pérmanet.
9:9 Parávit in judício thronum suum: * et ipse judicábit orbem terræ in æquitáte, judicábit pópulos in justítia.
9:10 Et factus est Dóminus refúgium páuperi: * adjútor in opportunitátibus, in tribulatióne.
9:11 Et sperent in te qui novérunt nomen tuum: * quóniam non dereliquísti quæréntes te, Dómine.
9:12 Psállite Dómino, qui hábitat in Sion: * annuntiáte inter gentes stúdia ejus:
9:13 Quóniam requírens sánguinem eórum recordátus est: * non est oblítus clamórem páuperum.
9:14 Miserére mei, Dómine: * vide humilitátem meam de inimícis meis.
9:15 Qui exáltas me de portis mortis, * ut annúntiem omnes laudatiónes tuas in portis fíliæ Sion.
9:16 Exsultábo in salutári tuo: * infíxæ sunt gentes in intéritu, quem fecérunt.
9:16 In láqueo isto, quem abscondérunt, * comprehénsus est pes eórum.
9:17 Cognoscétur Dóminus judícia fáciens: * in opéribus mánuum suárum comprehénsus est peccátor.
9:18 Convertántur peccatóres in inférnum, * omnes gentes quæ obliviscúntur Deum.
9:19 Quóniam non in finem oblívio erit páuperis: * patiéntia páuperum non períbit in finem.
9:20 Exsúrge, Dómine, non confortétur homo: * judicéntur gentes in conspéctu tuo.
9:21 Constítue, Dómine, legislatórem super eos: * ut sciant gentes quóniam hómines sunt.
9:22 Ut quid, Dómine, recessísti longe, * déspicis in opportunitátibus, in tribulatióne?
9:23 Dum supérbit ímpius, incénditur pauper: * comprehendúntur in consíliis quibus cógitant.
9:24 Quóniam laudátur peccátor in desidériis ánimæ suæ: * et iníquus benedícitur.
9:25 Exacerbávit Dóminum peccátor, * secúndum multitúdinem iræ suæ non quǽret.
9:26 Non est Deus in conspéctu ejus: * inquinátæ sunt viæ illíus in omni témpore.
9:26 Auferúntur judícia tua a fácie ejus: * ómnium inimicórum suórum dominábitur.
9:27 Dixit enim in corde suo: * Non movébor a generatióne in generatiónem sine malo.
9:28 Cujus maledictióne os plenum est, et amaritúdine, et dolo: * sub lingua ejus labor et dolor.
9:29 Sedet in insídiis cum divítibus in occúltis: * ut interfíciat innocéntem.
9:30 Óculi ejus in páuperem respíciunt: * insidiátur in abscóndito, quasi leo in spelúnca sua.
9:30 Insidiátur ut rápiat páuperem: * rápere páuperem, dum áttrahit eum.
9:31 In láqueo suo humiliábit eum: * inclinábit se, et cadet, cum dominátus fúerit páuperum.
9:32 Dixit enim in corde suo: Oblítus est Deus, * avértit fáciem suam ne vídeat in finem.
9:33 Exsúrge, Dómine Deus, exaltétur manus tua: * ne obliviscáris páuperum.
9:34 Propter quid irritávit ímpius Deum? * dixit enim in corde suo: Non requíret.
9:35 Vides quóniam tu labórem et dolórem consíderas: * ut tradas eos in manus tuas.
9:35 Tibi derelíctus est pauper: * órphano tu eris adjútor.
9:36 Cóntere brácchium peccatóris et malígni: * quærétur peccátum illíus, et non inveniétur.
9:37 Dóminus regnábit in ætérnum, et in sǽculum sǽculi: * períbitis, gentes, de terra illíus.
9:38 Desidérium páuperum exaudívit Dóminus: * præparatiónem cordis eórum audívit auris tua.
9:39 Judicáre pupíllo et húmili, * ut non appónat ultra magnificáre se homo super terram.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Salmo 9 [7]
9:2 Ti loderò, o Signore, con tutto il mio cuore: * racconterò tutte le tue meraviglie.
9:3 Mi rallegrerò ed esulterò in te; * canterò inni al tuo nome, o Altissimo.
9:4 Quando avrai fatto voltar indietro i miei nemici, * saranno senza forze, e periranno al tuo cospetto.
9:5 Perché tu hai sostenuto il mio diritto e la mia causa: * ti sei assiso sul trono, tu che giudichi con giustizia.
9:6 Tu hai rampognato [ingiuriato] le nazioni, e l'empio è perito: * hai cancellato il loro nome in eterno e per tutti i secoli.
9:7 Le spade del nemico hanno perduto la loro forza per sempre: * tu hai distrutto le loro città.
9:8 Perì con fracasso la loro memoria. * Ma il Signore sussiste in eterno.
9:9 Egli ha preparato il suo trono per il giudizio: * ed egli stesso giudicherà il mondo con equità, giudicherà i popoli con giustizia.
9:10 E il Signore è rifugio al povero: * aiuto nelle occorrenze, nella tribolazione.
9:11 E sperino in te quelli che conoscono il tuo nome: * perché tu non abbandoni coloro che ti cercano, o Signore.
9:12 Cantate inni al Signore che abita in Sion: * annunziate tra le nazioni i suoi consigli:
9:13 Perché colui che fa vendetta del sangue, si è ricordato di essi: * non ha dimenticato il grido dei poveri.
9:14 Abbi pietà di me, o Signore, * vedi la mia umiliazione per opera dei miei nemici.
9:15 Tu che mi rialzi dalle porte della morte, * affinché io annunzi tutte le tue lodi alle porte della figlia di Sion.
9:16 Esulterò per la salvezza che viene da te: * Le genti si sono sommerse nella fossa che avevano fatta.
9:16 Nel laccio stesso, che avevano nascosto, * è stato preso il loro piede.
9:17 Sarà conosciuto il Signore, che fa giustizia; * il peccatore fu preso nelle opere delle sue mani.
9:18 Siano travolti nell'inferno i peccatori, * tutte le genti che dimenticano Dio.
9:19 Perché non per sempre sarà dimenticato il povero: * la pazienza dei poveri, non sarà vana per sempre.
9:20 Levati, o Signore, non prevalga l'uomo: * siano giudicate le genti al tuo cospetto.
9:21 Poni sopra di loro, o Signore, un legislatore, * affinché le genti conoscano che sono uomini.
9:22 Perché, o Signore, ti sei ritirato lontano, * non ci riguardi nel bisogno, nella tribolazione?
9:23 Mentre l'empio insolentisce, il povero si consuma: * sono presi nelle trame che ordiscono.
9:24 Poiché il peccatore è lodato nei desideri dell'anima sua, * e l'iniquo è benedetto.
9:25 Il peccatore ha esacerbato il Signore; * nella grandezza della sua arroganza non si curerà di nulla.
9:26 Dio non è davanti ai suoi occhi. * Le sue vie sono contaminate in ogni tempo.
9:26 I tuoi giudizi sono lungi dalla sua vista: * egli dominerà su tutti i suoi nemici.
9:27 Poiché ha detto nel suo cuore: * Io non sarò scosso, di generazione in generazione [sarò] senza male.
9:28 La sua bocca è piena di maledizione e di amarezza e di frode: * sotto la sua lingua vi è affanno e dolore.
9:29 Sta in agguato con i ricchi in luoghi nascosti * per uccidere l'innocente.
9:30 I suoi occhi sono rivolti sul povero. * Sta in agguato nei nascondigli come un leone nella sua tana.
9:30 Sta in agguato per avventarsi sul povero, * per avventarsi sul povero traendolo nella sua rete.
9:31 Nel suo laccio lo abbatterà, * si chinerà e si abbasserà quando si sarà reso padrone dei poveri.
9:32 Egli infatti ha detto in cuor suo: Dio non ricorda, * ha volto altrove la faccia per non vedere mai nulla.
9:33 Levati, o Signore Dio, si alzi la tua mano: * non ti scordare dei poveri.
9:34 Per qual motivo l'empio ha irritato Dio? * perché ha detto in cuor suo: Egli non si curerà di nulla.
9:35 Tu lo vedi, poiché tu consideri il travaglio e il dolore: * per abbandonare gli empi nelle tue mani.
9:35 Il povero è rimesso alla tua cura: * tu sarai l'aiuto dell'orfano.
9:36 Spezza il braccio del peccatore è del maligno: * si cercherà il suo peccato e non si troverà.
9:37 Il Signore regnerà in eterno, e per tutti i secoli: * voi, o nazioni, sarete sterminate dalla sua terra.
9:38 Il Signore ha esaudito il desiderio dei poveri: * il tuo orecchio ha ascoltato la preparazione del loro cuore.
9:39 Per far giustizia al pupillo e all'oppresso, * affinché l'uomo non seguiti più a magnificarsi, sopra la terra.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 10 [8]
10:2 In Dómino confído: quómodo dícitis ánimæ meæ: * Tránsmigra in montem sicut passer?
10:3 Quóniam ecce peccatóres intendérunt arcum, paravérunt sagíttas suas in pháretra, * ut sagíttent in obscúro rectos corde.
10:4 Quóniam quæ perfecísti, destruxérunt: * justus autem quid fecit?
10:5 Dóminus in templo sancto suo, * Dóminus in cælo sedes ejus.
10:5 Óculi ejus in páuperem respíciunt: * pálpebræ ejus intérrogant fílios hóminum.
10:6 Dóminus intérrogat justum et ímpium: * qui autem díligit iniquitátem, odit ánimam suam.
10:7 Pluet super peccatóres láqueos: * ignis, et sulphur, et spíritus procellárum pars cálicis eórum.
10:8 Quóniam justus Dóminus, et justítias diléxit: * æquitátem vidit vultus ejus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Deus judex justus fortis et longanimus, numquid irascétur per síngulos dies.

Salmo 10 [8]
10:2 Io confido nel Signore: come voi dite alla mia anima: * Emigra Sul monte come un passero?
10:3 Perché, ecco i peccatori hanno teso l'arco, tengono preparate nella faretra le loro saette * per saettare nell'oscurità i retti di cuore.
10:4 Perché quello che tu facesti lo hanno distrutto * ma il giusto che cosa ha fatto?
10:5 Il Signore [è] nel santo suo tempio, * il Signore ha la sua sede nel cielo.
10:5 I suoi occhi sono rivolti al povero; * le sue palpebre esaminano i figli degli uomini.
10:6 Il Signore esamina il giusto e l'empio: * e chi ama l'iniquità, odia la sua propria anima.
10:7 Pioverà lacci sopra i peccatori: * fuoco e zolfo e vento procelloso è la porzione del loro calice.
10:8 Poiché il Signore è giusto, ed ama la giustizia; * la sua faccia guarda l'equità.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Dio è un giudice giusto, forte e paziente, si adira egli forse ogni giorno?
Ant. Tu Dómine
Psalmus 11 [9]
11:2 Salvum me fac, Dómine, quóniam defécit sanctus: * quóniam diminútæ sunt veritátes a fíliis hóminum.
11:3 Vana locúti sunt unusquísque ad próximum suum: * lábia dolósa, in corde et corde locúti sunt.
11:4 Dispérdat Dóminus univérsa lábia dolósa, * et linguam magníloquam.
11:5 Qui dixérunt: Linguam nostram magnificábimus, lábia nostra a nobis sunt, * quis noster Dóminus est?
11:6 Propter misériam ínopum, et gémitum páuperum, * nunc exsúrgam, dicit Dóminus.
11:6 Ponam in salutári: * fiduciáliter agam in eo.
11:7 Elóquia Dómini, elóquia casta: * argéntum igne examinátum, probátum terræ purgátum séptuplum.
11:8 Tu, Dómine, servábis nos: et custódies nos * a generatióne hac in ætérnum.
11:9 In circúitu ímpii ámbulant: * secúndum altitúdinem tuam multiplicásti fílios hóminum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Tu, o Signore,
Salmo 11 [9]
11:2 Salvami, o Signore, perché non v'è più alcun santo, * perché è venuta meno la verità tra i figli degli uomini.
11:3 Hanno detto ciascuno al suo prossimo cose vane: * labbra ingannatrici hanno parlato con doppio cuore.
11:4 Stermini il Signore tutte le labbra ingannatrici, * e la lingua che parla con iattanza [tracotanza].
11:5 Essi hanno detto: Magnificheremo la nostra lingua, le nostre labbra appartengono * a noi, chi è nostro padrone?
11:6 A motivo dell'afflizione dei miserabili, e del gemito dei poveri, * adesso mi leverò, dice il Signore.
11:6 Lo stabilirò nella salute: * agirò liberamente per lui.
11:7 Le parole del Signore sono parole pure: * argento passato per il fuoco, purificato nella terra, raffinato sette volte.
11:8 Tu, o Signore, ci salverai e ci difenderai * in eterno da questa generazione.
11:9 Gli empi van girando all'intorno: * secondo la tua altissima sapienza tu hai moltiplicati i figli degli uomini.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 12 [10]
12:1 Úsquequo, Dómine, obliviscéris me in finem? * Úsquequo avértis fáciem tuam a me?
12:2 Quámdiu ponam consília in ánima mea, * dolórem in corde meo per diem?
12:3 Úsquequo exaltábitur inimícus meus super me? * réspice, et exáudi me, Dómine, Deus meus.
12:4 Illúmina óculos meos ne umquam obdórmiam in morte: * nequándo dicat inimícus meus: Præválui advérsus eum.
12:5 Qui tríbulant me, exsultábunt si motus fúero: * ego autem in misericórdia tua sperávi.
12:6 Exsultábit cor meum in salutári tuo: cantábo Dómino qui bona tríbuit mihi: * et psallam nómini Dómini altíssimi.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Salmo 12 [10]
12:1 Fino a quando, o Signore, ti dimenticherai sempre di me? * fino a quando volti da me la tua faccia?
12:2 Fino a quando accumulerò pensieri nell'anima mia, * ogni giorno tormento nel mio cuore?
12:3 Fino a quando il mio nemico prevarrà sopra di me? * Volgiti a me, ed esaudiscimi, Signore, Dio mio.
12:4 Illumina i miei occhi affinché io non mi addormenti mai nella morte: * Affinché un giorno il mio nemico non dica: Io l'ho vinto.
12:5 Coloro che mi affliggono esulteranno se io vacillerò. * Ma io ho sperato nella tua misericordia.
12:6 Il mio cuore esulterà per la salvezza da te ricevuta: io canterò al Signore che mi ha colmato di beni: * e inneggerò al nome del Signore altissimo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 13 [11]
13:1 Dixit insípiens in corde suo: * non est Deus.
13:1 Corrúpti sunt, et abominábiles facti sunt in stúdiis suis: * non est qui fáciat bonum, non est usque ad unum.
13:2 Dóminus de cælo prospéxit super fílios hóminum, * ut vídeat si est intéllegens, aut requírens Deum.
13:3 Omnes declinavérunt, simul inútiles facti sunt: * non est qui fáciat bonum, non est usque ad unum.
13:3 Sepúlcrum patens est guttur eórum: linguis suis dolóse agébant * venénum áspidum sub lábiis eórum.
13:3 Quorum os maledictióne et amaritúdine plenum est: * velóces pedes eórum ad effundéndum sánguinem.
13:3 Contrítio et infelícitas in viis eórum, et viam pacis non cognovérunt: * non est timor Dei ante óculos eórum.
13:4 Nonne cognóscent omnes qui operántur iniquitátem, * qui dévorant plebem meam sicut escam panis?
13:5 Dóminum non invocavérunt, * illic trepidavérunt timóre, ubi non erat timor.
13:6 Quóniam Dóminus in generatióne justa est, consílium ínopis confudístis: * quóniam Dóminus spes ejus est.
13:7 Quis dabit ex Sion salutáre Israël? * cum avérterit Dóminus captivitátem plebis suæ, exsultábit Jacob, et lætábitur Israël.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Salmo 13 [11]
13:1 L'insensato ha detto in cuor, suo: * Dio non c'è.
13:1 Sono corrotti, commettono abominevoli azioni; * non c'è chi faccia il bene, nemmeno uno!
13:2 Il Signore dal cielo osserva i figli degli uomini, * per vedere se ce n'è uno saggio e che cerchi Dio.
13:3 Tutti sono traviati, tutti egualmente pervertiti; * non v'è chi faccia il bene, nemmeno uno!
13:3 È come sepolcro spalancato la loro bocca; la lingua loro tesse inganni; * le loro labbra distillano il veleno dell'aspide.
13:3 La loro bocca è piena di maledizione e di amarezza; * i loro piedi sono veloci quando si tratta di spargere sangue.
13:3 Sui loro sentieri seminano afflizione e desolazione; non conoscono la via della pace; * non hanno davanti agli occhi il timor di Dio.
13:4 Così insensati sono tutti quelli che commettono l'iniquità * e che divorano il mio popolo come un pezzo di pane?
13:5 Non invocano il Signore * e tremano quando non v'è ragione di tremare.
13:6 Il Signore è col ceto dei giusti. Voi sprezzate il consiglio del povero, * ma il Signore è il suo asilo.
13:7 Quando uscirà da Sion il salvatore d'Israele? * Allorché il Signore ricondurrà il suo popolo dalla schiavitù, esulterà Giacobbe e Israele si rallegrerà.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 14 [12]
14:1 Dómine, quis habitábit in tabernáculo tuo? * aut quis requiéscet in monte sancto tuo?
14:2 Qui ingréditur sine mácula, * et operátur justítiam:
14:3 Qui lóquitur veritátem in corde suo, * qui non egit dolum in lingua sua:
14:3 Nec fecit próximo suo malum, * et oppróbrium non accépit advérsus próximos suos.
14:4 Ad níhilum dedúctus est in conspéctu ejus malígnus: * timéntes autem Dóminum gloríficat:
14:5 Qui jurat próximo suo, et non décipit, * qui pecúniam suam non dedit ad usúram, et múnera super innocéntem non accépit.
14:5 Qui facit hæc: * non movébitur in ætérnum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Tu Dómine servábis nos et custódies nos.

Salmo 14 [12]
14:1 Signore, chi abiterà nel tuo tabernacolo * o chi riposerà sul tuo santo monte?
14:2 Colui che vive senza macchia, * e pratica la giustizia:
14:3 Colui che dice la verità nel suo cuore, * e non ha ordito frode con la sua lingua:
14:3 Non ha fatto del male al suo prossimo * e non ha accolto maldicenza contro i suoi simili.
14:4 Ai suoi occhi il maligno è un niente, * ma egli onora quelli che temono il Signore.
14:5 Colui che giura al suo prossimo e non lo inganna. * Non dà il suo denaro ad usura, e non riceve regali contro l'innocente:
14:5 Chi fa tali cose * non sarà smosso in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Tu, o Signore, ci salverai e ci difenderai.
V. Ipse liberávit me de láqueo venántium.
R. Et a verbo áspero.
V. Egli mi ha liberato dal laccio dei cacciatori.
R. E dalla parola funesta.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Exáudi, Dómine Jesu Christe, preces servórum tuórum, et miserére nobis: Qui cum Patre et Spíritu Sancto vivis et regnas in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Esaudisci, Signore Gesù Cristo, le preghiere dei tuoi servi, ed abbi pietà di noi: tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Benedictióne perpétua benedícat nos Pater ætérnus. Amen.

Lectio 1
De libro Génesis
Gen 5:31; 6:1-4
31 Noë vero cum quingentórum esset annórum, génuit Sem, Cham et Japheth.
1 Cumque cœpíssent hómines multiplicári super terram, et fílias procreássent,
2 Vidéntes fílii Dei fílias hóminum quod essent pulchræ, accepérunt sibi uxóres ex ómnibus, quas elégerant.
3 Dixítque Deus: Non permanébit spíritus meus in hómine in ætérnum, quia caro est: erúntque dies illíus centum vigínti annórum.
4 Gigántes autem erant super terram in diébus illis: postquam enim ingréssi sunt fílii Dei ad fílias hóminum, illǽque genuérunt, isti sunt poténtes a sǽculo viri famósi.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Dixit Dóminus ad Noë: Finis univérsæ carnis venit coram me: repléta est terra iniquitáte eórum,
* Et ego dispérdam eos cum terra.
V. Fac tibi arcam de lignis lævigátis, mansiúnculas in ea fácies.
R. Et ego dispérdam eos cum terra.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Con una benedizione perpetua ci benedica l'eterno Padre. Amen.

Lettura 1
Dal libro del Genesi
Gen 5:31; 6:1-4
31 Noè poi, quand'era di cinquant'anni, ebbe Sem, Cam e Jafet.
1 Ora quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra, e ad avere delle figlie,
2 I figli di Dio vedendo che le figlie degli uomini erano belle, presero per loro mogli quelle fra esse che loro piacquero.
3 Allora Dio disse: Il mio spirito non durerà nell'uomo per sempre, perch'egli non è che di carne: e i suoi giorni saranno centoventi anni.
4 Ora in quel tempo c'erano i giganti sulla terra. Perché quando i figli di Dio si sposarono colle figlie degli uomini ed ebbero figli, sorsero i famosi eroi dei tempi antichi.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il Signore disse a Noè: Per me è venuta la fine di tutti gli uomini: la terra è ripiena delle loro iniquità,
* Ed io li sterminerò insiem colla terra.
V. Fatti un'arca di legni piallati, e ci farai delle celle.
R. Ed io li sterminerò insiem colla terra.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Unigénitus Dei Fílius nos benedícere et adjuváre dignétur. Amen.

Lectio 2
Gen 6:5-8
5 Videns autem Deus quod multa malítia hóminum esset in terra, et cuncta cogitátio cordis inténta esset ad malum omni témpore,
6 Pœnítuit eum quod hóminem fecísset in terra. Et tactus dolóre cordis intrínsecus,
7 Delébo, inquit, hóminem, quem creávi, a fácie terræ, ab hómine usque ad animántia, a réptili usque ad vólucres cæli: pœ́nitet enim me fecísse eos.
8 Noë vero invénit grátiam coram Dómino.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Noë, vir justus atque perféctus, cum Deo ambulávit:
* Et fecit ómnia quæcúmque præcépit ei Deus.
V. Fecit sibi arcam, ut salvarétur univérsum semen.
R. Et fecit ómnia quæcúmque præcépit ei Deus.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'unigenito Figlio di Dio si degni di benedirci e di aiutarci. Amen.

Lettura 2
Gen 6:5-8
5 Ma Dio, vedendo che la malvagità degli uomini era grande sulla terra, e che ogni pensiero del loro cuore era rivolto in ogni tempo al male,
6 Si pentì d'aver fatto l'uomo sulla terra. E tocco in cuore da profondo dolore:
7 Sterminerò, disse, dalla faccia della terra l'uomo che ho creato, e, con l'uomo, anche gli animali, dai rettili fino agli uccelli dell'aria. Perché son pentito d'averli fatti.
8 Ma Noè trovò grazia dinanzi al Signore.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Noè, uomo giusto e perfetto, camminò con Dio:
* E fece tutto quanto Dio gli aveva comandato.
V. Si fece un'arca per salvare la razza di ciascuna specie.
R. E fece tutto quanto Dio gli aveva comandato.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Spíritus Sancti grátia illúminet sensus et corda nostra. Amen.

Lectio 3
Gen 6:9-15
9 Hæ sunt generatiónes Noë: Noë vir justus atque perféctus fuit in generatiónibus suis; cum Deo ambulávit.
10 Et génuit tres fílios, Sem, Cham et Japheth.
11 Corrúpta est autem terra coram Deo, et repléta est iniquitáte.
12 Cumque vidísset Deus terram esse corrúptam (omnis quippe caro corrúperat viam suam super terram),
13 Dixit ad Noë: Finis univérsæ carnis venit coram me: repléta est terra iniquitáte a fácie eórum, et ego dispérdam eos cum terra.
14 Fac tibi arcam de lignis lævigátis; mansiúnculas in arca fácies, et bitúmine línies intrínsecus et extrínsecus.
15 Et sic fácies eam: trecentórum cubitórum erit longitúdo arcæ, quinquagínta cubitórum latitúdo, et trigínta cubitórum altitúdo illíus.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Quadragínta dies et noctes apérti sunt cæli, et ex omni carne habénte spíritum vitæ ingréssa sunt in arcam:
* Et clausit a foris óstium Dóminus.
V. In artículo diéi illíus ingréssus est Noë in arcam et fílii ejus, et uxor illíus et uxóres filiórum ejus.
R. Et clausit a foris óstium Dóminus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Et clausit a foris óstium Dóminus.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La grazia dello Spirito Santo illumini i nostri sensi e i nostri cuori. Amen.

Lettura 3
Gen 6:9-15
9 Questi sono i figli di Noè: Noè fu uomo giusto e perfetto fra i suoi contemporanei, e camminò con Dio.
10 Ed ebbe tre figli, Sem, Cam e Jafet.
11 Ma la terra era corrotta davanti a Dio, e piena d'iniquità.
12 E Dio, vedendo che la terra era corrotta (ché ogni uomo teneva sulla terra una condotta depravata),
13 Disse a Noè : Per me è venuta la fine di tutti gli uomini: la terra per opera loro è piena d'iniquità, e io li sterminerò insiem colla terra.
14 Fatti un'arca di legni piallati; nell'arca farai delle celle, e la spalmerai di bitume dentro e fuori.
15 E la farai così: La lunghezza dell'arca sarà di trecento cubiti, la larghezza di cinquanta, e l'altezza di trenta cubiti.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Per quaranta giorni e notti furono aperti i cieli, ed ogni specie di animali aventi vita entrarono nell'arca:
* E il Signore ne chiuse la porta dal di fuori.
V. In quel giorno stesso Noè entrò nell'arca coi suoi figli, e la moglie sua, e le mogli dei suoi figli.
R. E il Signore ne chiuse la porta dal di fuori.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E il Signore ne chiuse la porta dal di fuori.
Nocturn II.
Ant. Bonórum meórum
Psalmus 15 [13]
15:1 Consérva me, Dómine, quóniam sperávi in te. * Dixi Dómino: Deus meus es tu, quóniam bonórum meórum non eges.
15:3 Sanctis, qui sunt in terra ejus, * mirificávit omnes voluntátes meas in eis.
15:4 Multiplicátæ sunt infirmitátes eórum: * póstea acceleravérunt.
15:4 Non congregábo conventícula eórum de sanguínibus, * nec memor ero nóminum eórum per lábia mea.
15:5 Dóminus pars hereditátis meæ, et cálicis mei: * tu es, qui restítues hereditátem meam mihi.
15:6 Funes cecidérunt mihi in præcláris: * étenim heréditas mea præclára est mihi.
15:7 Benedícam Dóminum, qui tríbuit mihi intelléctum: * ínsuper et usque ad noctem increpuérunt me renes mei.
15:8 Providébam Dóminum in conspéctu meo semper: * quóniam a dextris est mihi, ne commóvear.
15:9 Propter hoc lætátum est cor meum, et exsultávit lingua mea: * ínsuper et caro mea requiéscet in spe.
15:10 Quóniam non derelínques ánimam meam in inférno: * nec dabis sanctum tuum vidére corruptiónem.
15:10 Notas mihi fecísti vias vitæ, adimplébis me lætítia cum vultu tuo: * delectatiónes in déxtera tua usque in finem.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Bonórum meórum non indiges, in te sperávi, consérva, Dómine.
Nocturn II.
Ant. Non hai bisogno
Salmo 15 [13]
15:1 Conservami, o Signore, perché ho sperato in te. * Ho detto al Signore: Tu sei il mio Dio, perché non hai bisogno dei miei beni.
15:3 Verso i santi che sono nella sua terra * fece mirabili tutte le mie compiacenze per essi.
15:4 Si sono moltiplicate le loro infermità * e in seguito accelerarono il corso.
15:4 Non convocherò le loro adunanze di sangue, * né rammenterò i loro nomi con le mie labbra.
15:5 Il Signore è la parte della mia eredità e del mio calice: * sei tu che mi renderai la mia eredità.
15:6 Le funi sono cadute per me in luoghi deliziosi, * poiché la mia eredità è per me bellissima.
15:7 Benedirò il Signore che mi diede consiglio * e di più fin nella notte il mio cuore m'istruì.
15:8 Io aveva sempre il Signore presente dinanzi a me, * perché egli è alla mia destra affinché io non sia smosso.
15:9 Per questo si rallegrò il mio cuore, ed esultò la mia lingua, * e anche la mia carne riposerà nella speranza.
15:10 Perché tu non abbandonerai l'anima mia nell'inferno, * nè permetterai che il tuo santo veda la corruzione.
15:10 Mi facesti conoscere le vie della vita, mi ricolmerai di allegrezza con la tua faccia: * delizie eterne sono alla tua destra.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Non hai bisogno dei miei beni, ho sperato in te, conservami, o Signore.
Ant. Propter verba
Psalmus 16 [14]
16:1 Exáudi, Dómine, justítiam meam: * inténde deprecatiónem meam.
16:1 Áuribus pércipe oratiónem meam, * non in lábiis dolósis.
16:2 De vultu tuo judícium meum pródeat: * óculi tui vídeant æquitátes.
16:3 Probásti cor meum, et visitásti nocte: * igne me examinásti, et non est invénta in me iníquitas.
16:4 Ut non loquátur os meum ópera hóminum: * propter verba labiórum tuórum ego custodívi vias duras.
16:5 Pérfice gressus meos in sémitis tuis: * ut non moveántur vestígia mea.
16:6 Ego clamávi, quóniam exaudísti me, Deus: * inclína aurem tuam mihi, et exáudi verba mea.
16:7 Mirífica misericórdias tuas, * qui salvos facis sperántes in te.
16:8 A resisténtibus déxteræ tuæ custódi me, * ut pupíllam óculi.
16:9 Sub umbra alárum tuárum prótege me: * a fácie impiórum qui me afflixérunt.
16:10 Inimíci mei ánimam meam circumdedérunt, ádipem suum conclusérunt: * os eórum locútum est supérbiam.
16:11 Proiciéntes me nunc circumdedérunt me: * óculos suos statuérunt declináre in terram.
16:12 Suscepérunt me sicut leo parátus ad prædam: * et sicut cátulus leónis hábitans in ábditis.
16:13 Exsúrge, Dómine, prǽveni eum, et supplánta eum: * éripe ánimam meam ab ímpio, frámeam tuam ab inimícis manus tuæ.
16:14 Dómine, a paucis de terra dívide eos in vita eórum: * de abscónditis tuis adimplétus est venter eórum.
16:14 Saturáti sunt fíliis: * et dimisérunt relíquias suas párvulis suis.
16:15 Ego autem in justítia apparébo conspéctui tuo: * satiábor cum apparúerit glória tua.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Propter verba labiórum tuórum ego custodívi vias duras.
Ant. Per riguardo alle parole
Salmo 16 [14]
16:1 Ascolta, o Signore, la mia giustizia, * sii attento alla mia supplica.
16:1 Porgi l'orecchio alla mia preghiera * che viene da labbra non ingannatrici.
16:2 Dal tuo cospetto venga il mio giudizio, * vedano i tuoi occhi l'equità.
16:3 Hai provato il mio cuore, e lo hai visitato la notte. * Mi hai esaminato col fuoco e non si è trovato in me iniquità.
16:4 Affinché la mia bocca non parli secondo l'uso degli uomini: * per riguardo alle parole delle tue labbra ho battuto vie faticose.
16:5 Rendi fermi i miei passi nei tuoi sentieri, * affinché i piedi miei non vacillino.
16:6 Io gridai, perché tu mi esaudisti, o Dio: * inclina verso di me l'orecchio e ascolta le mie parole.
16:7 Fa risplendere le tue misericordie, * o tu che salvi coloro che sperano in te.
16:8 Da quelli che resistono alla tua destra difendimi * come la pupilla dell'occhio.
16:9 Sotto l'ombra delle tue ali proteggimi: * dalla faccia degli empi che mi hanno afflitto.
16:10 I miei nemici hanno circondato l'anima mia. Hanno chiuse le loro viscere: * la loro bocca ha parlato con arroganza.
16:11 Dopo avermi scacciato, adesso mi hanno circondato: * fissano i loro occhi per gettarmi a terra.
16:12 Guardano a me come un leone intento alla preda, * e come un leoncello che sta in agguato nella macchia.
16:13 Levati su, o Signore, previenilo, gettalo a terra: * libera l'anima mia dall'empio, la tua spada dai nemici della tua mano.
16:14 O Signore, nella loro vita separali da quelli pochi della terra: * il loro ventre è ripieno dei tuoi beni nascosti.
16:14 Hanno figli in abbondanza, * e lasciano i loro avanzi ai loro bambini.
16:15 Ma io nella giustizia comparirò al tuo cospetto: * sarò sazio all'apparire della tua gloria.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Per riguardo alle parole delle Tue labbra ho battuto vie faticose.
Ant. Díligam te
Psalmus 17 [15]
17:2 Díligam te, Dómine, fortitúdo mea: * Dóminus firmaméntum meum, et refúgium meum, et liberátor meus.
17:3 Deus meus adjútor meus, * et sperábo in eum.
17:3 Protéctor meus, et cornu salútis meæ, * et suscéptor meus.
17:4 Laudans invocábo Dóminum: * et ab inimícis meis salvus ero.
17:5 Circumdedérunt me dolóres mortis: * et torréntes iniquitátis conturbavérunt me.
17:6 Dolóres inférni circumdedérunt me: * præoccupavérunt me láquei mortis.
17:7 In tribulatióne mea invocávi Dóminum, * et ad Deum meum clamávi.
17:7 Et exaudívit de templo sancto suo vocem meam: * et clamor meus in conspéctu ejus, introívit in aures ejus.
17:8 Commóta est, et contrémuit terra: * fundaménta móntium conturbáta sunt, et commóta sunt, quóniam irátus est eis.
17:9 Ascéndit fumus in ira ejus: et ignis a fácie ejus exársit: * carbónes succénsi sunt ab eo.
17:10 Inclinávit cælos, et descéndit: * et calígo sub pédibus ejus.
17:11 Et ascéndit super Chérubim, et volávit: * volávit super pennas ventórum.
17:12 Et pósuit ténebras latíbulum suum, in circúitu ejus tabernáculum ejus: * tenebrósa aqua in núbibus áëris.
17:13 Præ fulgóre in conspéctu ejus nubes transiérunt, * grando et carbónes ignis.
17:14 Et intónuit de cælo Dóminus, et Altíssimus dedit vocem suam: * grando et carbónes ignis.
17:15 Et misit sagíttas suas, et dissipávit eos: * fúlgura multiplicávit, et conturbávit eos.
17:16 Et apparuérunt fontes aquárum, * et reveláta sunt fundaménta orbis terrárum:
17:16 Ab increpatióne tua, Dómine, * ab inspiratióne spíritus iræ tuæ.
17:17 Misit de summo, et accépit me: * et assúmpsit me de aquis multis.
17:18 Erípuit me de inimícis meis fortíssimis, et ab his qui odérunt me: * quóniam confortáti sunt super me.
17:19 Prævenérunt me in die afflictiónis meæ: * et factus est Dóminus protéctor meus.
17:20 Et edúxit me in latitúdinem: * salvum me fecit, quóniam vóluit me.
17:21 Et retríbuet mihi Dóminus secúndum justítiam meam: * et secúndum puritátem mánuum meárum retríbuet mihi:
17:22 Quia custodívi vias Dómini, * nec ímpie gessi a Deo meo.
17:23 Quóniam ómnia judícia ejus in conspéctu meo: * et justítias ejus non répuli a me.
17:24 Et ero immaculátus cum eo: * et observábo me ab iniquitáte mea.
17:25 Et retríbuet mihi Dóminus secúndum justítiam meam: * et secúndum puritátem mánuum meárum in conspéctu oculórum ejus.
17:26 Cum sancto sanctus eris, * et cum viro innocénte ínnocens eris:
17:27 Et cum elécto eléctus eris: * et cum pervérso pervertéris.
17:28 Quóniam tu pópulum húmilem salvum fácies: * et óculos superbórum humiliábis.
17:29 Quóniam tu illúminas lucérnam meam, Dómine: * Deus meus, illúmina ténebras meas.
17:30 Quóniam in te erípiar a tentatióne, * et in Deo meo transgrédiar murum.
17:31 Deus meus, impollúta via ejus: elóquia Dómini igne examináta: * protéctor est ómnium sperántium in se.
17:32 Quóniam quis Deus præter Dóminum? * aut quis Deus præter Deum nostrum?
17:33 Deus, qui præcínxit me virtúte: * et pósuit immaculátam viam meam.
17:34 Qui perfécit pedes meos tamquam cervórum, * et super excélsa státuens me.
17:35 Qui docet manus meas ad prǽlium: * et posuísti, ut arcum ǽreum, brácchia mea.
17:36 Et dedísti mihi protectiónem salútis tuæ: * et déxtera tua suscépit me:
17:36 Et disciplína tua corréxit me in finem: * et disciplína tua ipsa me docébit.
17:37 Dilatásti gressus meos subtus me: * et non sunt infirmáta vestígia mea:
17:38 Pérsequar inimícos meos et comprehéndam illos: * et non convértar, donec defíciant.
17:39 Confríngam illos, nec póterunt stare: * cadent subtus pedes meos.
17:40 Et præcinxísti me virtúte ad bellum: * et supplantásti insurgéntes in me subtus me.
17:41 Et inimícos meos dedísti mihi dorsum, * et odiéntes me disperdidísti.
17:42 Clamavérunt, nec erat qui salvos fáceret ad Dóminum: * nec exaudívit eos.
17:43 Et commínuam illos, ut púlverem ante fáciem venti: * ut lutum plateárum delébo eos.
17:44 Erípies me de contradictiónibus pópuli: * constítues me in caput géntium.
17:45 Pópulus quem non cognóvi servívit mihi: * in audítu auris obedívit mihi.
17:46 Fílii aliéni mentíti sunt mihi, * fílii aliéni inveteráti sunt, et claudicavérunt a sémitis suis.
17:47 Vivit Dóminus, et benedíctus Deus meus: * et exaltétur Deus salútis meæ.
17:48 Deus, qui das vindíctas mihi, et subdis pópulos sub me: * liberátor meus de inimícis meis iracúndis.
17:49 Et ab insurgéntibus in me exaltábis me: * a viro iníquo erípies me.
17:50 Proptérea confitébor tibi in natiónibus, Dómine: * et nómini tuo psalmum dicam.
17:51 Magníficans salútes Regis ejus, et fáciens misericórdiam Christo suo David: * et sémini ejus usque in sǽculum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Díligam te Dómine virtus mea.
Ant. Ti amerò io, o Signore, mia forza.
Salmo 17 [15]
17:2 Ti amerò io, o Signore, mia forza. * Il Signore è il mio fermo appoggio, e il mio rifugio, e il mio liberatore.
17:3 Il mio Dio è il mio aiuto, * e spererò in lui.
17:3 Il mio protettore, il mio corno di salvezza, * il mio difensore.
17:4 Lodandolo invocherò il Signore, * e sarò salvo dai miei nemici.
17:5 I dolori della morte mi circondarono: * e i torrenti dell'iniquità mi atterrirono.
17:6 I dolori dell'inferno mi accerchiarono; * i lacci della morte mi impigliarono.
17:7 Nella mia tribolazione invocai il Signore, * e alzai le mie grida al mio Dio.
17:7 Ed egli dal suo santo tempio udì la mia voce, * e il mio gridar dinanzi a lui arrivò alle sue orecchie.
17:8 Si commosse, e tremò la terra: * furono scosse le fondamenta dei monti e traballarono, perché egli era sdegnato con essi.
17:9 Nella sua ira saliva fumo e dalla sua faccia ardeva fuoco, * da lui furono accesi carboni.
17:10 Abbassò i cieli e discese, * e la caligine era sotto i suoi piedi.
17:11 E salì sopra i cherubini, e sciolse il suo volo: * si slanciò sull'ali dei venti.
17:12 Pose le tenebre per suo nascondiglio, è attorno a lui qual padiglione * l'acqua tenebrosa delle nubi dell'aria.
17:13 Al fulgore della sua presenza si sciolsero le nubi, * e ne venne grandine e carboni di fuoco.
17:14 E il Signore tuonò dal cielo e l'Altissimo mandò la sua voce: * grandine e carboni di fuoco.
17:15 E scagliò le sue saette, e li disperse, * moltiplicò le folgori e li atterrì.
17:16 Apparvero allora le sorgenti delle acque * e furono messi a nudo i fondamenti della terra:
17:16 Alla tua minaccia, o Signore, * al soffiare impetuoso dell'ira tua.
17:17 Stese dall'alto la mano e mi prese: * e mi trasse dalle grandi acque.
17:18 Mi liberò dai miei potentissimi nemici e da quelli che mi odiavano: * perché più forti di me.
17:19 Mi assalirono per primi nel giorno della mia sventura: * ma il Signore si fece mio protettore.
17:20 Mi trasse fuori al largo; * mi fece salvo, perché mi amò.
17:21 E il Signore mi retribuirà secondo la mia giustizia, * mi compenserà secondo la purezza delle mie mani:
17:22 Perché io ho osservato le vie del Signore, * e non operai empiamente volgendomi dal mio Dio.
17:23 Perché ho davanti agli occhi tutti i suoi giudizi, * non ho respinto da me i suoi precetti.
17:24 E sarò senza macchia dinanzi a lui, * e mi guarderò dalla mia iniquità.
17:25 E il Signore mi retribuirà secondo la mia giustizia, * e secondo la purezza delle mani mie, presente ai suoi occhi.
17:26 Col santo tu sarai santo, * coll'uomo innocente sarai innocente:
17:27 Coll'uomo sincero sarai sincero: * e con chi mal fa tu sarai mal facente.
17:28 Poiché tu salverai il popolo umile, * e umilierai gli occhi dei superbi.
17:29 Poichè tu, o Signore, dai luce alla mia lampada; * Dio mio, illumina le mie tenebre.
17:30 Poiché per te sarò tratto fuori dalla tentazione, * e col mio Dio sormonterò le mura.
17:31 La via del mio Dio è senza macchia e le parole del Signore sono provate col fuoco; * egli è protettore di quanti sperano in lui.
17:32 Chi infatti è Dio fuor del Signore? * e chi è Dio fuorché il nostro Dio?
17:33 Il Dio che mi cinse di forza: * e rendette immacolata la mia via.
17:34 Che fece i miei piedi come quelli dei cervi, * e mi ha collocato nelle alture.
17:35 Che addestra le mie mani alla battaglia, * e tu rendesti le mie braccia come un arco di bronzo.
17:36 E mi desti la protezione della tua salute, * e la tua destra mi sostenne.
17:36 E la tua disciplina mi corresse in ogni tempo, * e la tua disciplina stessa mi istruirà.
17:37 Tu allargasti le vie ai miei passi, * e non vacillarono le mie piante.
17:38 Inseguirò i miei nemici e li raggiungerò, * e non tornerò indietro finché siano distrutti.
17:39 Li abbatterò, e non potranno più reggersi: * cadranno sotto i miei piedi.
17:40 E tu mi cingesti di forza per la guerra, * e facesti cadere sotto di me quelli che insorgevano contro di me.
17:41 Hai fatto voltar le spalle ai miei nemici, * hai disperso coloro che mi odiano.
17:42 Hanno gridato e non vi era chi li salvasse: hanno gridato al Signore * e non li esaudì.
17:43 Li stritolerò come polvere dinanzi al vento, * li calpesterò come il fango delle strade.
17:44 Tu mi libererai dalle contraddizioni del popolo: * mi stabilirai capo delle nazioni.
17:45 Un popolo, che io non conoscevo, mi ha servito: * appena udì con le orecchie, mi ha ubbidito.
17:46 I figli stranieri mi hanno mentito; * i figli stranieri sono invecchiati, e zoppicando van fuori dei loro sentieri.
17:47 Viva il Signore, e sia benedetto il mio Dio * e sia esaltato il Dio della mia salvezza.
17:48 Dio che fai le mie vendette, e mi sottometti i popoli * e mi liberi dai miei nemici furiosi.
17:49 Tu mi innalzerai sopra coloro che insorgono contro di me, * mi libererai dall'uomo iniquo.
17:50 Per quésto, o Signore, ti confesserò tra le nazioni * e canterò salmi al tuo nome,
17:51 Che esalta le vittorie del suo re, e fa misericordia al suo Cristo Davide * alla sua stirpe in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Ti amerò io, o Signore, mia forza.
V. Scápulis suis obumbrábit tibi.
R. Et sub pennis ejus sperábis.
V. Egli ti coprirà con le sue ali.
R. Sotto le sue ali avrai sicurezza.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Ipsíus píetas et misericórdia nos ádjuvet, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Ci soccorra la bontà e la misericordia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Deus Pater omnípotens sit nobis propítius et clemens. Amen.

Lectio 4
Ex libro sancti Ambrósii Epíscopi de Noë et arca
Cap. 4. circa med.
Habes, quia irátus Dóminus est: quóniam quamvis cogitáret, hoc est sciret, quia homo pósitus in terræ regióne, carnem portans, sine peccáto esse non possit, (terra enim velut quidam tentatiónum locus est, caróque corruptélæ illécebra) tamen cum habérent méntem ratiónis capácem, virtutémque ánimæ infusam córpori, sine consideratióne áliqua in lapsum ruérunt, ex quo revocáre se nollent. Neque enim Deus cógitat sicut hómines, ut áliqua ei nova succédat senténtia, neque iráscitur quasi mutábilis: sed ídeo hæc legúntur, ut exprimátur peccatórum nostrórum acérbitas, quæ divínam merúerit offénsam: tamquam eoúsque incréverit culpa, ut étiam Deus, qui naturáliter non movétur aut ira, aut ódio, aut passióne ulla, provocátus videátur ad iracúndiam.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Ædificávit Noë altáre Dómino, ófferens super illud holocáustum: odoratúsque est Dóminus odórem suavitátis, et benedíxit ei, dicens:
* Créscite, et multiplicámini, et repléte terram.
V. Ecce ego státuam pactum meum vobíscum, et cum sémine vestro post vos.
R. Créscite, et multiplicámini, et repléte terram.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio Padre onnipotente ci sia benigno e clemente. Amen.

Lettura 4
Dal libro di sant'Ambrogio Vescovo su Noè e l'arca
Cap. 4 circa la metà
Si legge che il Signore si adirò: perché sebbene avesse pensato, o meglio, sapesse che l'uomo, posto in questa terra sotto il peso della carne, non possa essere senza peccato (ché la terra è come un luogo di tentazione e la carne un incentivo di corruzione), tuttavia, pur essendo dotati di ragione e pur avendo la forza dell'anima per governare il corpo, senza ritegno alcuno precipitaron nell'abisso da cui non volevano risollevarsi. Dio non la pensa come gli uomini, così che un giudizio nuovo abbia a succedere in lui a uno precedente, né si adira quasi soggetto a cambiamento: ma perciò si leggono di lui queste cose, per far intendere la gravezza dei nostri peccati, che meritò la disgrazia divina: come se le colpe fossero giunte a tale eccesso che lo stesso Dio, il quale per sua natura non è mosso né da ira, né da odio, né da alcun'altra passione, ne sembri provocato a sdegno.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Noè edificò un altare al Signore, e offrì su di esso un olocausto: e il Signore ne odorò la soave fragranza, e benedisse Noè, dicendo:
* Crescete e moltiplicatevi, e riempite la terra.
V. Ecco che io stabilirò il mio patto con voi, e colla vostra discendenza dopo di voi.
R. Crescete e moltiplicatevi, e riempite la terra.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Christus perpétuæ det nobis gáudia vitæ. Amen.

Lectio 5
Minitátus est prætérea, quod deléret hóminem. Ab hómine, inquit, usque ad pecus, et a reptílibus usque ad volatília delébo. Quid læserant irrationabília? Sed quia propter hóminem illa facta erant, eo útique deléto, propter quem facta sunt, cónsequens erat, ut étiam illa deleréntur, quia non erat qui his uterétur. Sensu autem altióre illud manifestátur: quia homo mens est, quæ est ratiónis capax. Homo enim definítur ánimal vivum, mortále, rationábile. Principáli ígitur exstíncto, étiam sensus omnis exstínguitur: eo quod nihil réliqui ad salútem supérsit, cum salútis fundaméntum virtus defécerit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Ponam arcum meum in núbibus cæli, dixit Dóminus ad Noë:
* Et recordábor fœ́deris mei, quod pépigi tecum.
V. Cumque obdúxero núbibus cælum, apparébit arcus meus in núbibus.
R. Et recordábor fœ́deris mei, quod pépigi tecum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Cristo ci doni le gioie della vita eterna. Amen.

Lettura 5
Di più egli minacciò di sterminare l'uomo. «Sterminerò, disse, dall' uomo fino agli armenti, e dai rettili fino ai volatili» Gen. 6,7. In che avevano mancato gli esseri irragionevoli? Ma siccome essi erano stati fatti per l'uomo, distrutto colui per il quale erano stati fatti, ne conseguiva che anch'essi fossero distrutti, non essendoci più chi se ne sarebbe servito. In un senso più alto ciò prova questo: che l'uomo possiede una mente capace di ragionare. L'uomo infatti si definisce un animale vivo, mortale, ragionevole. Spento in lui il meglio, si spegne ancora ogni senso: perché non gli rimane più nulla che possa salvarlo una volta che sia venuto meno il fondamento della salvezza, la virtù.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Porrò il mio arcobaleno nelle nuvole del cielo, disse il Signore a Noè:
* E mi ricorderò della mia alleanza che ho fatto con te.
V. E quando avrò coperto il cielo di nuvole, comparirà il mio arcobaleno nelle nuvole.
R. E mi ricorderò della mia alleanza che ho fatto con te.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ignem sui amóris accéndat Deus in córdibus nostris. Amen.

Lectio 6
Ad condemnatiónem autem ceterórum, et ad expressiónem pietátis divínæ, dícitur Noë apud Deum grátiam invenísse. Simul osténditur, quod hóminem justum non obúmbret aliórum offénsio, quando ipse ad totíus géneris reservátur seminárium. Qui non generatiónis nobilitáte, sed justítiæ et perfectiónis mérito laudátur. Probáti enim viri genus, virtútis prosápia est: quia sicut hóminum genus hómines, ita animárum genus virtútes sunt. Etenim famíliæ hóminum splendóre géneris nobilitántur, animárum autem clarificátur grátia splendóre virtútis.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Per memetípsum jurávi, dicit Dóminus, non adíciam ultra aquas dilúvii super terram: pacti mei recordábor
* Ut non perdam aquis dilúvii omnem carnem.
V. Arcum meum ponam in núbibus, et erit signum fœ́deris inter me et inter terram.
R. Ut non perdam aquis dilúvii omnem carnem.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Ut non perdam aquis dilúvii omnem carnem.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio accenda nei nostri cuori il fuoco del suo amore. Amen.

Lettura 6
A condanna poi degli altri uomini e ad esprimere la divina bontà, si dice che Noè trovò grazia presso Dio. Con ciò si mostra ancora che le colpe degli altri non offuscano quest'uomo giusto, perché egli è conservato per essere il padre di tutto il genere umano. Ed egli non è lodato per la nobiltà dei natali, ma per il merito della sua giustizia e santità. Infatti la nobiltà d'un uomo dabbene, è il numero delle sue virtù: perché come la nobiltà degli uomini viene dagli uomini, così quella delle anime viene dalle virtù. Infatti una famiglia è illustre per lo splendore della stirpe, ma ciò che rende illustri le anime è lo splendore delle virtù.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ho giurato su me stesso, dice il Signore, di non mandare più il diluvio sulla terra: mi ricorderò del mio patto,
* Per non distruggere più colle acque del diluvio ogni essere.
V. Porrò il mio arcobaleno nelle nuvole, e sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra.
R. Per non distruggere più colle acque del diluvio ogni essere.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Per non distruggere più colle acque del diluvio ogni essere.
Nocturn III.
Ant. Non sunt loquélæ
Psalmus 18 [16]
18:2 Cæli enárrant glóriam Dei: * et ópera mánuum ejus annúntiat firmaméntum.
18:3 Dies diéi erúctat verbum, * et nox nocti índicat sciéntiam.
18:4 Non sunt loquélæ, neque sermónes, * quorum non audiántur voces eórum.
18:5 In omnem terram exívit sonus eórum: * et in fines orbis terræ verba eórum.
18:6 In sole pósuit tabernáculum suum: * et ipse tamquam sponsus procédens de thálamo suo:
18:6 Exsultávit ut gigas ad curréndam viam, * a summo cælo egréssio ejus:
18:7 Et occúrsus ejus usque ad summum ejus: * nec est qui se abscóndat a calóre ejus.
18:8 Lex Dómini immaculáta, convértens ánimas: * testimónium Dómini fidéle, sapiéntiam præstans párvulis.
18:9 Justítiæ Dómini rectæ, lætificántes corda: * præcéptum Dómini lúcidum, illúminans óculos.
18:10 Timor Dómini sanctus, pérmanens in sǽculum sǽculi: * judícia Dómini vera, justificáta in semetípsa.
18:11 Desiderabília super aurum et lápidem pretiósum multum: * et dulcióra super mel et favum.
18:12 Étenim servus tuus custódit ea, * in custodiéndis illis retribútio multa.
18:13 Delícta quis intéllegit? ab occúltis meis munda me: * et ab aliénis parce servo tuo.
18:14 Si mei non fúerint domináti, tunc immaculátus ero: * et emundábor a delícto máximo.
18:15 Et erunt ut compláceant elóquia oris mei: * et meditátio cordis mei in conspéctu tuo semper.
18:15 Dómine, adjútor meus, * et redémptor meus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Non sunt loquélæ neque sermónes quorum non audiántur voces eórum.
Nocturn III.
Ant. Non sono parole,
Salmo 18 [16]
18:2 I cieli narrano la gloria di Dio; * e il firmamento annunzia le opere delle sue mani.
18:3 Il giorno ne fa passare al giorno la parola, * e la notte ne dà contezza alla notte.
18:4 Non sono parole, né sono discorsi * dei quali non si intendano le voci.
18:5 Il loro suono si è diffuso per tutta la terra, * e le loro parole sino ai confini della terra.
18:6 Ha posto il suo padiglione nel sole, * e questi come uno sposo uscente dal suo talamo,
18:6 Si slancia qual gigante a percorrere la via. * Il suo levare è all'estremità del cielo,
18:7 E la sua corsa fino all'altra estremità, * e non vi è chi si nasconda al suo calore.
18:8 La legge del Signore è immacolata, converte le anime: * la testimonianza del Signore è fedele, dà la sapienza ai piccoli.
18:9 Le giustizie del Signore sono rette, rallegrano i cuori; * il precetto del Signore è pieno di luce e illumina gli occhi.
18:10 Il timore del Signore è santo, sussiste per tutti i secoli. * I giudizi del Signore sono veri, giusti in se stessi.
18:11 Da desiderarsi più che l'oro e le pietre molto preziose, * e più dolci del miele e del favo di miele.
18:12 Perciò il tuo servo vi attende, * grande è la ricompensa nell'osservarli.
18:13 I falli, chi li conosce? mondami da quelli che mi sono occulti: * e tieni lontano il tuo servo da quelli degli altri.
18:14 Se questi non mi domineranno, allora sarò senza macchia, * e mondato da gravissimo peccato.
18:15 Allora ti saranno accette le parole della mia bocca: * e la meditazione del mio cuore [sarà] sempre alla tua presenza.
18:15 O Signore, mio aiuto * e mio redentore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Non sono parole, né sono discorsi * dei quali non si intendano le voci.
Ant. Exáudiat
Psalmus 19 [17]
19:2 Exáudiat te Dóminus in die tribulatiónis: * prótegat te nomen Dei Jacob.
19:3 Mittat tibi auxílium de sancto: * et de Sion tueátur te.
19:4 Memor sit omnis sacrifícii tui: * et holocáustum tuum pingue fiat.
19:5 Tríbuat tibi secúndum cor tuum: * et omne consílium tuum confírmet.
19:6 Lætábimur in salutári tuo: * et in nómine Dei nostri magnificábimur.
19:7 Ímpleat Dóminus omnes petitiónes tuas: * nunc cognóvi quóniam salvum fecit Dóminus Christum suum.
19:7 Exáudiet illum de cælo sancto suo: * in potentátibus salus déxteræ ejus.
19:8 Hi in cúrribus, et hi in equis: * nos autem in nómine Dómini, Dei nostri invocábimus.
19:9 Ipsi obligáti sunt, et cecidérunt: * nos autem surréximus et erécti sumus.
19:10 Dómine, salvum fac regem: * et exáudi nos in die, qua invocavérimus te.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Exáudiat te Dóminus in die tribulatiónis.
Ant. Ti esaudisca
Salmo 19 [17]
19:2 Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, * ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
19:3 Ti mandi aiuto dal luogo santo: * e ti sostenga da Sion.
19:4 Sia memore di tutti i tuoi sacrifici, * gli sia gradito il tuo olocausto.
19:5 Ti dia quello che brama il tuo cuore: * e adempia tutti i tuoi disegni.
19:6 Esulteremo per la tua salvezza * e trionferemo nel nome del nostro Dio.
19:7 Adempia il Signore tutte le tue richieste: * adesso ho conosciuto che il Signore ha salvato il suo Cristo.
19:7 Lo esaudirà dal cielo, suo santuario: * nella potenza della sua destra sta la salute.
19:8 Quelli [confidano] nei carri e questi nei cavalli: * ma noi invochiamo il nome del Signore nostro Dio.
19:9 Essi furono presi al laccio e caddero, * ma noi ci alzammo e stemmo in piedi.
19:10 Signore, salva il re, * ed esaudiscici nel giorno che ti invochiamo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione.
Ant. Dómine
Psalmus 20 [18]
20:2 Dómine, in virtúte tua lætábitur rex: * et super salutáre tuum exsultábit veheménter.
20:3 Desidérium cordis ejus tribuísti ei: * et voluntáte labiórum ejus non fraudásti eum.
20:4 Quóniam prævenísti eum in benedictiónibus dulcédinis: * posuísti in cápite ejus corónam de lápide pretióso.
20:5 Vitam pétiit a te: * et tribuísti ei longitúdinem diérum in sǽculum, et in sǽculum sǽculi.
20:6 Magna est glória ejus in salutári tuo: * glóriam et magnum decórem impónes super eum.
20:7 Quóniam dabis eum in benedictiónem in sǽculum sǽculi: * lætificábis eum in gáudio cum vultu tuo.
20:8 Quóniam rex sperat in Dómino: * et in misericórdia Altíssimi non commovébitur.
20:9 Inveniátur manus tua ómnibus inimícis tuis: * déxtera tua invéniat omnes, qui te odérunt.
20:10 Pones eos ut clíbanum ignis in témpore vultus tui: * Dóminus in ira sua conturbábit eos, et devorábit eos ignis.
20:11 Fructum eórum de terra perdes: * et semen eórum a fíliis hóminum.
20:12 Quóniam declinavérunt in te mala: * cogitavérunt consília, quæ non potuérunt stabilíre.
20:13 Quóniam pones eos dorsum: * in relíquiis tuis præparábis vultum eórum.
20:14 Exaltáre, Dómine, in virtúte tua: * cantábimus et psallémus virtútes tuas.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Dómine in virtúte tua lætábitur rex.
Ant. Signore,
Salmo 20 [18]
20:2 Signore, della tua potenza si rallegrerà il re * ed esulterà grandemente per la salvezza accordatagli.
20:3 Tu hai adempiuto il desiderio del suo cuore, * e non hai resi vani i voti delle sue labbra.
20:4 Poiché lo hai prevenuto con le più dolci benedizioni: * gli hai posto in capo una corona di pietre preziose.
20:5 Ti domandò la vita, * e gli hai dato lunghezza di giorni per i secoli e per i secoli dei secoli.
20:6 Grande è la sua gloria per la salvezza da te avuta, * lo ammanterai di gloria e di grande splendore.
20:7 Poiché lo farai benedizione per tutti i secoli, * lo riempirai di gioia con la tua presenza.
20:8 Perché il re spera nel Signore, * e per la misericordia dell'Altissimo non vacillerà.
20:9 La tua mano raggiunga tutti i tuoi nemici: * la tua destra raggiunga tutti coloro che ti odiano.
20:10 Li renderai come fornace ardente nel tempo che apparirà il tuo volto: * il Signore nell'ira sua li conquiderà [soggiogherà], il fuoco li divorerà.
20:11 Sterminerai il loro frutto dalla terra: * e il loro seme di mezzo ai figli degli uomini.
20:12 Perché tramarono mali contro di te: * ordirono disegni che non poterono eseguire.
20:13 Poiché tu farai loro voltare le spalle: * e a quelli che restano preparerai la faccia [alle tue saette].
20:14 Innalzati, o Signore, con la tua potenza, * noi canteremo e celebreremo con inni le tue meraviglie.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Signore, della tua potenza si rallegrerà il re.
V. Scuto circúmdabit te véritas ejus.
R. Non timébis a timóre noctúrno.
V. La sua verità ti circonderà come uno scudo.
R. Non temerai lo spavento notturno.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. A vínculis peccatórum nostrórum absólvat nos omnípotens et miséricors Dóminus. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Il Signore onnipotente e misericordioso ci sciolga dal legame dei nostri peccati. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Evangélica léctio sit nobis salus et protéctio. Amen.

Lectio 7
Léctio sancti Evangélii secúndum Lucam
Luc 8:4-15
In illo témpore: Cum autem turba plúrima convenírent, et de civitátibus properárent ad Jesum, dixit per similitúdinem: Exiit qui séminat, semináre semen suum. Et réliqua.

Homilía sancti Gregórii Papæ
Homilia 15 in Evangelia
Léctio sancti Evangélii, quam modo, fratres caríssimi, audístis, expositióne non índiget, sed admonitióne. Quam enim per semetípsam Véritas expósuit, hanc discútere humána fragílitas non præsúmat. Sed est quod sollícite in hac ipsa expositióne Domínica pensáre debeámus: quia si nos vobis semen verbum, agrum mundum, vólucres dæmónia, spinas divítias significáre dicerémus ad credéndum nobis mens fórsitan vestra dubitáret. Unde et idem Dóminus per semetípsum dignátus est expónere quod dicébat, ut sciátis rerum significatiónes quǽrere in iis étiam, quæ per semetípsum nóluit explanáre.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Benedíxit Deus Noë, et fíliis ejus, et dixit ad eos:
* Créscite, et multiplicámini, et repléte terram.
V. Ecce ego státuam pactum meum vobíscum, et cum sémine vestro post vos.
R. Créscite, et multiplicámini, et repléte terram.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La lettura del Vangelo ci sia di salvezza e protezione. Amen.

Lettura 7
Lettura del santo Vangelo secondo Luca
Luca 8:4-15
In quell'occasione: Radunandosi e accorrendo a Gesù d'ogni città grandissima folla, egli disse questa parabola: Uscì il seminatore a seminare la sua semenza. Eccetera.

Omelia di san Gregorio Papa
Omelia 15 sul Vangelo
La lettura del santo Vangelo che ora avete udita, fratelli carissimi, non ha bisogno di spiegazione, ma di esortazione. Perché l'umana debolezza non può presumere di discutere questa parabola che la Verità stessa ci ha esposto. Tuttavia in questa stessa spiegazione del Signore c'è una cosa che noi dobbiamo meditare: perché se noi vi dicessimo che la semente significa la parola di Dio, il campo il mondo, gli uccelli i demoni, le spine le ricchezze, la vostra mente forse esiterebbe a crederci. Perciò lo stesso Signore si degnò di spiegare ciò che diceva, affinché voi impariate a cercare ciò che significano le cose che non ci volle spiegare per se stesso.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Iddio benedisse Noè e i suoi figli, e disse loro:
* Crescete e moltiplicatevi, e riempite la terra.
V. Ecco che io stabilirò il mio patto con voi e colla vostra discendenza dopo di voi.
R. Crescete e moltiplicatevi, e riempite la terra.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Divínum auxílium máneat semper nobíscum. Amen.

Lectio 8
Exponéndo ergo quod dixit, figuráte se loqui innótuit: quátenus certos nos rédderet, cum vobis nostra fragílitas verbórum illíus figúras aperíret. Quis enim mihi umquam créderet, si spinas divítias interpretári voluíssem? máxime cum illæ pugnant, istæ deléctent. Et tamen spinæ sunt, quia cogitatiónum suárum punctiónibus méntem lácerant: et cum usque ad peccátum pértrahunt, quasi inflícto vúlnere cruéntant. Quas bene hoc in loco, álio Evangelísta testánte, nequáquam Dóminus divítias, sed falláces divítias appéllat.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Ecce ego státuam pactum meum vobíscum, et cum sémine vestro post vos:
* Neque erit deínceps dilúvium díssipans terram.
V. Arcum meum ponam in núbibus, et erit signum fœ́deris inter me et inter terram.
R. Neque erit deínceps dilúvium díssipans terram.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'aiuto divino sia sempre con noi.Amen.

Lettura 8
Spiegando pertanto ciò che disse, egli ci fece conoscere che parlava figuratamente, per farci degni di fede allorché la nostra debolezza vi scoprisse le figure contenute nelle sue parole. Chi mai infatti mi avrebbe creduto se avessi detto che le spine significano le ricchezze? tanto più che quelle pungono e queste dilettano. E pure sono spine, perché colle punture dei pensieri che dànno, lacerano lo spirito: e allorché ci trascinano fino al peccato, ci fanno, per così dire, una ferita sanguinante. Onde a ragione il Signore in questo luogo, come attesta un altro Evangelista, non le chiama ricchezze, ma «fallaci ricchezze » Matth. 13,22.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ecco che io stabilirò il mio patto con voi e colla vostra discendenza dopo di voi:
* E non vi sarà più diluvio a disertare la terra.
V. Porrò il mio arcobaleno nelle nuvole, e sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra.
R. E non vi sarà più diluvio a disertare la terra.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ad societátem cívium supernórum perdúcat nos Rex Angelórum. Amen.

Lectio 9
Falláces enim sunt, quæ nobíscum diu permanére non possunt: falláces sunt, quæ mentis nostræ inópiam non expéllunt. Solæ autem divítiæ veræ sunt, quæ nos dívites virtútibus fáciunt. Si ergo, fratres caríssimi, esse dívites cúpitis, veras divítias amáte. Si culmen veri honóris quæritis, ad cæléste regnum téndite. Si glóriam dignitátum dilígitis, in illa supérna Angelórum cúria adscríbi festináte. Verba Dómini, quæ aure percípitis, mente retinéte. Cibus enim mentis est sermo Dei: et quasi accéptus cibus stómacho languénte rejícitur, quando audítus sermo in ventre memóriæ non tenétur. Sed quisquis aliménta non rétinet, hujus profécto vita desperátur.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Cum turba plúrima convenírent ad Jesum, et de civitátibus properárent ad eum, dixit per similitúdinem:
* Exiit qui séminat, semináre semen suum.
V. Et dum séminat, áliud cécidit in terram bonam, et ortum fecit fructum céntuplum.
R. Exiit qui séminat, semináre semen suum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Exiit qui séminat, semináre semen suum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Il Re degli angeli ci conduca all'assemblea degli abitanti del cielo. Amen.

Lettura 9
Sono infatti fallaci, perché non possono rimanere a lungo con noi sono fallaci, perché non bandiscono dall'anima la sua indigenza. Vere ricchezze sono quelle soltanto che ci fanno ricchi di virtù. Se dunque, fratelli carissimi, desiderate di essere ricchi, amate le vere ricchezze. Se cercate il colmo del vero onore, aspirate al regno celeste. Se amate la gloria delle dignità, lavorate senza indugio per essere ammessi nella superna curia degli Angeli. Scolpite nel vostro spirito le parole del Signore che ascoltate. Dacché cibo dell'anima è la parola di Dio: e se la parola non rimane nella memoria quando l'abbiamo intesa, è come l'alimento che uno stomaco malato rigetta. E certo si dispera della vita di colui che non ritiene alcun alimento.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Radunandosi e accorrendo a Gesù d'ogni città grandissima folla, egli disse questa parabola:
* Uscì il seminatore a seminare la sua semenza.
V. E nel seminarla parte cadde su buon terreno e, cresciuta, fruttò il cento per uno.
R. Uscì il seminatore a seminare la sua semenza.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Uscì il seminatore a seminare la sua semenza.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Si salta il resto, a meno che si preghino le Lodi separatamente.
Oratio {ex Proprio de Tempore}
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
Orémus.
Deus, qui cónspicis, quia ex nulla nostra actióne confídimus: concéde propítius; ut, contra advérsa ómnia Doctóris géntium protectióne muniámur.
Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.
Orazione {dal Proprio del tempo}
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
Preghiamo
O Dio, che vedi come noi non abbiamo fiducia in nessuna delle nostre risorse: concedi benigno, che siamo difesi contro tutte le avversità dalla protezione del Dottore delle Genti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.
Conclusio
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
V. Benedicámus Dómino.
R. Deo grátias.
V. Fidélium ánimæ per misericórdiam Dei requiéscant in pace.
R. Amen.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.
Conclusione
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
V. Benediciamo il Signore.
R. Grazie a Dio.
V. Le anime dei Fedeli per la misericordia di Dio riposino in pace.
R. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Post Divinum officium

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